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Un altro anno scolastico volge alla fine...

.....tra i "Professore', che farà 'st'altr'anno senza di noi " e i "Ma se ciò cinquevirgolanovantacinque di media me lo mette il sei?" e tutti intorno alla cattedra, mentre tenti disperatamente di fare il conto delle assenze per ora per giorno di lezione, sommandole con quelle del primo quadrimestre, detraendo quelle delle Assemblee di Istituto e cerchi di mettere per scritto tutto quello che hai detto e fatto in classe (ma è possibile scrivere tutto quello che hai detto e fatto in classe? Dovresti dire per esempio di quando ieri ad un alunno coatto hai detto che riesci, se vuoi, ad essere molto più coatta di lui? Oppure di quell'altro che hai consolato in corridoio, che piangeva come una fontana pensando che avrebbe chiuso l'anno scolastico con una sonora bocciatura? Oppure della reprimenda, durata molte, anzi moltissime ore, in cui hai tuonato contro il disinteresse, la mancanza di partecipazione, il menefreghismo, il qualunquismo, il consumismo, il nucleare, l'acqua privatizzata, i pantaloni con le mutande di fuori, le discoteche, le droghe, chi urla, chi non va a visitare l'Ara Pacis pur essendo di Roma, chi vede il Grande Fratello, chi mena i compagni, chi tira i cancellini quando non c'è il professore, chi usa il turpiloquio, chi abbrevia con le K, chi getta gli zaini dei compagni, giù dal cavalcavia, chi usa il cellulare per scaricarsi le versioni, chi non sa parlare correttamente neanche quando ti racconta di Barbarossa o di Federico II di Svevia, chi sente solo la musica house, chi non legge un libro neanche se lo minacci metterlo nella Vergine di Norimberga etc.etc.)
Insomma il problema è che io invecchio e loro rimangono e rimarranno per sempre giovani. Loro e i loro genitori, rispetto ai quali, un tempo, ero io la più giovane e mi guardavano quasi con sospetto, perchè è strano che un venticinquenne sappia di greco e di latino, mentre tu che hai quarant'anni non sai neanche chi è il Presidente del Consiglio o quando l'Italia è diventata una Repubblica. Adesso, invece, mi guardano ugualmente con sospetto, perchè "Che cavolo vuoi tu dal figlio con tutti quei tre e quattro che gli appioppi che tanto poi alla fine verrà a lavorare nell'edicola di papa?"
Loro rimangono giovani e sempre uguali: c'è quello timido, quello arrogante, quello in cerca d'affetto e che ti vuole parlare in continuazione e ti chiede sempre" Le posso portare la borsa nell'altra classe, professore'?", quello che tanto non gliene frega niente della scuola e scemo tu che stai lì a sbraitare tanto...
Io invecchierò e contnuerò a camminare per quei corridoi e quelle scale ad ogni rintocco di campanella, finchè le gambe non mi reggeranno più e dovrò chiedere la chiave in segreteria per usare l'ascensore. Anni e anni di su e giù con il registro e i libri in mano, con tutti in piedi che arriva la professoressa, con "Zitti che sennò vi interrogo!", con "Posso andare in bagno?" e "Ma se è la terza volta che ci vai in due ore!". E la distanza tra noi aumenterà ogni giorno di più: io non li capirò più (in effetti li capisco poco già adesso) e penserò:"Mamma mia, ma dove andremo a finire?" ogni giorno di più fintanto che arriverà una lettera dal Ministero che dirà:"La prof.D.I. con la presente è collocata definitivamente a riposo e senza diritto di replica"

Pubblicato il 8/6/2011 alle 8.7 nella rubrica Diario.

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