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Habemus Papam



Premetto che per me Moretti potrebbe fare qualsiasi cosa, visto il legame biografico che ho con lui. Infatti suo padre era il mio incredibile, compianto e divertentissimo professore di epigrafia greca all'Università. Alle otto di mattina ci costringeva a leggere incomprensibili epigrafi greche del tutto inedite, sopportando la nostra grassa ignoranza in materia con incredibile sense of humor (istituì, in quel mio primissimo anno d'università, il sistema del "volontario coatto", che consisteva nel suo additare un indifeso studente, fresco di liceo, e costringerlo, per l'appunto a leggere un'epigrafe).
Cominciai così a vedere i film d'esordio del figlio, "Io sono un autarchico" e "Ecce Bombo", in cui il mio corpulento prof. faceva sempre un'apparizione brevissima, in cui interpretava se stesso.
Conosco benissimo, dunque, il modo paradossale di Nanni Moretti di raccontare le cose. Ma stavolta tanto paradossale non è. Anzi. Mi chiedo come mai quest'idea di un Papa dubbioso, in piena crisi esistenziale, quasi depresso non sia mai baluginata neanche lontanamente a nessuno di noi. Abbiamo immaginato madri, padri, casalinghe, figli, nipoti, idraulici, commesse e cassieri, persino hostess e soldati in preda a ripensamenti riguardo il proprio ruolo nel mondo e con gli altri, ma ad un Papa mai.
Invece è perfettamente possibile, anche se sarebbe impossibile da gestire per tutto l'entourage che al Papa gira intorno. Cardinali, suore, portavoce, guardie svizzere, fedeli. Tutti si affretterebbero a negare che una cosa del genere sia davvero accaduta.
Il ruolo dello psicanalista-Moretti è, alla fine, inconsistente e non risolve nulla (poichè nulla si può risolvere con un uomo in crisi e in cerca d'identità). E soprattutto perchè lo psicanalista è il primo ad avere bisogno della psicanalisi: separato, pieno di se stesso, ma al contempo fragile per l'abbandono e il nuovo amore della moglie; rinchiuso in Vaticano senza nulla da fare (perchè il neoeletto intanto è scappato), riesce soltanto ad organizzare un campionato di pallavolo tra i cardinali di tutto il mondo. E questo sottolinea l'anormalità completamenta di un mondo fuori dal mondo, fuori dalla realtà. Il film concede, alla fine, un vero effetto di straniamento da qualsiasi parte uno guardi la storia: dalla parte del Papa che voleva fare l'attore, dalla parte dello psicanalista, che crede di essere il migliore e non riesce a fare nulla, addirittura dalla parte della guardia svizzera, che è stata ingaggiata come controfigura del Papa per fare capolino da dietro le finestre degli appartamenti papali ogni tanto ed è forse quello che si diverte, mangiando a crepapelle, più di tutti...La fine forse vi lascerà insoddisfatti, ma era l'unica fine possibile!

Pubblicato il 20/4/2011 alle 22.6 nella rubrica Diario.

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