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L'annosa contesa Roma - Milano

Difficilmente ad un romano viene in mente di andare a Milano. Probabilmente anch'io non sarei stata mai presa da questa curiosità se mia figlia non avesse chiesto di andare a vedere un concerto dei Beady Eye. Lo so che non sapete chi siano, ma questi sono i vantaggi dell'avere un figlio o una figlia adolescente, cioè il fatto che, pur se non sei più un pischello o una pischella, sai però che gli Oasis si sono separati ed uno dei due, Liam Gallagher, ha fondato un nuovo gruppo, i "Beady Eye"....che, vabbè, per uno che è vissuto negli anni dei Pink Floyd e dei Deep Purple, fa anche ridere, però lasciamo perdere le valutazioni musicali. Insomma mesi fa prenotiamo questo concerto all'Alcatraz di Milano e io mi chiedo che c'è da vedere di bello a Milano (si sa, noi romani siamo un po' tutti come i Cesaroni e pensiamo che MIlano abbia una sola cosa bella, il treno che ritorna a Roma). Il Duomo, la Galleria, Via Montenapoleone e il cenacolo vinciano....non so come ho fatto, ma sono riuscita, nonostante sia tutto prenotato per mesi e mesi, a prenotare una visita proprio per il 17 Marzo. Insomma prendiamo il freccia rossa, che, è vero, costa una cifra, ma è una meraviglia con tutti i comfort, che ti porta in sole tre ore a Milano. Già la Stazione è un edificio bellissimo ed imponente, pulito e pieno di negozi, molto meno maleodorante della nostra Stazione termini. Prima tappa (lo so, l'ho già detto, siamo tutti un po' Cesaroni...) pranzo in un ristorante sardo di amici di infanzia del socio. Seconda tappa Duomo, Galleria, Via Montenapoleone, Scala e Casa di Manzoni (chiusa). Piove a dirotto, ma i Milanesi non sembrano farci caso. I mezzi funzionano benissimo, sono tirati a lucido, i Milanesi li usano educati, composti e ben vestiti (noi Romani in confronto siamo molto più caciaroni e stramiciati). Se non fosse per l'immagine della Moratti sorridente che ti perseguita dappertutto, una sorta di Grande Fratello onnipresente, sarebbe davvero piacevole scorazzare in lungo e in largo. La sera, sbagliamo tre volte percorso, ma alla fine arriviamo al concerto del tizio inglese, che sembra un po' preda di una paresi che lo fa stare inclinato sul fianco destro per tutta l'oretta (Deo gratis! Finisce subito!) della sua esibizione. Torniamo, sempre con efficentissimi bus notturni, distrutti in albergo,  ("La residenza", molto carino, ecologico e feng shui). La mattina dopo dico la cosa sbagliata, mentre chiacchieriamo con il personale al desktop. Ci stanno dicendo che presto la metro sarà prolungata fino da loro e quindi saranno ancora più facilmente raggiungibili. Sbadatamente dico:"Certo sarà più facile per voi qui a Milano. Da noi appena scavano esce ogni ben di Dio!". L'addetto piccato ci tiene a precisare che quando scavano anche lì a Milano trovano reperti antichi. In effetti sono stata un po' prevenuta nella mia affermazione (d'altronde anche Milano è stata una delle capitali dell'Impero ROMANO!!!)
E poi è il turno del cenacolo. Aspettiamo in una sorta di camera di isolamento alcuni minuti prima di vederlo e già questo ti carica di emozione. Sapere poi che lì ha lavorato lui, faticando e sbagliando la tecnica del suo più grande capolavoro, che poi è stato addirittura bombardato ed è rimasto all'aperto per molti anni e che, quindi, avremmo potuto non vederlo mai, ti fa arrivare lì davanti con il fiato sospeso e te lo tolgono ancor più quegli azzurri incredibili delle vesti e dei mantelli. Un incanto che ti è permesso ammirare nei suoi particolari per un solo quarto d'ora. Poi "Prego, si esce, signori!" Bookshop, libri, guide, souvenir e sei di nuovo nel mondo reale. Ultima tappa al Castello Sforzesco. Piove ancora a dirotto. C'è tanta gente in fila per vedere la Pietà Rondanini, ma noi non abbiamo più tempo. Giusto un'ultima foto ad una fila di orientali vestiti da sposi, armati di ombrello, che escono felici, dopo aver celebrato il loro matrimonio.

Pubblicato il 26/3/2011 alle 9.12 nella rubrica Diario.

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