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Se non ora, quando??

All'una siamo partite mia figlia ed io: Prendiamo la metro ed è già uno spasso vedere tante donne, tutte bellissime, ragazze coloratissime, donne di mezza età eleganti, signore anziane molto raffinate e giovanili. La metro è zeppa, ma si svuota d'un colpo alla fermata Flaminio.
Quando arriviamo la piazza, sul fondo, presenta ampi spazi vuoti. Mando un sms a lei , che mi risponde: "Sono sotto al palco, dove vedi un gruppo di ombrelli aperti rossi". E' praticamente dall'altra parte del mondo: provo ad aggirare l'obelisco sulla destra. Impossibile. Esco dalla piazza e cerco di rientrare da sinistra e, dopo un milione di :"Scusi! Posso?" arrivo agli ombrelli rossi. Ancora niente. Poi S.dice (Non l'ha mai visto se non in foto): "Ma quello mi sembra il marito e davanti c'è una ragazza con i ricci.." E infatti è lei: incredibile, l'avrei riconosciuta anch'io tra un miliardo di persone. Ci conosciamo da sei anni solo telematicamente (è lei che fa il conto) e mi sembra di conoscerla come una di famiglia da una vita......Ci salutiamo promettendoci di rivederci presto, ma io devo riaffrontare il taglio della folla, che nel frattempo è diventata oceanica (se stasera dicono che eravamo pochi, spacco il televisore!) per raggiungere un punto dove il socio, che sta per arrivare direttamente da lavoro, mi possa individuare. Un altro milone di :"Scusi! Posso?". All'angolo di Via Ripetta c'è stranamente parcheggiato un double deck bus di quelli che fanno fare il giro di Roma ai turisti. Sembra un buon posto per aspettare, ma poi, ad un certo punto, il tizio mette in moto e la folla si sposta e anche noi, trascinate, siamo costrette a spostarci. Faccio in tempo a veder Veltroni, a stringergli la mano e a piangere un po' con lui, ricordando quante volte ci siamo incontrati e salutati proprio lì, tutti gli anni a Capodanno, quand'era sindaco. Alla fine riesco a trovare un posto stabile di fronte al ristorante Il Bolognese (una pasta cacio e pepe 16€, una caprese 15€: Bolognese non avrai mai i miei soldi!), a fianco al bar Rosati. Una folla continua e immensa scorre ininterrottamente di fronte a noi per più di un'ora. Nel frattempo arriva il socio, vediamo passare e salutiamo un cugino, la moglie e i due figli (mi fa sempre un effetto stranissimo incontrare genete che conosco in queste occasioni), Athina Cenci e, no, non ci posso credere!, il Dandi di Romanzo Criminale. Ricevo anche un messaggio di un'amica archeologa che non vedo da circa vent'anni, che mi scrive: "Sono presso la camionetta della polizia, di fronte la Chiesa degli Artisti". Fortunatamente si tratta di attraversare soltanto la strada e, dopo un po' ci riesco. Facciamo il bilancio delle nostre vite di archeologhe fallite e ci consoliamo dicendo che, in fin dei conti, è toccata la stessa sorte un po' a tutti i nostri ex-colleghi eccetto pochi e ci diamo appuntamento al Fonclea per la prossima cover band dei Beatles.
Sul palco si avvicendano la Finocchiaro, la Camusso, giovani donne universitarie, mamme, precarie. Il momento più bello è quando viene chiesto un minuto e mezza di silenzio e, nonostante la folla, si sente scrosciare addirittura l'acqua delle fontane. Alla fine dal palco chiedono:"Se non ora, quando?" E la folla, alzando le braccia, grida:"Adesso!" Gli altoparlanti mandano a tutto volume "People have the power" E dalla balconata del Pincio viene srotolato un gigantesco striscione con le stesse parole. Molte donne si commuovono, anch'io mi trattengo a stento. Capisco che non fa quest'effetto solo a me la folla, la folla pacifica che protesta, che canta, che balla, che è unanime e concorde su quali siano i diritti di un popolo, di una nazione, su cosa sia la morale, su cosa debbano essere la politica e la dignità e il rispetto.

Pubblicato il 13/2/2011 alle 18.14 nella rubrica Diario.

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