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Tagli, sempre tagli, fortissimamente tagli

Mentre Fini e Berlusconi si accordano sulla necessità di una diminuzione dei parlamentari, che, però, non arriverà mai, sulla scuola si abbatte la scure Gelmini-Tremonti, che, detta così, per la maggior parte di voi, non significa un bel niente. Per me oggi è significato vedere tre giovani donne, entrate in ruolo solo tre anni fa, dopo una gavetta quasi ventennale di supplenze, precariato, licenziamenti, riassunzioni, giri da nomadi per tutto il Lazio, anche nei posti più lontani come Subiaco e Olevano Romano, con marito, figli (una ha partorito una settimana fa), case, genitori anziani, con un foglio in mano, quello cioè con cui erano costrette a chiedere il trasferimento in un'altra scuola, perchè nella nostra sono diventate soprannumerarie. E questo non sarebbe neanche un dramma in un anno normale a seguito di una normale contrazione di classi, perchè il soprannumerario ha diritto a scegliersi la nuova sede per primo rispetto a tutti gli altri che chiedono il trasferimento per motivi diversi. Ma quest'anno tutte le scuole sono in contrazione visto la furia devastatrice, che si è abbattuta su di noi per risparmiare soldi sulla scuola pubblica (sul Parlamento no, sull'evasione no, sugli aerei che portano Scajola ogni fine settimana a casa no...) e che la Gelmini continua a chiamare riforma. Se tutte le scuole sono costrette a ridurre gli organici, aumentando gli alunni per classe ed occupando interamente le diciotto ore di ogni professore in classe (ora quelli che insegnano al triennio hanno cattedre di circa quattordici ore, ma poi arrivano a diciotto sostituendo i colleghi assenti), tutte le scuole avranno dei soprannumerari da piazzare...e da piazzare dove?
Insomma è molto triste vedere gente, che ha impegnato la vita sui libri prima e facendo la fila delle graduatorie poi e che magari ha frequentato i corsi universitari per avere un'abilitazione a caro prezzo (migliaia di euro per due anni), costretta a diventare un'altra volta un nomade che non sa dove dovrà andare l'anno prossimo, chiedendosi come potrà stare con la sua famiglia e dove abiterà. Penso a quelle migliaia di precari, poi, che si sono dannati anni per aggiornare graduatorie, fare concorsi, fare migliaia di ricorsi, andare, venire da uffici, trattati come bestie da uno Stato che si comportava peggio di un datore di lavoro privato e che ora dovranno solo sperare, qualora abbia una remota possibilità di una supplenza, di avere una parentela o un'amicizia con un Preside, perchè dall'anno prossimo ci sarà la chiamata diretta, personale e non più il reclutamento in base alle graduatorie. Presidi che potranno ricattare tali precari in ogni modo, minacciandoli di non farli lavorare mai più...e con tutti i figli di papà che imperversano qui da noi, chi lavorerà? Magari anche nella scuola pubblica verrà sistemata qualche velina con titoli professionali ineccepibili!

Pubblicato il 23/5/2009 alle 19.0 nella rubrica Diario.

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