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Blog aperto il 16/08/2005


GEMELLI
Chiacchiera, scrive, legge, parla ingrese, domanna, vede, compera, sbaratta,
svolazza, guida, interpreta, contatta, telefona, s'empiccia ma è cortese.
Facile, svelto, fino testa matta, sorte, ritorna, gioca, va' pe' spese,
se fa cinque, sei viaggi drent'un mese, quarziasi cosa già l'ha vista e fatta.
Cammia lavoro, donna, veste, umore, tie' le fette in du' staffe:
è opportunista; nun je chiede costanza ne l'amore.
È spiritoso, ironico, ballista, giovanile, ne fa d'ogni colore.
Si s' ammala è ai pormoni e se rattrista
.



In Italia è molto duro essere un intellettuale di destra.
Quelli di sinistra non ti leggono
perchè sei di destra,
quelli di destra non ti leggono
perchè non leggono niente!!!
Marcello Veneziani
 


Scriviamo per farla finita con noi stessi, ma con il desiderio di essere letti, non c’è modo di sfuggire a questa contraddizione. E come se annegassimo urlando: “Guarda, mamma, so nuotare! “. Quelli che gridano più forte all’autenticità si gettano dal quindicesimo piano, facendo il tuffo d’angelo: “Vedete, sono soltanto io!”. Quanto a sostenere di scrivere senza voler essere letti (tenere un diario, per esempio), significa spingere fino al ridicolo il sogno di essere contemporaneamente l’autore e il lettore. (D.Pennac)

"Amo: la parola più pericolosa per il pesce e l'uomo"
Groucho Marx

Livietta: la nuova arrivata!

Cesare: il mio ex-attempato amante
(ci ha lasciato alla veneranda età di diciotto anni!)

Diva: la gatta della mia adolescenza:trovatella, un po' furastica.

Conan: il mio bellissimo, completamente
 pazzo, gatto americano (stroncato dalla leucemia  a soli due anni)
Benigni dixit:" Se su dieci persone ci sono sei operai, tre impiegati e un ricco. Perchè alle elezioni vince sempre il ricco? Allora o ci sono brogli elettorali o il popolo è stupido"

Paolo Rossi: "La fuga dei cervelli. Un bel problema: i cervelli fuggono e i corpi rimangono qui a fare il ministro o il politico..."

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, nè più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perchè con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perchè sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
(E.Montale)

Messico 1984: il più bel viaggio della mia vita

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29 settembre 2008

Ritorno a scuola

E' sempre un piacere stare insieme ai ragazzi. Un piacere che quasi dimentichi quando stai a casa e ti lasci andare alle tue passioni. Poi ritrovare le loro faccette allegre e spensierate, i loro sguardi a volte incuriositi, a volte annoiati, ti fa capire che quella è la strada giusta....Quest'anno poi ritrovo eccezionalmente (non mi capiterà più nel resto della mia carriera) gli alunni che ho avuto due anni fa alle medie e che, allora, mi sembravano tanto grandi (oggi al confronto degli altri sono i più piccolini): e così, ogni volta che ci incrociamo nei corridoi, ci abbracciamo ed io, a mano a mano, mi ricordo i cognomi di tutti e chiedo loro notizie: il tale, un po' zucca, è andato all'alberghiero, l'altro, bravino, ha scelto il linguistico e così via. Loro si trattengono a parlare con me (e ti credo! Rubano così pochi preziosi secondi magari alla pallosa lezione di latino) ed io mi innamoro ogni giorno di più di quei visetti, quei sorrisi, quei riccioli scompigliati, che tante volte sbatteresti giù nel cortile, ma più spesso ti stringono il cuore con la loro ingenuità e freschezza ( oggi, ad esempio, non riuscivo a smettere di ridere dopo che uno del primo ha detto che a Roma c'è la "copula" di S.Pietro).

Non sopporto, invece, più le mamme: quelle, ad esempio, che sento chiacchierare, mentre aspettiamo che i figli fanno l'allenamento d'atletica. Gli argomenti principali ed ossessivamente ripetuti sono: la scuola dei figli (cosa che, a caduta libera, poi porta alla critica dei professori); le pulizie di casa; i risultati nello sport (ed i figli sono sempre campioni di primo pelo); i mariti. Dopo di ciò il nulla: mai un accenno ad un libro letto, ad un film visto, ad un viaggio o per lo meno una gita organizzata da poco.... Roma, poi, è una realtà sconosciuta: luoghi, monumenti, piazze, strade sono (incredibile a dirsi!) per questa gente dei Castelli Romani una dimensione forse ultraterrena, che li costringe ad usare il navigatore solo ed esclusivamente per recarsi al centro commerciale di nuova apertura e di dimensioni galattiche. Insomma, in questi casi, divento intollerante ai rapporti e vago per il luogo bellissimo, dove mia figlia svolge questa attività. Dopo un' immensa vallata verde costellata di case, si vede il sole brillare sul mare......e il naufragar m'è dolce in questo mare!

27 settembre 2008

Un milione di euro al giorno.

  Quarantunomila euro l’ora. Seicentonovantaquattro euro al minuto. Undici euro al secondo.
È per le scuole questo fiume di denaro pubblico che dissangua l’erario italiano?
Serve per gli ospedali? No: sono i soldi che noi Italiani stiamo sborsando per la missione militare “di pace” (ossimoro audace) in Afghanistan. Lì i nostri eroi in divisa possono sciorinare i nostri gioiosi colori, le nostre canzoni, i nostri aiuti, la nostra civiltà. Il tricolore torna a garrire in terre barbare. Stavolta non rischiamo nemmeno le sanzioni, come nel ’36, perché stavolta stiamo coi più forti.
Che sia missione di pace è fuor di dubbio. Sì, va be’, ci sono i cacciabombardieri Tornado con armi di distruzione di massa
(bombe a grappolo, per esempio): ma servono solo a far la faccia brutta ai talebani, mica li usiamo spesso! Al massimo ci sarà qualche “effettuccio collaterale” tra i civili. Ma gliel’ho forse detto io ai civili afghani di nascere lì?
Sì, è vero: in fondo la nostra presenza non serve un granché. I talebani impazzano come il carnevale a Rio, e i nostri stanno lì a fare da bersaglio. Gli Americani sembrano volerli lasciar stare, quei talebanacci trafficanti di droga: e quelli si muovono a centinaia, armati fino ai denti, sotto il loro naso (e sotto il nostro), come i ratti del Tevere sotto i baffi di un gatto che abbia già mangiato troppo.
Che ci stiamo a fare lì? Non ponetevi di queste domande
, cari Italiani. Anche perché se ve le ponete c’è subito qualcuno che salta su a darvi dell’estremista. Stiamo lì come i Piemontesi in Crimea: per fare bella figura. Ma anche per garantire un po’ di profitti alle aziende che ci mangiano su. Sono posti di lavoro anche quelli, no? Altro che Cavour! I nostri governanti sono furbi, sapete? Hanno solo bisogno di un bel numero di morti da buttare sul tavolo delle trattative di pace. (Sì, va be’, lo diceva pure Mussolini, e con questo?).
Dove li troviamo tutti questi soldi? Non c’è problema! Non avete visto quanti soldi si risparmieranno con la “riforma” (leggasi “riduzione ai minimi storici”) della Scuola (Statale)? Otto miliardi di euro in tre anni! Possiamo far guerre per i prossimi vent’anni almeno! Guerre per la pace, naturalmente.
Quell’illuso di  
Giovanni Falcone andava dicendo che la Scuola può essere un grande esercito contro la mafia. Un po’ di  tritolo ed è saltato per aria. I conti con la Scuola li stanno regolando adesso: la bomba a base di tagli deflagrerà tra l’indifferenza generale, mentre le mammine premurose si compiacciono per i nuovi grembiulini dei pargoli.
E non ci sarà nemmeno la scocciatura del funerale.
La Scuola in Italia non serve!
Meglio tutti ignoranti, così se non trovano lavoro sono più docili e si accontentano di più, e sono più felici con meno soldi e meno diritti. Bisogna sapersi accontentare, che diamine! Sta lì il segreto della felicità. Ci penserà la televisione di regime a far loro scordare la realtà, mettendogli sul naso gli occhiali rosa dell’autoinganno.
Mi raccomando, insegnanti: non indignatevi! Non ragionate troppo! Andate in classe e zitti! Non disturbate il Manovratore! Non impicciatevi dei vostri diritti, della giustizia, della Verità, del  futuro dei vostri alunni, di quello dei vostri figli e di voi stessi! Fidatevi di chi vi  guida: non sono mai persone esperte della Scuola, ma non importa. La loro competenza è materia di fede. È peccato mortale dubitarne.
Basta con gli uomini e le donne di buona volontà! Basta con gli illusi che cercano un mondo migliore! Basta con i puri di cuore, i cercatori della Verità, i costruttori di Pace! Che questo mondo di zombie trionfi! Che i sepolcri imbiancati dettino legge! Che mai più nessuno, una volta per tutte, osi smascherarli!
Che muoia, finalmente, anche la Scuola
, insieme alla Pace vera, insieme alla pacifica Verità.

Firmato
Massimo Paradosso
Dottore in Servitù di regime


26 settembre 2008

Battutina (bellissima!!)

In Italia è molto duro essere un intellettuale di destra. Quelli di sinistra non ti leggono
perchè sei di destra,
quelli di destra non ti leggono
 perchè non leggono niente!!!
Marcello Veneziani

26 settembre 2008

Auguri (è addirittura più vecchio di me!)

 

Il Chupa Chups compie 50 anni

Nacque nel 1958 a Barcellona, domani grande festa di compleanno
(ANSA) - ROMA, 25 SET - Amata dai bambini, passione viziosa per gli adulti, Chupa Chups, la palla di zucchero con lo stecco bianco compie 50 anni. Un record quello del lecca-lecca rotondo, nato spagnolo e diventato da due anni italo-olandese (Perfetti Van Melle), che e' riuscito incredibilmente a restare sul mercato internazionale della confetteria. A Barcellona, dove nacque nel '58, proprio domani sera si terra' una grande festa di compleanno, il Chupa Chups 50th anniversary concert.


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permalink | inviato da Gattara il 26/9/2008 alle 10:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

26 settembre 2008

Amarissima riflessione, invece, di un grandissimo giornalista

  

Il mondo facile della politica format

di MICHELE SERRA

La campagna per il ritorno alla maestra unica, al di là dei propositi contingenti di "risparmio", aiuta a riflettere in maniera esemplare sulle ragioni profonde delle fortune politiche della destra di governo, e sulle sue altrettanto profonde intenzioni strategiche. Sono intenzioni di semplificazione. Se la parola-totem della sinistra, da molti anni a questa parte, è "complessità", a costo di far discendere da complesse analisi e complessi ragionamenti sbocchi politici oscuri e paralizzanti, comunque poco intelligibili dall'uomo della strada, quella della destra (vincente) è semplicità. 

La pedagogia e la didattica, così come sono andate evolvendosi nell'ultimo mezzo secolo, sono avvertite come discipline "di sinistra" non tanto e non solo per il tentativo di sostituire alla semplificazione autoritaria orientamenti più aperti, e a rischio di permissivismo "sessantottesco". Sono considerate di sinistra perché complicano l'atteggiamento educativo, aggiungono scrupoli culturali ed esitazioni psicologiche, si avvitano attorno alla collosa (e odiatissima) materia della correttezza politica, esprimono un'idea di società iper-garantita e per ciò stesso di ardua gestione, e in buona sostanza attentano al desiderio di tranquillità e di certezze di un corpo sociale disorientato e ansioso, pronto ad applaudire con convinzione qualunque demiurgo, anche settoriale, armato di scure. 

In questo senso la proposta Gelmini è quasi geniale. L'idea-forza, quella che arriva a una pubblica opinione sempre più tentata da modi bruschi, però semplificatori, è che gli arzigogoli "pedagogici", per giunta zavorrati da pretese sindacali, siano un lusso che la società non può più permettersi. Il vero "taglio", a ben vedere, non è quello di un personale docente comunque candidato - una volta liquidati i piloti, o i fannulloni, i sindacalisti o altri - al ruolo di ennesimo capro espiatorio. Il vero taglio è quello, gordiano, del nodo culturale. La nostalgia (molto diffusa) della maestra unica è la nostalgia di un'età dell'oro (irreale, ma seducente) nella quale la nefasta "complessità" non era ancora stata sdoganata da intellettuali, pedagogisti, psicologi, preti inquieti, agitatori politici e cercatori a vario titolo del pelo nell'uovo. Una società nella quale il principio autoritario era molto aiutato da una percezione dell'ordine di facile applicazione, nella quale il somaro era il somaro, l'operaio l'operaio e il dottore dottore. Una società che non prevedeva don Milani, non Mario Lodi, non Basaglia, ovviamente non il Sessantotto, e dunque, nella ricostruzione molto ideologica che se ne fa oggi a destra, è semplicemente caduta vittima di un agguato "comunista". 

In questo schemino, semplice ed efficace, la cultura e la politica, a qualunque titolo, non sono visti come interpreti dei conflitti, ma come provocatori degli stessi. Se la pedagogia "permissiva" esiste, non è perché il disagio di parecchi bambini o la legnosità e l'inadeguatezza delle vecchia didattica richiedevano (già quarant'anni fa) di essere individuati e affrontati, ma perché quello stesso problema è stato "creato" da un ceto intellettuale e politico malevolmente orientato alla distruzione della buona vecchia scuola di una volta. Insomma, se la politica è diventata un format, come ha scritto Edmondo Berselli, la sua parola d'ordine è semplificazione. 

Per questa destra popolare, e per il vasto e agguerrito blocco sociale che esprime, la complicazione è un vizio "borghese" (da professori, da intellettualoidi, beninteso da radical-chic, e poco conta che il personale scolastico sia tra i più proletarizzati d'Italia) che non possiamo più permetterci, e al quale abbiamo fatto malissimo a cedere. Non solo la pedagogia, anche la psicologia, la sociologia, la psichiatria, nella vulgata oggi egemone, non rappresentano più uno strumento di analisi della realtà, quanto la volontà di disturbo di manipolatori, di rematori contro, di attizzatori di fuochi sociali che una bella secchiata d'acqua, come quella della maestra unica, può finalmente spegnere. La lettura quotidiana della stampa di destra - specialmente Libero, da questo punto di vista paradigma assoluto dell'opinione pubblica filo-governativa - dimostra che il trionfo del pensiero sbrigativo, per meglio affermarsi, necessita di un disprezzo uguale e contrario per il pensiero complicato, per la massa indistinta di filosofemi e sociologismi dei quali i nuovi italiani "liberi" si considerano vittime non più disponibili, per il latinorum castale di politici e intellettuali libreschi, barbogi, causidici, che usano la cultura (e il ricatto della complessità) come un sonnifero per tenere a freno le fresche energie "popolari" di chi ne ha le scatole piene dei dubbi, delle esitazioni, della lagna sociale sugli immigrati e gli zingari, sui bambini in difficoltà, su chiunque attardi e appesantisca il quotidiano disbrigo delle dure faccende quotidiane. Già troppo dure, in sé, per potersi permettere le "menate" della sinistra sull'accoglienza o il tempo pieno o i diritti dei gay o altre fesserie. 

La sinistra ha molto di che riflettere: la formazione culturale e perfino esistenziale del suo personale umano (elettorato compreso) è avvenuta nel culto quasi sacrale della complessità del mondo e della società, con la cultura eletta a strumento insostituibile di comprensione anche a rischio di complicare la complicazione... Ma non c'è dubbio che tra il rispetto della complessità e il narcisismo dello smarrimento, il passo è così breve che è stato ampiamente fatto: nessuna legge obbliga un intellettuale o un politico a innamorarsi dell'analisi al punto di non rischiare mai una sintesi, né la semplificazione - in sé - è una bestemmia (al contrario: proprio da chi ha molto studiato e molto riflettuto, ci si aspetterebbe a volte una conclusione che sia "facile" non perché rozza o superficiale, ma perché intelligente e comprensibile). Ma la posta in gioco è molto più importante del solo destino della sinistra. La posta in gioco - semplificando, appunto - è il destino della cultura, degli strumenti critici che rischiano di diventare insopportabili impicci. Se questa destra continuerà a vincere, a parte il marketing non si vede quale delle discipline sociali possa sperare di riacquistare prestigio, e una diffusione non solo castale o accademica. Perché è molto, molto più facile pensare che l'umanità e la Terra siano stati creati da Dio settemila anni fa (cosa della quale è convinta ad esempio la popolarissima Sarah Palin) piuttosto che perdere tempo e quattrini studiando i fossili e l'evoluzione. È molto più rassicurante, convincente, consolante pensare che le buone maestre di una volta, con l'ausilio del cinque in condotta e di una mitraglia di bocciature, possano mantenere l'ordine e "educare" meglio i bambini ipercinetici, e consumatori bulimici, che la televisione crea e che la propaganda di destra ora lascia intendere di poter distruggere, perché è meglio avere consumatori docili (clienti, come dice Pennac) piuttosto che cittadini irrequieti. È meglio avere certezze che problemi. 

È molto più semplice pensare che il mondo sia semplice, non fosse che per una circostanza incresciosa per tutti: che non lo è. Il mondo è complicato, l'umanità pure, i bambini non parliamone neanche. Se le persone convinte di questo obbligatorio, salutare riconoscimento della complicazione non trovano la maniera di renderla "popolare", di spiegarla meglio, di proporne una credibile possibilità di governo, di discernimento dei principi, dei diritti, dei bisogni fondamentali, diciamo pure della democrazia, vedremo nei prossimi decenni il progressivo trionfo dei semplificatori insofferenti, dei Brunetta, delle Gelmini, delle Palin. Poi la realtà, come è ovvio, presenterà i suoi conti, sprofondando i semplificatori nella stessa melma in cui oggi si dibattono i poveri complicatori di minoranza. Nel frattempo, però, bisognerebbe darsi da fare, per sopravvivere con qualche dignità nell'Era della Semplificazione, limitandone il più possibile i danni, se non per noi per i nostri figli che rischiano di credere davvero, alla lunga, al mito reazionario dei bei tempi andati, quando la scuola sfornava Bravi Italiani, gli aerei volavano senza patemi, gli intellettuali non rompevano troppo le scatole e la cultura partiva dalla bella calligrafia e arrivava (in perfetto orario) alla più disciplinata delle rassegnazioni. Cioè al suo esatto contrario. 
(24 settembre 2008) 

26 settembre 2008

Come si distorce la verità ovvero il difficile lavoro del giornalista

 Insomma, un professore dà ripetizioni a pagamento ai suoi stessi allievi, poi li costringe a fargli dei regali, e quando la mamma di una sua alunna chiede un provvedimento nei confronti del docente, lui per vendetta garantisce all'alunna che questa sarà bocciata.
A questo punto il docente viene condannato
.

Come titola il ritardato mentale di Repubblica.it? "Minacciare bocciatura è reato".

Come utile lezione di giornalismo (non da parte mia! Non sono io a scrivere, ma una collega di cui ricevo le mail, che ha perfettamente ragione N.d.r.) leggete l'articolo e vedrete che giornalista e titolista non possono essere la stessa persona.

*"Minacciare bocciatura è reato"*
*ROMA* - Minacciare la bocciatura? Non si può. Anzi, è reato. Lo ha stabilito, con una sentenza destinata a far discutere, la corte di Cassazione.

Insomma, il professore che intimidisce i suoi studenti promettendogli la bocciatura commette il reato di minaccia aggravata. E nella sentenza si legge che per i ragazzi "la ingiusta prospettazione di una bocciatura rappresenta una delle peggiori evenienze" e un simile atteggiamento del
docente è "idoneo ad ingenerare forti timori, incidendo sulla libertà morale" degli allievi.

Per questo motivo la Suprema Corte ha confermato la condanna per Marcello P., (50 anni) insegnante del liceo scientifico 'Paolo Lioy' di Vicenza.

I legali del docente - condannato anche per abuso d'ufficio per aver dato a pagamento ripetizioni private agli studenti costringendoli anche a fargli dei regali - avevano sostenuto che il reato di minaccia non era configurabile "in quanto il tale minacciato (l'ingiusta bocciatura) non dipendeva solo dalla sua volontà, ma dall'intero collegio dei docenti". Ma gli ermellini hanno bocciato questa tesi e confermato il verdetto di colpevolezza emesso dalla Corte di Appello di Venezia il 23 ottobre 2007.

In particolare, il 'prof' aveva detto a Silvia C. che "non aveva più alcuna possibilità di essere promossa", per 'vendicarsi' di un intervento fatto nell'Assemblea dei genitori dalla mamma della ragazza che proponeva di  rimuovere il docente, per la sua scorrettezza, nel triennio successivo.
(*24 settembre 2008*)

24 settembre 2008

EVVVVAAAAAIIIIII!!!! Lui non poteva (non doveva mancare)!

 

Clooney torna a E. R. per un cameo
Clooney torna a E. R. per un cameo
Per la conclusione della serie dopo 15 stagioni
(ANSA) - LOS ANGELES, 24 SET - George Clooney ritorna a E.R. Medici in prima linea in un cameo per l'ultima stagione del celebre telefilm. I produttori della serie hanno annunciato di essere in avanzate trattative con Clooney per farlo tornare sul set della serie,in onda sulla Nbc dal '94, che si concludera' il prossimo anno dopo 15 stagioni. Per il gran finale Clooney, che aveva dato l'addio al telefilm nel 1998, dovrebbe tornare in scena insieme a Julianna Marguilles.




permalink | inviato da Gattara il 24/9/2008 alle 12:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa

24 settembre 2008

E ancora sui danni della Gelmini......

 La cosa bella è che lei e Berlusca, con grande grancassa dei media, hanno inaugurato la nuova scuola di S.Giuliano, quella distrutta dal terremoto, scuola all'avanguardia per tecnologia e sicurezza e bellezza etc.etc....una scuola che, con la riforma di Maria Stella, non funzionerà MAI, poichè vengono eliminate tutte le scuole con meno di 500 iscritti!!! Vera politica di facciata: al loro confronto Augusto, il primo imperatore romano, era un pivello!!!




Riforma Gelmini, intervista a Domenico Durastante
 
di Sara Dellabella
 
23/09/2008

 

Domenico Durastante è consigliere del XII Municipio di Roma, da anni si occupa del settore scuola, mantenendo un rapporto stretto con i comitati dei genitori e insegnanti. Gli abbiamo chiesto quali sono a suo avviso i pro e i contro della Riforma Gelmini ...

R@: La riforma Gelmini, ombre e meriti?
D.D.: Il ministro Gelmini è anche simpatica quando appare in TV e ha ragione quando afferma che bisogna restituire carisma all'istituzione scuola e agli insegnanti e nessuno nega che la scuola italiana, lo dice anche l'OCSE, ha bisogno di una riforma radicale. Ma l'OCSE dice anche che la nostra scuola elementare è tra le migliori al mondo: e allora che bisogno c'è d'iniziare la riforma proprio da qui? Non è meglio intervenire sulle superiori che non formano o l'università che non crea sbocchi di lavoro? Non è meglio offrire una possibilità reale ai tanti giovani costretti a fuggire all'estero per fare ricerca e lavorare?

R@: I "tanti maestri" additati dal Ministro sono il vero problema della scuola?
D.D.: Il vero problema della scuola italiana è che è ingessata in un sistema che non premia il merito, dove i docenti sono insieme vittime e carnefici. È la mancanza di laboratori; l'impossibilità di stabilire reali relazioni col mondo del lavoro; è il respiro culturale intriso di provincialismo che fa affondare in una palude i nostri figli.

R@: Quanti maestri rischiano realmente il posto?
D.D.: Dai dati in mio possesso circa 87 mila docenti e 43 mila tra bidelli e personale tecnico e amministrativo. Il blocco del turn over, poi, farà in modo che a perdere il posto siano gli insegnati precari più giovani, che sono anche i più motivati: gente con due lauree e vari master a cui il Governo propone di riconvertirsi in guide alpine o turistiche.

R@: I bambini concretamente come hanno trovato le loro scuole a settembre? (classi accorpate, maestri che non ci sono più)
D.D.: Le vere sorprese ci saranno il prossimo anno scolastico, con quasi 8 miliardi in meno per il triennio 2009/2011, con 4000 istituti a rischio chiusura nei piccoli centri, con il maestro unico, con la riduzione del tempo pieno, con meno insegnanti di sostegno per i bambini disabili e minore possibilità d'integrazione per i bambini stranieri.

R@:Fino a quando sarà possibile assicurare il tempo pieno alle famiglie con la riforma?
D.D.:Già da oggi la scuola offre sempre meno questo servizio, necessario per le famiglie con entrambi i genitori che lavorano. Dal prossimo anno scolastico i genitori (forse) potranno lasciare i loro figli a scuola fino al solito orario, ma il tempo pieno sarà trasformato in servizio di sorveglianza, gettando alle ortiche il lavoro progettuale della scuola elementare: in concreto, la scuola darà meno stimoli ai nostri figli.

R@:Come politico locale, quali umori ha intercettato tra le famiglie delle sua zona?
D.D.: Preoccupazione. Le famiglie vogliono scuole sicure, accoglienti, con insegnanti motivati e qualificati; vogliono servizi, vogliono un futuro per i bambini. Con la cura Tremonti-Gelmini la scuola passa da settore strategico a capitolo di spesa. Con conseguenze disastrose.

R@:Qual è il peggior demerito di questo intervento sulla scuola?
D.D.:Questa riforma mira a destabilizzare l'organizzazione scolastica, mettendo le famiglie contro gli insegnanti e gli insegnanti in lotta tra loro, tra titolari e precari. Questa riforma non affronta i veri nodi della crisi scolastica italiana, non ha respiro ed è motivata solo dalla necessità dei tagli al bilancio.

R@: Il ministro rassicura tutte le parti sociali, ma ...
D.D.: C'è poco da rassicurare. Il clima di mobilitazione che già si vive davanti ai cancelli delle scuole lo testimonia. Da un lato si fanno operazioni d'immagine come l'obbligo del grembiule e il voto in condotta, e dall'altro si smantella il cuore della scuola. Mi sembra sia evidente: il solo progetto educativo che sta a cuore a Berlusconi e alla Gelmini, è quello della TV e della pubblicità.

24 settembre 2008

La Cina è vicina...quando faremo lezione col bavaglio????

 GLI INSEGNANTI CHE PROTESTANO CONTRO LA GELMINI...SIANO LICENZIATI

SCUOLA:PDL FRIULI V.G,LICENZIARE INSEGNANTI CHE FANNO POLITICA

(AGI) - Trieste, 16 set. - Alla luce dei fatti di cronaca relativi alla riapertura delle scuole che hanno visto alcuni docenti presentarsi in classe con il lutto al braccio interrompendo il normale programma scolastico, i consiglieri regionali del Pdl del Friuli Venezia Giulia Paolo Ciani e Piero Tononi hanno presentato un’interrogazione a risposta scritta al presidente della giunta Renzo Tondo chiedendo che ’si svolga d’urgenza una verifica per stabilire se, quanti e quali insegnanti abbiano realmente disatteso la normale programmazione scolastica per impartire una lezione politica contro la riforma scolastica del ministro Gelmini e contro il Governo nazionale ad una platea di studenti in balia di docenti piu’ preoccupati della vicende politiche che della formazione dei giovani’. ‘Le notizie apparse sulla stampa circa la protesta di alcuni insegnanti che si sono presentanti a scuola con il lutto al braccio e’ sconcertante in se, ma se e’ vero - si legge nella interrogazione di Ciani e Tononi - che sono state impartite anche delle lezioni chiaramente politiche contro la riforma Gelmini la questione diventa molto piu’ grave’.

Nell’interrogazione Ciani e Tononi chiedono ‘che nei confronti degli insegnanti si possa prendere in considerazione anche l’ipotesi del licenziamento, oltre alla segnalazione al ministero, come previsto dalla norma del ministro Brunetta’. (AGI)

PS
anzi mentre noi ci avviciniamo, parafrasando l'On. di Pietro, ad una dittatura dolce la Rep. Popolare cinese in 20 anni ha fatto dei progressi inimmaginabili per la loro cultura e mentalità.




permalink | inviato da Gattara il 24/9/2008 alle 12:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

23 settembre 2008

E poi, per continuare con il post precedente....

....c'è questa scuola, dove ho passato lo scorso anno e spero di rimanere molto a lungo (ammesso che non diventino troppo insopportabili). E' una scuola d'eccellenza, ha molti primati (quello sulla sicurezza, quello sul numero degli alunni etc..), ha avuto un'ottima preside molto efficiente per trent'anni, ha ottimi professori. Che, però, soffrono un po' il complesso dei "primi della classe" per l'appunto: non si lavora individualmente con le classi, ma si lavora nel dipartimento. Tutti uguali in valutazioni, programmi svolti, verifiche: a me dà l'ansia. Io ho un po' la sindrome del cane sciolto, in classe mi piace improvvisare ed adattarmi alle caratteristiche e agli interessi degli alunni, persino alle proposte culturali che capitano, di volta in volta, durante l'anno scolastico in corso. Se vedo un film, se leggo un libro che ritengo valido, lo propongo alla classe per vedere che ne pensano. Qui no: c'è il Dipartimento di Lettere (tra l'altro presieduto dagli unici due insegnanti maschi di Italiano e Latino...sì, è vero che solo loro due hanno voluto prendersi questo arduo compito e questa bega, dato che molto spesso si ritrovano soli a compilare lunghe pagine di programmazioni, obiettivi e griglie di valutazioni, ma hanno un atteggiamento troppo dittatoriale e a volte anche qualche moto di sufficienza nei riguardi di alcune proposte delle colleghe "femmine") che tutto vede e tutto sorveglia (non mi è piaciuta ultimamente la frase di uno dei due, quello che sembra il più frustrato in realtà, che ha detto che "loro" controllano e sanno tutto quello che "noi galline"- non l'ha detto, ma si leggeva così- facciamo).
E poi c'è la sudditanza psicologica di tutti nei confronti della vecchia Preside: bravissima, per carità, ma una di quelle che ama trattarti come uno straccio da spolvero. Per esempio costringeva i prof.,che telefonavano la mattina per comunicare di essere malati ( noi dobbiamo avvertire molto presto le segreterie per permettere di sostituirci al più presto possibile, nelle classi, con i prof. a disposizione), a richiamare anche lei per comunicarglielo direttamente. Cosa che io ritengo una vessazione ed un'intimidazione (a cui tutti nella scuola, però, hanno soggiaciuto in silenzio): perchè, se sto male, devo aspettare che lei arrivi a scuola per telefonare di nuovo? Cosa può dirmi? Che non mi concede la malattia? Inoltre, ogni volta che sono stata male l'anno scorso (Miseri sette giorni durante l'attività didattica: Brunetta gioisci!) ha trovato una scusa per richiamarmi a tutte le ore ed una volta mi ha chiesto di andare lo stesso, perchè al consiglio di classe c'era un''altra insegnate malata e che figura ci facevamo con i genitori??? (ed io sono andata, la scema che sono!).
 Spero che la nuova Preside sappia trattare con gli esseri umani, perchè se si lavora serenamente, si lavora molto meglio....
Comunque l'ansia che mi dà questa scuola deve essersi concentrata in una serie di malesseri che ho avuto dai primi giorni di scuola (tossetta nervosa, cerchio alla testa), associati a strani sogni.
Divertenti due di cui ancora mi ricordo: nel primo facevo uno scavo archeologico insieme a sua santità, che stava chinato, tutto bardato da Papa, sul saggio insieme a me ed io lo scongiuravo di farmi continuare, perchè lì, sotto il Vaticano, in quel punto nessuno aveva mai scavato prima; nel secondo iniziavo la scuola con un registro già con tutti i voti scritti, mi dicevano "per un errore del programma che stampa i registri". Mah, vacci a capire nei sogni.........




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23 settembre 2008

Leggera depressione

Ho vinto il primo premio per la prima persona al mondo (di questo emisfero) con raffreddore, mal di gola, forte raucedine;
Mi sono dovuta assentare dopo una sola settimana di scuola (che dirà Brunetta? I colleghi, dopo quest'estate, sono già convinti che sia una lavativa);
Grazie al ginocchio ho preso qualche chilo;
Domenica ho fatto un po' di trekking nel Parco dei Castelli Romani con molta fatica;
Devo andare in palestra, ma non so se il ginocchio reggerà:
Ho paura di cosa uscirà fuori dalla risonanza magnetica del 29 Ottobre; 
Non ho nulla di nuovo nell'armadio;
Devo assolutamente andare dal parrucchiere!
In casa ci sono milioni di lavori di pulizia e molte ristrutturazioni da fare.
E poi ci sono le notizie sui tagli alla scuola pubblica, riduzione degli insegnanti e delle ore di lezione, valanghe di giovani precari a spasso, trasformazione degli istituti in fondazioni (sostenute, cioè, tipo da una Cai dell'Alitalia), grembiuli, voti, condotta


...ed, oltre a ciò, ogni sera alle sette precise, mio padre si siede sul mio divano, s'impossessa del telecomando per vedere "il milionario" con Jerry Scotti e non fa che ripetermi con sguardo un po' schifato:"TI STAI TRASCURANDO E NON PARLO SOLO DEI CAPELLI!" (mio padre è un grande in questa attività: lo consiglio a tutti i depressi per arrivare immediatamente al suicidio!)

22 settembre 2008

Le meraviglie della paura.....

22 settembre 2008

Dopo la contabilità creativa, anche la giustizia creativa!

 E' la giustizia creativa, bellezza!


di GIUSEPPE D'AVANZO


E 
Chiara Zardi, giovane difensore d'ufficio di Berlusconi
Berlusconi ha dimostrato a sufficienza quanto la sua personale, privatissima giustizia possa essere creativa: negli anni, non c'è stata 'stazione' del processo penale che non ne sia stata sconvolta (il reato, i tempi di prescrizione, la pena, le prove, la procedura). Il 'lodo Alfano' doveva essere, nelle intenzioni del mago di Arcore, il sortilegio finale. Nessuno processo per Iddu.Impunità piena. Ma il diavolo ci ha messo la coda e il processo a Berlusconi, imputato di aver corrotto il testimone David Mills, può riservare ancora qualche sorprendente esito.

La spina che affligge Iddu è questa: è vero, dopo la vergogna del 'lodo Alfano', Berlusconi non può essere processato, ma Mills sì. E se i giudici dovessero concludere che corruzione c'è stata e il testimone si è lasciato corrompere, chi volete che sia il corruttore in un processo che vede al banco soltanto due imputati (Mills e Berlusconi) e un unico fatto da valutare (i 600mila dollari finiti nei conti dell'avvocato d'affari inglese)?Berlusconi si sarebbe salvato da una condanna, ma non salverebbe la faccia. Con tutto quel che potrebbe significare per il suo futuro istituzionale e per la sua immagine internazionale.

Ecco perché, con una nuova mossa di 'giustizia creativa', il drappello dei suoi avvocati-parlamentari pretende che il processo Mills 'muoia'fuori dell'aula del tribunale, fuori dal processo, fuori da ogni rito conosciuto e praticato finora. Chiedono che i giudici chiudano la porta e se ne vadano a casa.

I consiglieri del mago sanno quel che accadrebbe se la luce in aula restasse accesa. I giudici dovrebbero, per il 'lodo Alfano' sospendere il giudizio per Berlusconi e concluderlo per Mills (il processo difatto è finito e prima di Natale ci potrebbe una sentenza); dovrebbero dare la parola sulla sospensione al pubblico ministero che proporrebbe l'incostituzionalità del 'lodo'. E, vista la ragionevolezza dell'obiezione (la legge non è uguale per tutti?), a decidere sarebbe la Consulta: altro rischio che il mago non vuole affrontare non fidandosi dei suoi trucchi. Per farla breve, tutto potrebbe tornare in alto mare con scenari, per il mago, poco tranquillizzanti.

Ecco allora che gli avvocati non si presentano in aula per inconsueti impegni parlamentari, nonostante sia venerdì. Lavorano a un piano e hanno bisogno di tempo. Ecco perché. Hanno presentato in Cassazione una richiesta di ricusazione contro il giudice di Milano, Nicoletta Gandus.Dicono: quella toga è prevenuta contro Berlusconi, non può giudicarlo,non è né serena né imparziale. La mossa è assai bizzarra. Se Berlusconi grazie al 'lodo' non può essere giudicato, che senso ha chiedere la ricusazione del giudice?

Ma è la giustizia creativa, bellezza!

E' vero che la Gandus non giudicherà Berlusconi (accusato di essere il corruttore), ma potrebbe giudicare Mills (accusato di essere il corrotto). Screditare l'imparzialità del giudice dà al mago di Arcorela possibilità di svalutare la possibile condanna dell'avvocato d'affari inglese (che, al contrario, non ha mai ricusato il giudice).

Gli avvocati e consiglieri di Berlusconi puntano così a trasferire in Cassazione - e nel Palazzo - la battaglia per affondare il processo e salvare la faccia. Sulla decisione della Suprema Corte contano di far pesare il ricatto, tutto politico, della riforma della giustizia. Che, invece di risolvere le inefficienze e i ritardi del sistema penale edel processo civile, si occuperà in via prioritaria di giudici e pubblico ministeri e, soprattutto, del Csm di cui - minaccia il governo- andranno rivisti i compiti, il sistema elettorale, la Cassazione le eccellentissime toghe non convengano che sia meglio l'uovo oggi che la gallina domani.Bocciando il giudice di Milano e quindi anche la credibilità dell'eventuale condanna di David Mills.

19 settembre 2008

Magistrale!!!!

19 settembre 2008

So, quindi, cosa farete nel week-end voi ultraquarantenni che scrivete su queste pagine.......

 ROMA - Gli italiani e le italiane, dopo i 40 anni, in camera da letto
diventano scatenati. Lo rivela un sondaggio svolto da Simulation
Intelligence per il settimanale Panorama, in edicola venerdì.
Dall'indagine emerge che per il 59% degli 800 intervistati, di età
compresa tra 40 e 59 anni, il sesso diventa più appagante a partire
dalla mezza età, perché si ha più esperienza (82,8%); si è meno
concentrati su se stessi (40,3%); si ha più fantasia erotica (33,2%).

Dal sondaggio emerge anche l'età del partner ideale: più ambiti i
40enni (50%) e i 50enni (39%). Perdono invece terreno i 30enni (10%);
mentre soltanto l'1% degli intervistati sogna di avere un'amante di 20
anni. Nel servizio di Panorama, anche altre indagini documentano la
nuova stagione dell'eros over 40, mostrando che gli italiani, in età
matura, dedicano all'amore quasi il doppio del tempo rispetto alla
media degli altri paesi.

P.S.= Sempre "sparoni" in questo campo noi Italiani!!!

15 settembre 2008

Wow!!!! Quanto mi piaceva!!!

 

ER: Tempo di grandi ritorni

ER: Tempo di grandi ritorni
Anthony Edwards girerà nuove scene nei panni dell'amato Dr.Greene per la quindicesima ed ultima stagione della serie ospedaliera più amata della storia. Adesso si aspetta la risposta di George Clooney…
Pierpaolo Festa
La NBC ha annunciato che il vincitore del Golden Globe e candidato all’Emmy, Anthony Edwards tornerà nei panni del “defunto” Dr. Mark Greene per uno degli episodi della nuova stagione di “ER - Medici in prima linea”. L’attore apparirà in un episodio intitolato “Heal Thyself” (lett: cura te stesso), scritto e diretto da David Zabel, uno dei produttori esecutivi della serie.

L’episodio andrà in onda sulla rete americana il 13 novembre prossimo. A quanto pare vedremo il Dr. Greene in nuove scene in cui saranno coinvolti altri personaggi del passato appartenenti alla “famiglia di ER”. Le sequenze saranno dei flashback legati al personaggio della Dottoressa Banfield, una delle new entry della serie. Ad interpretarla sarà l’attrice Angela Bassett (già protagonista dei film "Strange Days"; e "Tina"). Daremo un’occhiata al suo passato e alla sua esperienza dentro le mura del Chicago County General.

Speravamo di riportare alcune delle star di "ER" per quest’ultima stagione, la quindicesima – ha detto il produttore esecutivo John Wellse pensiamo che i nostri fan più affezionati adoreranno vedere alcuni dei personaggi più amati e memorabili della serie”.

Effettivamente Edwards è stato uno dei pionieri di “ER”. Il suo ingaggio risale, infatti, all’episodio pilota nel 1994. Il personaggio è rimasto per ben otto stagioni. L’episodio in cui esce di scena (il Dr.Greene muore in seguito ad un tumore al cervello) è stato uno dei più visti nella storia della serie. Andò in onda nel 2001.

Da quell’anno, Edwards ha tentato disperatamente di tornare al cinema. Ha interpretato pochi titoli, tra questi il più celebre resta “Zodiac”, il bellissimo film di David Fincher che narra la vera vicenda del killer dello zodiaco nella San Francisco degli anni ’70, mettendolo in scena dal punto di vista dei cronisti che gli diedero la caccia. In quel film l’attore era il partner del poliziotto Toschi (Mark Ruffalo) e sfoggiava un insolito look con tanto di parrucca grigia.

Eletto nel 1997 come “uomo più sexy delle serie in prima serata”, Edwards ha interpretato ben 179 episodi di “ER”. Ad oggi, però, il record rimane quello di Noah Wyle, che nel ruolo del Dr.Carter è a quota 249. La quindicesima stagione unirà dunque vecchie e nuove facce dello show: resta dunque da chiedersi: “che cosa farà George Clooney? Ritroveremo il suo Dr. Doug Ross?"… è quello che sperano i fan. Ma, al momento, l’attore non ha confermato né smentito.

15 settembre 2008

JATEVENNE DAY

 

L'Unità - lunedì 15 settembre 2008 - pag. 8

MOLISE

Il 18 sarà lo «Jatevenne day»

Roma - Rifondazione Comunista molisano organizza uno «Jatevenne day» per il 18 settembre prossimo, giorno in cui è previsto a S. Giuliano di Puglia (Campobasso) l'arrivo del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e del ministro dell'Istruzione Maristella Gelmini, che visiteranno la nuova scuola del paese, simbolo del terremoto del Molise nell'ottobre 2002. Proprio nel comune molisano, il sisma del 31 ottobre di quell'anno fece crollare la scuola elementare «Jovine», seppellendo sotto le macerie 27 bambini e una maestra. «I provvedimenti della ministra penalizzano principalmente le piccole realtà regionali come la nostra».

15 settembre 2008

Scusate, ma io sono, anzi, noi siamo molto arrabbiati (anche se ai miei alunni proibisco di scriverlo!)

 
La scuola vista da chi la perde
di Cip
"Dio Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno". Sarà blasfemo. Ma bisogna capire.
È solo una reazione al calvario al quale i ministri di Berlusconi stanno sottoponendo la scuola italiana e quei "poveri cristi" che la frequentano, per studio o per lavoro.
Tutto nasce da considerazioni di merito e di metodo. Nel metodo, a causa di quanti, mossi da frustrazioni giovanili, da furore ideologico ed interessi inconfessabili.
Non si contano i ministri che la stanno sistematicamente screditando, smantellando e svendendo. Basti pensare alla contrazione di 160.000 addetti e 8 miliardi di euro in meno voluta da Tremonti che affianca la prospettiva della soppressione di tutte le scuole con meno di 600 alunni e l'introduzione delle fondazioni e della sussidiarietà, come sinonimi di privatizzazione e subappalto ai privati (religiosi e non). Si sta realizzando una devoluzione strisciante con il passaggio dall'istruzione statale a quella privata.
In questa prospettiva s'inquadra la chiusura delle scuole con meno di 600 alunni che - oltre a produrre l'ulteriore ghettizzazione delle comunità sfavorite, la perdita di identità dei piccoli centri, la lievitazione del disagio sociale e dei costi per la scolarizzazione, l'incremento di elusione e dispersione scolastica - costringe, nei fatti, alla sussidiarietà. La scomparsa delle scuole in tante realtà locali favorisce gli istituti religiosi e i diplomifici.
Il radicamento territoriale più capillare, i crescenti finanziamenti ricevuti dallo stato, le esose rette imposte per la frequenza, i bassi costi derivanti dall'esenzione Ici, i mortificanti livelli salariali, l'assenza di garanzie sindacali, la scarsa qualifica professionale consentiranno loro, di fatto, di sostituirsi all'istruzione pubblica statale. 
E non si creda che i danni siano circoscritti alle primarie. Il ritorno al maestro unico, infatti, non dequalificherà solo l'istruzione di base (la sola eccellenza apprezzata in ambito internazionale) ma causerà la perdita di occupazione, con l'inevitabile mobilità professionale coatta dei perdenti cattedra, dalle elementari alle medie e superiori. Si creerà così un effetto domino sulla qualità dell'offerta formativa della scuola statale nel suo insieme. Perdita di qualità, quindi, e maggiore precarietà.
Per gli oltre 300.000 docenti precari il governo ha la sua ricetta. Azzerare i diritti fin qui acquisiti, favorire la chiamata diretta dei presidi e, se non basta, utilizzare gli insegnanti con alle spalle dieci, venti o trenta anni di esperienza didattica nel settore turistico. Come a dire: da supplenti annuali a lavoratori stagionali o domenicali. Bel rimedio contro la precarietà! Posto che si voglia trasformare l'istruzione in animazione, sarebbe utile sapere dalla ministra in quale modo intenda sfruttare le diverse lauree e le specializzazioni, le tante abilitazioni ed i master, i vari concorsi e perfezionamenti(aggiungerei pagati a caro prezzo da noi che operiamo nella scuola n.d.R). 
Nel metodo, si è fatto ricorso ad un linciaggio senza precedenti. La scuola è stata assimilata ad uno "stipendificio", secondo la Gelmini; gli insegnanti, a detta di Sacconi, scelgono la scuola "perché è sempre meglio che lavorare". Oppure sono classificati come "fannulloni" da Brunetta.
Per gli altri sono vecchi, ignoranti e incapaci, specie se "terroni". È proprio questa la maniera scelta dagli amministratori della scuola statale per preparare nel modo più sereno e proficuo l'imminente avvio del nuovo anno scolastico. Vista la descrizione che ne fanno - per dirla alla napoletana – chi la governa fa 'o gall 'ncoppa a munnezza (fa il gallo sulla immondizia). Accuse che, per restare in tema, provengono dal pattume della politica. Quella voltagabbana, senza decenza morale e coerenza ideale. Assenteisti, "pianisti" o mercenari del voto, da sempre, asserviti senza dignità alla razza padrona di turno.
Da questi campioni del nulla un preludio di diffamazioni ed illazioni, gaffe e ritrattazioni, prima di varare provvedimenti distruttivi. E non è tutto. A seguire, le identificazioni intimidatorie per chi dissente e le minacce di ulteriori "riforme". Tra queste quella indefinita per le medie, la riduzione dell'orario settimanale delle superiori e la sua contrazione da cinque a quattro anni. E, alla fine del percorso, valutazione conclusiva per studenti, insegnanti ed istituti fatta da un, non meglio definito, "ente terzo". In tal modo si costituirebbero delle liste di proscrizione per gli insegnanti da epurare, così da far posto ad altri scelti senza concorso pubblico ma graditi a presidi-manager, magari, di nomina governativa.
A far da paravento una giovane donna, più chiacchierata che apprezzata. Una strana creatura. Per dirla alla Shakespeare, né giovane né vecchia. Aspetto fresco e idee arcaiche. Così la nostra sostituisce il voto con il giudizio e reintroduce – nell'ordine - la valutazione per la condotta, i grembiulini, l'educazione civica. Come se un voto scoraggiasse un bullo, un grembiule facesse uno studente, un'ora settimanale bastasse a ridare, al mattino, il senso civico, sottratto, la sera, dai vari TG. È lì, infatti, che sfilano il "dito" medio di Bossi e le "corna" di Berlusconi, le aggressioni e gli sputi onorevoli, il meretricio preelettorale e la compravendita parlamentare, le insolenze e il turpiloquio bicamerale, l'arroganza e la villania, la sete di potere e i privilegi, l'impunità pretesa e quella estorta, passando così di miseria in miseria.
Tornando alla ministra delle "minestre riscaldate", è singolare che, prima, abbia attaccato e diffamato in modo indifferenziato, e senza alcun riscontro oggettivo, i docenti di mezz'Italia. Poi, abbia ritrattato. E non finisce qui. Dopo il CdM del 28 agosto scorso, ha assicurato che il ritorno al maestro unico sarebbe stato subordinato a studi ministeriali per definire " i modi e i tempi per raggiungere gli obiettivi". Si è smentita sulla G.U., dopo appena quattro giorni, varandolo da subito. È certo singolare, che a soli 35 anni non si riesca a coordinare il pensiero alle parole, le parole alle azioni. Affiora il sospetto di una residua incapacità giovanile o di una precoce demenza senile. Resta la certezza dell'assoluta inadeguatezza. Ogni giorno, straparla di scuola pubblica e di merito. Dalla sua, vanta una formazione tra oratorio e scuola privata. Una migrazione di comodo al sud per strappare un'abilitazione professionale che, al nord, forse non le avrebbero concesso. Infine, tanta strada in politica passando per i viali ed i giardini di villa Berlusconi, ad Arcore. Una storia tutta italiana ed una protagonista che – con amara ironia - fa scuola (in senso figurato ed, ahinoi, non solo).
Iniziare l'anno scolastico con queste considerazioni, senza risorse, senza progetti, in regime di dismissione o sussidiarietà è peggio del peggio degli anni andati.
Per quel tanto che resta, e per quanto poco valga, è insopportabile che l'istruzione sia ostaggio del governo, della Cei, dei privati o di chicchessia. Finché è pubblica è per tutti. È patrimonio di tutti. Non ha alcuna proprietà. Per questo deve essere rispettata e migliorata. Per chi la frequenta, chi vi lavora e chi l'amministra questo è un impegno e un dovere. Chi non ci sta, faccia spazio a persone più motivate e degne. E buona scuola a loro.
 
Direttivo Nazionale C.I.P
Comitati Insegnanti Precari

14 settembre 2008

Altro che tempo pieno garantito!!!

Io ci sento tanto puzza di grande accordo con la Chiesa per favorire le scuole private! Manca il tempo pieno? Dove manderanno a scuola i figli quei genitori impegnati fino al tardo pomeriggio?????

 I tagli previsti dal ministero: elementari e materne in classe solo di mattina
Tecnici e professionali i più colpiti. Su richiesta delle famiglie, possibile prolungare le lezioni .
Gelmini: "Troppo tempo sui banchi
l'orario scolastico va ridotto"

di MARIO REGGIO


 

Gelmini: "Troppo tempo sui banchi l'orario scolastico va ridotto"

Maria Stella Gelmini

ROMA - Tempi duri per i più piccoli. E per i loro genitori. Il piano dei tagli alla scuola del ministro Gelmini è pronto. Verrà presentato venerdì 16 settembre ai sindacati della scuola. Tempi duri per chi frequenta le scuole materne ed elementari. Per quella dell'infanzia l'orario verrà ridotto a 24 ore a settimana con una sola maestra.

Oggi le maestre sono due e assicurano 40 ore a settimana. In sostanza, tutti a casa a mezzogiorno e mezzo. Però con le maestre di ruolo in esubero potrà essere esteso il servizio. Stessa musica per le elementari con qualche variazione sullo spartito. Il principio base è: maestro unico e 24 ore a settimana. Ma se le famiglie lo richiedono alla scuola l'orario potrà essere prolungato a 27 o 30 ore, a condizione però che l'organico lo consenta. Peccato che il numero degli insegnanti venga stabilito sull'orario base, cioè 24 ore.

Nello "Schema di piano programmatico del Ministero dell'Istruzione di concerto con il Ministero dell'Economia" c'è di tutto: considerazioni pedagogiche, tabelle, numeri, proiezioni. Il ministro Gelmini insiste: il maestro unico rafforza il rapporto educativo tra docente e alunno e tra maestro e famiglia. "Nell'arco tra i 6 ed i 10 anni si avverte il bisogno di una figura unica di riferimento - si legge nel piano - con cui l'alunno possa avere un rapporto continuo e diretto". C'è però qualcosa che non va: nel decreto approvato dal governo, il maestro unico è previsto solo nelle prime tre classi delle elementari.

"Ci sono molte cose che non si comprendono - commenta il segretario nazionale della Cgil Enrico Panini - nelle tabelle si parla di 10 mila tagli per i maestri, ma si tratta solo del primo anno, nell'arco dei 5 anni diventeranno 50 mila. Poi non è mai citato il tempo pieno. Anche per medie e superiori vengono tagliate le ore, ma quali materie subiranno un ridimensionamento? La Gelmini ce lo faccia sapere".


Cosa succederà alle scuole medie inferiori? Solo nel prossimo anno scolastico, con la riduzione dell'orario settimanale da 32 a 29 ore, secondo il ministero 10.300 insegnanti dovranno fare i bagagli. E che fine farà il potenziamento dell'insegnamento di italiano, matematica e lingua inglese?

A dire il vero, sul tempo prolungato alle medie inferiori qualche problema esiste. Ci sono scuole che fanno un orario di 36 ore a settimana pur non disponendo di servizi e strutture in grado di assicurare le attività alternative nel pomeriggio. Alle superiori, comunque, la mazzata colpirà soprattutto gli istituti tecnici e professionali. Quattro ore in meno a settimana, compresi i laboratori.

Troppe ore di lezione rispetto altri paesi europei, come afferma il ministro? "Fandonie. Esempio di incompetenza o malafede - commenta il professor Benedetto Vertecchi, ordinario di Pedagogia sperimentale a Roma Tre e consulente dell'Ocse - si gioca sul numero di ore di lezione all'anno, mentre negli altri paesi è l'orario scolastico complessivo a valere: cioè le ore pomeridiane di laboratorio di matematica e scienze che da noi non esistono".
(14 settembre 2008)




permalink | inviato da Gattara il 14/9/2008 alle 14:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa

14 settembre 2008

Esuberi

 

La vignetta è della scorsa settimana e andrebbe aggiornata: ora si parla di 6000  esuberi in Alitalia. Nessuno ricorda che il governo Prodi all'inizio del 2008 aveva quasi concluso un accordo con Air France che prevedeva 2500 esuberi, ma che fu bloccato dal Berluskaiser (allora all'opposizione) che, con la scusa dei troppi esuberi, millantava tra l'altro di avere una fantomatica cordata italiana pronta a rilevare la nostra compagnia di bandiera. Viste le disavventure degli scalatori di quest'estate, possibile che non ci sia nessuno disposto ad accompagnare il nostro caro presidente del consiglio per una rilassante escursione sul K2? La cordata je la preparo io....

Questa, con accluso commento, me l'ha inviata per posta stamattina un mio corrispondente telematico. Devo dargli atto che è uno tra i pochi Italiani a farsi un po' due conti e ad avere un po' di memoria (al contrario della massa che sembra averla molto corta!). Di fronte a questa situazione e a quella della scuola vorrei chiedere a questa parte politica fortemente cara all'imprenditoria e con a cuore soprattutto l'economia del paese, come pensa, viste anche le ultime dichiarazioni della Gelmini ("il futuro degli 87.000 precari della scuola non è affar mio"), che l'economia del paese possa ripartire con una massa di gente che non ha lavoro sicuro e con un'altra massa di persone che teme (visti i precedenti) per quello che ha!

11 settembre 2008

Insomma Vienna (III puntata e ancora foto)......

 
E il giorno del compleanno di S.piccola (23 Agosto) abbiamo festeggiato con la Sacher Torte al Sacher Hotel, dove, pare, ci sia la ricetta originale



Bellissime le pubblicità "Progresso": penso che questa suoni tipo "Prendi un sacchetto per il mio cacchetto" (si sa, in tedesco, tutti i generi delle cose sono un po' al contrario!)





UNO city, dove era il nostro albergo, è una sorta di EUR sul Danubio





 Per S.piccola una delle visite più belle è stata alla "Casa delle farfalle" presso il Palazzo Imperiale






Divertente la casa (e soprattutto il bagno) disegnata dall'architetto Hunterwasser


 
Mostra di cavatappi in uno dei tipici Heuringen (osterie) del villaggio Grinzing (un po' fuori Vienna). Abbiamo assaggiato vino e cibi di tutte le forme e colori (poi S.piccola in albergo ha dato fuori l'anima!!!)



Anche questa è una foto rubata: è la piccola camera di Mayerling, dove si suicidò uno dei figli di Sissi con la giovanissima amante Maria Vetsera (tragico epilogo reso famoso dal celebre film omonimo con Omar Sharif) 



 Avevo tanto sentito dire che lo spettacolo dei cavalli Lipizziani era bellissimo, ma forse abbiamo sbagliato scegliendo di vedere il cosiddetto "Morgen arbeit", ossia l'allenamento mattutino. Una noia mortale: sei cavalli che, a turno, percorrevano questo recinto al passo, al trotto e così via. Un biglietto da cessione del quinto dello stipendio e due di visite ad altri posti perse!!!


 Di gran lunga più meritevole di una visita lo zoo (anche questo pare il più antico d'Europa). Incanta per la varietà d'animali e per la cura con cui sono tenuti i recinti e i giochi per i bambini.
Devo aggiungere un'ultima cosa: anche qui non comprate acqua minerale nei ristoranti! Costa più della birra ed abbiamo imparato, dagli altri stranieri, solo negli ultimi giorni purtroppo, a riempire bottigliette alle molte fontanelle pubbliche per poi berle anche a tavola!!!!

11 settembre 2008

Insomma Vienna (II puntata e foto).....

 

La metro che prendevamo più volte al giorno (niente scritte, niente sporcizia, addirittura un omino che con il suo bravo straccetto puliva tutti i vetri!)



Le bellissime serre e giardini del Palazzo di Sissi (Schonbrunn)



La camera di Sissi (fotografata di straforo): si nota già dalla toeletta la cura maniacale di sè che ha reso famosa questa donna (oltre al film)



La ruota del Prater (la più antica ruota panoramica d'Europa). Divertente il fatto di poter cenare nei vagoncini (i camerieri ti cambiano i piatti e ti servono ad ogni giro)


 Ma la cosa che forse mi è èiaciuta di più è il mercato. Vi si trovano spezie e cibi e cose stranissime provenienti da tutto il mondo. Qui potete ammirare dei cetrioli taglia gigante



Qui zucche e melanzane dalle forme stravaganti....




Qui cetrioli piccoli (vi prego non scomodate Freud per queste foto!)



Ma davvero pensano che noi mangiamo spicchi d'aglio conditi???


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permalink | inviato da Gattara il 11/9/2008 alle 18:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

11 settembre 2008

Insomma Vienna (I puntata).....

Riprendo fiato dopo una serie di incombenze, che mi hanno privato del tutto del piacere di aggiornare il blog e leggere i miei preferiti (che ringrazio tutti per i commenti e ai quali non ho potuto rispondere): Infatti questa prima decade di Settembre è passata a riverniciare la mansarda (ora di un bel ROSA), a ricevere parenti sardi, ad aspettare con ansia il ritorno della figlia dal campeggio (e quest'anno non voleva proprio ritornare, mentre l'anno scorso si scioglieva in continui pianti dirotti), ad aspettare Fastweb che riparava il telefono e la linea Adsl. Fortunatamente la scuola mi ha lasciato libera fino a lunedì prossimo.
Ma torniamo a Vienna, glissando sull'inconveniente "aereo" già raccontato. Vienna è una città bellissima, bellissima non tanto per le bellezze artistiche ed architettoniche (che a noi Romani fanno un po' ridere per la scarsa antichità delle vestigia, tutte databili tra quegli stereotipati Sette ed Ottocento, freddini e a volte molto sovrabbondanti: niente di che rispetto alle nostre rovine), ma per la vivibilità, la pulizia e l'efficienza dei trasporti (non abbiamo mai aspettato un autobus o un treno o una metro per più di dieci minuti e ci siamo sempre seduti in convogli poco affollati ed afficientissimi). Mi faceva grande invidia il numero delle piste ciclabili (vere piste ciclabili e non come qui pezzetti che finiscono nel nulla, ricavati da marciapiedi un po' più ampi) e il fatto che in bici si può attraversare tutta la città e percorrere lunghissimi tratti di Danubio (bellissimo!!!!). La sera, anche nella zona un po' fuori Vienna del nostro albergo, vedevi gente che passeggiava in bicicletta in tutta tranquillità invece di ammuffirsi davanti al televisore.......La sera arrivavamo a piedi ad un ristorantino sulle rive del Danubio e c'era una pace ed una tranquillità, tavolate intere di gente che parlavano a bassa voce (solo alla seconda birra magari sentivi qualche risata un po' più argentina....). Gli unici che ho sentito gridare in Austria erano Italiani e Spagnoli (maledetto vizio, quanto lo odio!!!!!!)

9 settembre 2008

Nuovo acquisto in casa C.


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permalink | inviato da Gattara il 9/9/2008 alle 17:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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