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Blog aperto il 16/08/2005


GEMELLI
Chiacchiera, scrive, legge, parla ingrese, domanna, vede, compera, sbaratta,
svolazza, guida, interpreta, contatta, telefona, s'empiccia ma è cortese.
Facile, svelto, fino testa matta, sorte, ritorna, gioca, va' pe' spese,
se fa cinque, sei viaggi drent'un mese, quarziasi cosa già l'ha vista e fatta.
Cammia lavoro, donna, veste, umore, tie' le fette in du' staffe:
è opportunista; nun je chiede costanza ne l'amore.
È spiritoso, ironico, ballista, giovanile, ne fa d'ogni colore.
Si s' ammala è ai pormoni e se rattrista
.



In Italia è molto duro essere un intellettuale di destra.
Quelli di sinistra non ti leggono
perchè sei di destra,
quelli di destra non ti leggono
perchè non leggono niente!!!
Marcello Veneziani
 


Scriviamo per farla finita con noi stessi, ma con il desiderio di essere letti, non c’è modo di sfuggire a questa contraddizione. E come se annegassimo urlando: “Guarda, mamma, so nuotare! “. Quelli che gridano più forte all’autenticità si gettano dal quindicesimo piano, facendo il tuffo d’angelo: “Vedete, sono soltanto io!”. Quanto a sostenere di scrivere senza voler essere letti (tenere un diario, per esempio), significa spingere fino al ridicolo il sogno di essere contemporaneamente l’autore e il lettore. (D.Pennac)

"Amo: la parola più pericolosa per il pesce e l'uomo"
Groucho Marx

Livietta: la nuova arrivata!

Cesare: il mio ex-attempato amante
(ci ha lasciato alla veneranda età di diciotto anni!)

Diva: la gatta della mia adolescenza:trovatella, un po' furastica.

Conan: il mio bellissimo, completamente
 pazzo, gatto americano (stroncato dalla leucemia  a soli due anni)
Benigni dixit:" Se su dieci persone ci sono sei operai, tre impiegati e un ricco. Perchè alle elezioni vince sempre il ricco? Allora o ci sono brogli elettorali o il popolo è stupido"

Paolo Rossi: "La fuga dei cervelli. Un bel problema: i cervelli fuggono e i corpi rimangono qui a fare il ministro o il politico..."

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, nè più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perchè con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perchè sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
(E.Montale)

Messico 1984: il più bel viaggio della mia vita

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Diario
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23 giugno 2008

Comincio a pensare.....

...che tutto questo parlare unicamente della sospensione dei processi e del "lodo schifani", sia anche una tattica per non evidenziare altre decisioni disastrose e sconvolgenti come quelle di cui parlavo qui e qui......

22 giugno 2008

Sarà il tracollo della scuola pubblica, sarà il ritorno a trenta alunni per classe, all'impossibilità di insegnanti di sostegno

 

Unità: Meno insegnanti, sarà la scuola dell'ignoranza
22-06-2008

LA MANOVRAdel governo porterà ad una riduzione radicale del personale docente nella scuola: centomila professori in meno. Sarà il tracollo della scuola pubblica, sarà il ritorno a trenta alunni per classe, all'impossibilità di insegnanti di sostegno. E intanto la Destra vuole dare più soldi alle private

Volontà politica e affermazioni pubbliche non sempre coincidono. Il disegno di legge finanziaria e il decreto legge collegato (approvati mercoledì dal Consiglio dei Ministri in 9 minuti) potrebbero portare nella scuola conseguenze certamente non compatibili con le dichiarazioni "programmatiche" del ministro Gelmini. Ai 47 mila tagli previsti dalla Finanziaria del 2007 se ne sono andati ad aggiungere altri 100 mila, tra insegnanti e personale Ata, di cui il 70% tra i docenti. A cominciare dall'anno 2009/2010 e nei tre successivi, dunque entro il 2012, tanti saranno i posti azzerati nella scuola italiana. Il risparmio per le casse dello Stato sarà pari a 7,832 miliardi di euro.
Le promesse mancate
Una catastrofe in termini quantitativi, che inciderà direttamente sulla qualità dell'offerta della nostra scuola, già penalizzata da anni bui di controriforme. Il dato confortante - l'unico forse - è la crescente sensibilità di una parte della stampa ai problemi dell'istruzione: ne fa fede, ad esempio, l'aumento della pubblicazione di lettere da parte di quotidiani e settimanali che lasciano spazio alla voce della scuola. Al di là dei propositi della Gelmini, ribaditi nel suo intervento alla Camera, di potenziare la scuola, si operano tagli, anche pesantissimi, in un settore che arranca da vari punti di vista; che vanno a minare, assieme a provvedimenti di analoga gravità in altri ambiti, il Welfare nel nostro Paese: un dato estremamente sintomatico. E pensare che sulla scuola il centro destra - come nei più abusati rituali delle campagne elettorali italiane, dove è abitudine dipingere il migliore dei mondi possibili - aveva affermato di voler investire.
Insegnanti e fannulloni
Il settore dell'istruzione, come tutti, soffre di alcuni sprechi: ma il taglio sul personale docente, che rappresenta la principale risorsa sulla quale puntare - attraverso una riqualificazione professionale, culturale, sociale, professionale - per migliorare la scuola, rappresenta un vero e proprio disinvestimento "programmatico", una sorta di nero su bianco nella dequalificazione dell'intero settore. Sugli insegnanti, al contrario, sarebbe opportuno spendere risorse. E non solo adeguando gli stipendi ai parametri Ocse - la "carota" sventolata negli ultimi giorni, un obiettivo per il quale è bene si sappia che il provvedimento prevede di investire solo il 30% dei risparmi e a partire dal 2010-11. E' evidente che la campagna contro i fannulloni e le dichiarazioni relative a fantomatici impegni sul fronte dell'aumento salariale non possono basarsi su interventi "riparatori"; ma su un serio piano di investimenti che potenzi le strutture e valorizzi il personale: anche attraverso una prima formazione e una formazione in itinere adeguate all' effettiva necessità culturale di rivedere il come e il cosa insegnare, di studiare la relazione educativa, di restituire a questa funzione una dignità perduta. Il fatto che una parte del mondo della scuola (disposta a mortificare la propria funzione e il proprio mandato), l'amministrazione e la politica abbiano storicamente accettato il tacito patto di giustificare i salari bassi con prestazioni di livello mediocre spiana la strada alle incursioni di Brunetta e al dileggio di una cospicua parte di quel giornalismo che da anni pontifica sui fannulloni e sulle inadempienze della scuola.
Le conseguenze dei tagli
100 mila posti di lavoro sono moltissimi, 1/10 degli occupati nel mondo della scuola. La domanda è quindi quali saranno le conseguenze prevedibili di questo tsunami incombente. Ce lo racconta l'art. 70, che - fissando gli obiettivi - detta alcune norme attraverso le quali perseguirli. Per la prima volta si prevede di rimettere mano agli ordinamenti, in particolare della scuola secondaria di II grado, ma non solo. Cosa significa? Significa incidere sulla formazione delle classi, aumentando il rapporto tra alunni e insegnante (e arrivando a prevedere classi di oltre 30 alunni, letteralmente l'impossibilità di una reale relazione educativa, oltre a concretizzare un ambiente di lavoro per gli insegnanti e di apprendimento per gli alunni impraticabile); abbandonare i precari alla loro sorte, spesso dopo anni di sacrifici; minare ogni criterio di continuità didattica. Significa rivedere gli organici degli uffici tecnici; incidere sulla formazione delle cattedre: meno materie per meno ore; diminuire ulteriormente il numero di minuti che costituiscono l'ora di insegnamento. Significa intervenire su tempo pieno e tempo prolungato; significa, molto probabilmente, riportare in auge la proposta scellerata del maestro unico; che se solletica reminiscenze nostalgiche e memorie deamisiciane, scardina il criterio di collegialità su cui si basa l'esperienza più significativa del nostro sistema di istruzione, quella della scuola primaria; significa tagliare sugli insegnanti di sostegno, uno dei provvedimenti di civiltà di cui la scuola italiana dovrebbe andare fiera. «Considerando che in Italia si spende già meno del 2% del Pil rispetto agli altri paesi europei, è evidente che i risultati di queste decisioni disastrose saranno pagati dal Paese. Il taglio non sarà solo a ridurre le classi o i plessi, ma ci sarà un impoverimento degli ordinamenti, che si tradurrà in un impoverimento generale del funzionamento della scuola con riflessi estremamente negativi sulla sua qualità», afferma Enrico Panini, segretario nazionale della Flcgil. Questa è la soluzione che il centrodestra intende dare ai problemi dell'istruzione. Ma non finisce qui: la manovra economica presentata mercoledì prevede per la scuola, tra l'altro, un blocco del turn over più rigido, il licenziamento dei nemici giurati di Brunetta (gli ormai famosissimi fannulloni), l'abbattimento dei tassi di assenteismo, una maggiore autonomia della dirigenza scolastica, una modifica della contrattazione integrativa. Infine una curiosa contraddizione: l'obbligo per i collegi docenti di adottare esclusivamente libri disponibili nella versione cartacea e on line per abbattere il costo dei libri di testo; una prospettiva che non tiene conto, oltre che della mole di lavoro che promette di far cadere sulle scuole, anche dell'incultura tecnologica di cui la scuola italiana è vittima; un pre-giudizio che ha fatto sì che, alla mancanza di fondi da destinare ad attrezzare le scuole italiane con adeguata strumentazione, si sia sommato il disinteresse progressivo e rassegnato da parte di molti insegnanti. Una manovra "culturale" di aggiramento di un'urgenza - quella, realmente culturale - ineludibile.
Una soluzione, dunque, da "lacrime e sangue", che si va ad aggiungere al blocco di 560 milioni di euro nella spesa ordinaria della scuola, per effetto della "clausola di salvaguardia" prevista dalla Finanziaria 2007: significa incidere pesantemente sull'attività ordinaria delle singole scuole, con grave danno per l'offerta formativa e lo svolgimento delle attività annuali. Gli insegnanti, i nuovi poveri: su di loro un rigore "esemplare", punitivo e generalizzato, una mole di lavoro aggiuntivo e nessun incentivo economico. Ancora più povero il Paese, dove l'operazione di smantellamento della scuola pubblica procede implacabile a fronte di un potenziamento irragionevole (perché non pluralista e non democratico - oltre che non costituzionale -) della scuola privata.
Per la quale si continua a chiedere di stanziare fondi.

di Marina Boscaino

19 giugno 2008

E vorrei aggiungere a Brancatisano...

.....nella nuova manovra di questo governo, sfornata ieri con loro grande autocompiacimento, "in solo nove minuti e mezzo" (cosa che mi ricorda il commento di Michelangelo, al vantarsi di Vasari per aver portato a termine il ciclo di affreschi nel Palazzo della Cancelleria a Roma in"soli 110 giorni", che disse:"E si vede bene!") mi sembra evidente lo sforzo di coprire le molte "pulci" che tormentano il nostro odierno Parlamento, ossia il dover pagare il conto a tutte le trame oscure, che l'hanno sostenuto, ossia corrotti e corruttori, mafiosi, camorristi ed imprenditori poco onesti (soprattutto nei confronti dei loro dipendenti). Mi riferisco ad alcune norme come queste:
1) Il ritiro della revoca delle concessioni alle società, che avevano avuto assegnazioni di appalti nell'alta velocità senza aver partecipato ad alcun bando di gara, disposta dal ministro DiPietro nel 2007;
2)La abrogazione delle norme sulla rintracciabilità degli assegni per evitare il riciclaggio di denaro sporco, varate dal precedente governo;
3) Il ritorno del lavoro a chiamata e anche della possibilità di reiterare i contratti a tempo determinato ben oltre i 36 mesi;
4)L'abolizione della legge contro le dimissioni in bianco (cosa che io stessa anni fa dovetti firmare in una scuola privata:un abominio dei diritti dei lavoratori!!!)

Altrimenti quale sarebbe l'interesse di un governo a tali provvedimenti?? Per non parlare della giustizia: per farsi un "core tanto" basta leggere Repubblica a pagina 9 per vedere i risultati devastanti della sospensione dei processi attuata dal governo in nome del "maggiore allarme sociale"

19 giugno 2008

Campagna di vaccinazione, è solo l'inizio

 Fare clic con il pulsante destro del mouse qui per scaricare le immagini. Per motivi di riservatezza, il download automatico dell'immagine da Internet non è stato eseguito.

Di Vincenzo Brancatisano


18 GIUGNO 2008 – Campagna di vaccinazione con prime reazioni allergiche. Molti tra coloro che hanno voluto-fortissimamente-voluto Brunetta, Gelmini e Berlusconi al timone ora piangono per la bua. Ma la vaccinazione profetizzata da Indro Montanelli deve ancora essere iniettata a dovere. Siamo ancora agli inizi, ai primi test. L'anima bella Finocchiaro si straccia le vesti, oggi, dopo avere scoperto, oggi, la vera natura dell'avversario. Servivano le prove naturalmente. Serviva l'ennesima legge sporcacciona per riprendersi dal sonno. Dopo aver additato Beppe Grillo così come lo sciocco osserva il dito del saggio che indica la luna, l'Anna invita i suoi ad abbandonare l'aula. Aula che sarà abbandonata, almeno nelle intenzioni più nefaste di chi sta mettendo su un bel regime, da centomila insegnanti precari. Che pagheranno per primi e più di tutti il regalo fatto dal Grande Popolo Italiano (anche da loro e dalle loro famiglie) a Cavalieri, nani e ballerine. Un Paese che esorcizza la propria mediocrità non solo calcistica prendendosela (Noi!) con la presunta mafiosità degli olandesi, senza sentire il dovere di chiedere scusa a quel popolo, non può andare da nessuna parte. Vietare la pubblicazione di atti pubblici e preconfezionare la galera per chi si macchierà di simili delitti non può che aizzare verso l'obiezione di coscienza: ha ragione Marco Travaglio. Non posso che ricordare la grande profezia del professor Ugo Rescigno che nel 1991 durante un incontro pubblico sulle gravi esternazioni dell'allora presidente Cossiga per il quale la sinistra sprecava energie, tempo e chiacchiere chiedendone l'incriminazione: state perdendo tempo in cazzate, spiegò con altre parole il profeta Rescigno, mentre sta per scendere in campo il proprietario delle televisioni private. Ancora non lo conosceva nessuno. Il regime andava cercato da un'altra parte. Caro regime, hai raccontato balle e t'han creduto, hai regalato cinquanta euro di Ici che trasformerai in ticket, hai fatto passare per aiuto ai mutuatari un'intesa con le banche che rischia di travolgerli perché li svia dalla più proficua via della portabilità però sei un po' stupido: invece di tagliare 100.000 cattedre avresti dovuto promettere 200.000 assunzioni ai precari della scuola, sfruttati e abusati da decenni di lavoro a termine e che in queste ore si stanno leccando le ferite. Ti avrebbero coperto di voti fino al prossimo ventennio. Non solo in Sicilia. Puoi rimediare, però: assesta un calcio nel sedere a chi ha redatto la traccia del tema di Italiano agli esami di Stato, e rassicura chi lavora davvero nelle scuole: prometti che non farà parte (almeno questo!) del plotone di esecuzione.


19 giugno 2008

A prescindere....

...dalla cultura personale (neanche io sapevo che Montale aveva dedicato una poesia ad un ballerino, ma forse, se l'avessi scelta per la traccia di un tema mi sarei documentata...), ma per  il tizio che ha redatto la prova maschili e femminili non fanno alcuna differenza, evidentemente (non deve aver preparato il compito prima di darlo come facciamo tutti noi, insegnanti per lo più impreparati a stare agli articoli sui giornali!)

Montale
Da "Ossi di Seppia", Ripenso il tuo sorriso.

Ripenso il tuo
sorriso, ed è per me un'acqua limpida
scorta per avventura tra le
pietraie d'un greto,
esiguo specchio in cui guardi un'ellera e i suoi
corimbi;
e su tutto l'abbraccio di un bianco cielo quieto.

Codesto è
il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,
se dal tuo volto si esprime
libera un'anima ingenua,
vero tu sei dei raminghi che il male del mondo
estenua
e recano il loro soffrire con sé come un talismano.

Ma questo
posso dirti, che la tua pensata effigie
sommerge i crucci estrosi in
un'ondata di calma,
e che il tuo aspetto s'insinua nella memoria grigia
schietto come la cima di una giovane palma...

18 giugno 2008

Ciò l'ansia.....



....vivo da latitante, Nel terrore che il telefono o il cellulare squillino. Temo che qualcuno mi trovi....Chi?????? Qualcuno che cerca sostituti per i commissari agli esami di maturità! Che ansia! Non voglio andare, non voglio andare, non voglio andare!!!!! Non mi ricordo più un tubo dei programmi dell'ultimo anno!!

P.S.= Ma voi lo sapevate che quella faccia da patata di Karim Capuano aveva fatto un film????

17 giugno 2008

Marco Travaglio sulle intercettazioni

 Ed aggiungerei anche una riflessione sul valore del cosiddetto "lodo Schifani"........Ma è possibile che la gente non si scandalizzi di fronte a tanta faccia tosta??????

Il 16 giugno, in merito alle ennesime sparate sulle intercettazioni, Marco Travaglio scrive:

"Annuncio fin d’ora che continuerò a informare i lettori senza tacere nulla di quel che so. Continuerò a pubblicare, anche testualmente, per riassunto, nel contenuto o come mi gira, atti d’indagine e intercettazioni che riuscirò a procurarmi, come ritengo giusto e doveroso al servizio dei cittadini. Farò disobbedienza civile a questa legge illiberale e liberticida. A costo di finire in galera, di pagare multe, di essere licenziato.

Al primo processo che subirò, chiederò al giudice di eccepire dinanzi alla Consulta e alla Corte europea la illegittimità della nuova legge rispetto all’articolo 21 della Costituzione e all’articolo 10 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo e le libertà fondamentali (“Ogni persona ha diritto alla libertà d’espressione. Tale diritto include la libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche…”, con possibili restrizioni solo in caso di notizie“riservate” o dannose per la sicurezza e la reputazione).

Mi auguro che altri colleghi si autodenuncino preventivamente insieme a me
e che la Federazione della Stampa, l’Unione Cronisti, l’associazione Articolo21, oltre ai lettori, ci sostengano in questa battaglia di libertà. Disobbedienti per informare. Arrestateci tutti."


Numerose le adesioni.
Partecipa anche tu, copia il banner sul tuo sito!

12 giugno 2008

Se fossi un quadro......

 

....sarei questo!

5 giugno 2008

A volte le antologie ti regalano qualcosa di sconosciuto e bellissimo

 


Di poesia mi reputo un antico drogato

Iniziai per solitudine a quattordici anni
Con spinelli in terza rima a sedici mi bucavo
Versi sciolti più tardi mi iniettai – quel tanto –
Parolibere in esperienze neoformaliste

Da tempo mi coltivo (solitario) la roba
Non soffro crisi d’astinenza evito cauteloso
L’overdose

M’affratello ai clandestini della parola
Ai tossicopoesiomani ai liricodipendenti

Agli indifesi in più plaghe temuti dal potere

Mentalmente perquisiti destinati ai campi
Di deconcentrazione

E’ canapa indiana la parola e cresce
In terra di libertà parola trasmutata
Risignificata – vena musica fionda – era
In principio

Sarà anche alla fine

(a volte qualcuno rimane accartocciato
In un angolo accanto a versi siringa a volte
Poeti si muore)

L.Zinna


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3 giugno 2008

Oh, no!!!!





 GATTO 'PIGNORATO' IN SEPARAZIONE

LOVERE (BERGAMO) - Curioso
episodio a Lovere, piccolo paese sulla sponda bergamasca del lago di
Iseo: in una causa di separazione la moglie ha deciso di procedere al
pignoramento del gatto persiano, chiamato Febo, di proprietà del marito
affermando che l'uomo non provvede agli obblighi previsti dalla
sentenza di separazione. La notizia è stata resa nota dall'Aidaa,
l'associazione per la difesa animali ed ambiente, che ha risolto la
querelle salvando l'animale dalle controversie matrimoniali.

Il
marito, infatti, si era rivolto allo sportello animali, il servizio di
conciliazione dell'ente, per potere tenere il gatto. E così
l'associazione ha convinto i coniugi a trovare un accordo: Febo
pertanto rimarrà a casa dell'uomo. La moglie, assistita dai legali
Aidaa Lombardia "presenterà la domanda per evitare il pignoramento" del
felino e inoltre "si è impegnata a versare 25 euro al mese per il suo
mantenimento e a dividere le spese veterinarie


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3 giugno 2008

Gli studenti romani non andranno più in Africa

Sempre della serie" Le priorità di Alemanno" ..........


Gli studenti romani potrebbero non andare più in Africa. Lo
aveva già annunciato il nuovo sindaco di Roma, Gianni Alemanno, nel suo
programma elettorale: i viaggi in Africa, organizzati dalle giunte
Veltroni con le scuole del territorio (il progetto "Le scuole di Roma
per l’Africa"), sono stati appunto definiti «turismo del disagio
sociale». Quei viaggi - che coinvolgevano gli studenti delle scuole
superiori - hanno avvicinato centinaia di giovani romani ad un mondo
altro - diventato più vicino e tangibile - e ad una serie di attività,
tutte strettamente collegate alla logica del donare: tempo, energie,
fatica, sentimenti.
È di questi giorni una lettera aperta dei docenti
«africani» rivolta ad Alemanno perché non si annulli il progetto: «i
viaggi in Africa, a contatto con le straordinarie realtà della
cooperazione romana laica e religiosa, hanno operato autostrade d’amore
e spinto centinaia di giovani a prendere in mano il proprio e l’altrui
destino, modificando comportamenti e promuovendo un’epidemia di
generosità». Nello stesso appello si difende l’iniziativa «Ti racconto
l’Africa», rivolta ai bambini delle scuole elementari: da anni gli
studenti delle superiori raccontano la propria esperienza,
condividendola con i più piccoli; la finalità è quella di costituire
una gioventù più solidale e consapevole. Ce n’era davvero bisogno? Era
proprio necessario tagliare su un’iniziativa che - assieme ai «viaggi
della memoria» degli studenti delle superiori accompagnati dai reduci
nei campi di lavoro e di sterminio - ha rappresentato una dei momenti
più significativi di interazione tra scuola e istituzioni, e uno delle
occasioni certamente più educative propiziate da tale collaborazione,
che raramente risulta così formativa? A proposito di memoria: ai viaggi
ad Auschwitz verranno affiancati quelli alle foibe, in un macabro
bipartisan dell’orrore, in una sconcertante resa dei conti in cui ai
motivi della storia oggettiva vengono sovrapposti quelli dell’
ideologia, della parte, della fazione. In una necessità di omologare e
perciò di depotenziare automaticamente il significato di una memoria
che dovrebbe essere collettiva e non sottoposta allo scandaglio e alla
ritorsione di ragioni altre.
Qualche tempo fa, infine, salutammo con
soddisfazione l’inserimento del «menù etnico». Laura Marsilio, nuovo
assessore alla scuola, ha decretato che l’iniziativa «ha dato scarsi
risultati» e pertanto verrà soppressa. Per un giorno al mese nelle
scuole dell’infanzia venivano serviti piatti etnici: in quel giorno -
prendendo spunto dal cibo - si raccontavano fiabe, leggende, storie
relative al paese individuato. Un primo abbozzo di intercultura che
prontamente i nuovi amministratori stanno stroncando. Il sindaco ci
informa che per «favorire lo scambio interreligioso anche attraverso la
riproposizione delle tradizioni popolari cristiane» nelle scuole si
ricorrerà al «presepe che, simbolicamente, rappresenta la massima
espressione dei valori solidali e di incontro tra le culture, oltre che
ad essere un elemento non marginale di indentità del nostro popolo».
Una soluzione tradizionale, ma fantasiosa: e chi se ne importa dell’
Africa, dell’accoglienza, della solidarietà, della memoria, dell’
integrazione. Roma caput mundi: largo alla «celebrazione di eventi
religiosi, feste e spettacoli di piazza, distillato millenario di
tradizioni antichissime il cui significato sarà oggetto di nuova
valorizzazione».


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