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Blog aperto il 16/08/2005


GEMELLI
Chiacchiera, scrive, legge, parla ingrese, domanna, vede, compera, sbaratta,
svolazza, guida, interpreta, contatta, telefona, s'empiccia ma è cortese.
Facile, svelto, fino testa matta, sorte, ritorna, gioca, va' pe' spese,
se fa cinque, sei viaggi drent'un mese, quarziasi cosa già l'ha vista e fatta.
Cammia lavoro, donna, veste, umore, tie' le fette in du' staffe:
è opportunista; nun je chiede costanza ne l'amore.
È spiritoso, ironico, ballista, giovanile, ne fa d'ogni colore.
Si s' ammala è ai pormoni e se rattrista
.



In Italia è molto duro essere un intellettuale di destra.
Quelli di sinistra non ti leggono
perchè sei di destra,
quelli di destra non ti leggono
perchè non leggono niente!!!
Marcello Veneziani
 


Scriviamo per farla finita con noi stessi, ma con il desiderio di essere letti, non c’è modo di sfuggire a questa contraddizione. E come se annegassimo urlando: “Guarda, mamma, so nuotare! “. Quelli che gridano più forte all’autenticità si gettano dal quindicesimo piano, facendo il tuffo d’angelo: “Vedete, sono soltanto io!”. Quanto a sostenere di scrivere senza voler essere letti (tenere un diario, per esempio), significa spingere fino al ridicolo il sogno di essere contemporaneamente l’autore e il lettore. (D.Pennac)

"Amo: la parola più pericolosa per il pesce e l'uomo"
Groucho Marx

Livietta: la nuova arrivata!

Cesare: il mio ex-attempato amante
(ci ha lasciato alla veneranda età di diciotto anni!)

Diva: la gatta della mia adolescenza:trovatella, un po' furastica.

Conan: il mio bellissimo, completamente
 pazzo, gatto americano (stroncato dalla leucemia  a soli due anni)
Benigni dixit:" Se su dieci persone ci sono sei operai, tre impiegati e un ricco. Perchè alle elezioni vince sempre il ricco? Allora o ci sono brogli elettorali o il popolo è stupido"

Paolo Rossi: "La fuga dei cervelli. Un bel problema: i cervelli fuggono e i corpi rimangono qui a fare il ministro o il politico..."

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, nè più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perchè con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perchè sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
(E.Montale)

Messico 1984: il più bel viaggio della mia vita

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26 febbraio 2008

Il mio avatar.....

 


...non c'è più. E non c'è molto da dire, a parte che avevamo attraversato diciotto anni insieme......essere tristi per un amico gatto sembra veramente stupido, poi, quando al ritorno dal veterinario, vedi attraversare una coppia di tuoi amici, che venivano sempre in Sardegna con il camper, che hanno tre bellissime figlie femmine.Amavano tanto girare, hanno attraversato tutta l'Europa con il loro amato mezzo di trasporto...solo che lei spinge lui in carrozzina, immobile, con la bocca semiaperta. E probabilmente lei cambia strada per non incontrare il mio sguardo. Infatti li vedo solo di tre quarti, andar via per la strada della vecchia posta........la degenerazione muscolare genetica, di cui lui soffriva, evidentemente, sta manifestandosi nella sua cruda violenza....

22 febbraio 2008

Esiste una sottile distinzione.....

...tra "condannato" e "condannato per fini politici" e sottintende che:

  1. Il giudizio di un magistrato sia largamente sindacabile da quelli che non sono d'accordo con lui;
  2. Il magistrato non ha di fronte a sè prove, fatti inconfutabili e testimoni, con i quali dà vita ad un processo, ma, tale processo, è solo una sua categoria mentale;
  3. L' applicazione della giustizia non è oggettiva, ma soggettiva;
  4. Chiunque, se condannato, può affermare:"Il tale magistrato ce l'ha su con me, mi odia e, quindi, mi ha condannato (vedi, a conferma dell'assionma, anche il punto due

O tempora, o mores, direbbe il mio amico Cicerone...in più, la stessa parte politica, ricomincia a pensare all'immunità parlamentare. E anche Casini, con il suo dente avvelanato oggi, si chiedeva: "Non hanno già abbastanza privilegi i Parlamentari, perchè debbano farsi un baffo anche della giustizia????"

22 febbraio 2008

Ho letto tutti i suoi libri, figuriamoci se posso perdermi proprio questo....

 

Unità:
Daniel Pennac, il successo del somaro
21-02-2008
 
Somari Coraggio, non tutto è Perduto
di Francesca De Sanctis
 
C’è speranza anche per il più somaro della classe. Per chi colleziona sfilze di 2 in matematica e per chi ha sempre preso zero assoluto nel dettato. Se perfino Daniel Pennac - sagace autore di fortunati romanzi che ruotano attorno alla figura di Benjamin Malaussène - andava male a scuola, non vale davvero la pena strapparsi i capelli davanti ad una pagella disastrosa. In fondo anche l’idiozia può trasformarsi in qualcosa di buono. E lo dice uno che da Pennacchione è diventato Pennac... come ci è riuscito? «Semplice - ammette lo scrittore francese -. Col tempo si evolve, si cresce, si matura».
«Io ho impiegato un anno intero per imparare la lettera a, ma mio padre continuava a ripetermi: “non ti preoccupare, a 26 anni saprai tutto l’alfabeto!”». Un uomo simpatico e molto ironico il padre di Pennac. Più scettica la madre: «Non si è mai ripresa dal fatto che il terzo dei suoi quattro figli andasse male a scuola». Perfino anni dopo la scuola dell’obbligo, nonostante i libri pubblicati, le lezioni all’università e i convegni, le domande della madre, come per tutte le madri, sono sempre le stesse: che cosa fai nella vita? Ce l’hai una casa?
Della sua infanzia da somaro in Diario di Scuola (Feltrinelli, pagine 252, euro 16,00), da oggi in libreria, Pennac racconta aneddoti divertenti, vicende personali che come in una partita di ping pong rimbalzano dal banco alla cattedra e viceversa, intrecciando il punto di vista di un bambino con quello di un insegnante. «Eppure all’inzio mi applicavo - scrive nelle prime pagine del libro -, rifinivo le lettere meglio che potevo, ma piano piano le lettere si trasformavano in quegli esseri allegri e saltellanti che se ne andavano a folleggiare altrove, ideogrammi della mia sete di vivere». Sono gli stessi omini che oggi disegna generosamente sulle copie dei libri da autografare. Del resto, in una delle sue pagelle scolastiche, alla voce «Arte e immagine», la sua insegnante aveva scritto: «disegna ovunque, tranne che in classe». Almeno da questo punto di vista le cose non sono cambiate! Ma perché scrivere un libro sulla scuola dal punto di vista dei «somari»? «Da tempo volevo scrivere qualcosa sulla sofferenza del non capire - spiega -. Ho impiegato quattro anni per farlo. Naturalmente è un libro molto autobiografico, io ero un pessimo alunno. Una volta raggiunta la maturità, a 20 anni (mentre la media è di 17-18), e sono diventato professore, ho cercato di capitalizzare questi miei fallimenti scolastici. Mi sono detto: come mai un alunno, anzi un bambino, perché l’essere alunni è una ragione sociale, prova tanto dolore a mantenere questo suo ruolo sociale? La mia risposta è semplice: la paura. Di cosa? Delle domande che gli possono essere rivolte. Tutta la nostra identità si gioca nella risposta. E non esistono domande elementari per un bambino. Ecco, il mio status scolastico di somaro era legato al terrore assoluto nel quale mi gettava la minima domanda. Da insegnante, ho capito che la prima cosa da fare era aiutare i ragazzi a guarire dalla paura. Si trattava di aprire parecchie porte, ma questo è il nostro mestiere. Amen...».
Visto che la nostra identità si gioca nelle risposte, ecco che per i politici evitare una domanda può significare «adeguare l’identità vera all’immagine che va proiettata sul pubblico» osserva lo scrittore. «Di solito investono molto nella seduzione. Sarkozy lo ha fatto al 100%, ma della sua relazione con Carla Bruni non mi interessa. Se un politico è poco seducente significa che è onesto». Pennac preferisce non parlare delle nostre vicende politiche, ma dice di aver conosciuto Walter Veltroni: «Mi è sembrata una persona piena di energia». E anche sulla scuola italiana si limita a dire che la situazione non è molto diversa da quella francese: «Il vero problema dei professori non è la formazione, ma la concorrenza che viene fatta dalla società consumistica e mercantile. I nostri ragazzi sono fin dalla nascita e fino alla fine degli studi, prima di essere bambini e alunni, clienti. Sono clientelizzati da una società che da subito fa passare il desiderio di consumismo come un bisogno fondamentale. Oggi l’amore dei genitori viene misurato con il metro del regalo ricevuto. L’insegnante, dunque, si trova di fronte questo costante desiderio vissuto dal bambino come un bisogno fondamentale, mentre egli si rivolge al loro bisogno reale: leggere, scrivere, contare, ragionare». In fondo qual è il lavoro dell’insegnante? «Infondere nei bambini il desiderio di imparare, infrangere lo schermo creato dalla società e risvegliarlo. In altre parole aprire la mente - oddio sembro sempre di più un pastore protestante!». La scuola, aggiunge, è come YouTube, dipende tutto da come la usi: «io stesso mi metterei lì ad usare YouTube solo per il gusto di fuggire via». La scuola, continua, «è fatta di insegnanti bravi e non bravi. Se è riempita di buoni contenuti allora il suo utilizzo è fondamentale. Perché in fondo sono gli insegnanti che possono salvare i ragazzi dalla scuola stessa, dalla famiglia e da una società consumistica che ne condiziona i bisogni. Per quanto riguarda gli insegnanti delle scuole superiori credo che debbano seguire degli stage presso le scuole elementari con una frequenza costante... In Francia, ma penso anche in Italia, cerchiamo sempre un capro espiatorio nella scuola. La frase “gli mancano le basi” significa “non è colpa mia, ma dell’insegnante precedente”. Sarebbe salutare che gli insegnanti frequentassero corsi di aggiornamento a tutte le tappe della scolarizzazione».
Ma cos’è che manca davvero in questa società? «Ad essere sincero, quello che tragicamente ci manca - dice Pennac - è più intimità, silenzio, solitudine, riflessione, sogno, lentezza e gratuità».


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permalink | inviato da Gattara il 22/2/2008 alle 16:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

22 febbraio 2008

LICENZIAMENTO PER CAPO CHE INSULTA DIPENDENTI

 Non è un caso che LUi fosse un uomo e LE DIPENDENTI fossero donne.......


Scatta il licenziamento
per giusta causa nei confronti del capo che "con espressioni rozze ed
eccessive" insulta i dipendenti "in violazione dei principi di civiltà
che non ammettono eccezioni, o attenuazione, neppure nell'ambito delle
relazioni professionali", compresi gli ambienti di lavoro "informali".
Lo sottolinea la Cassazione che ha confermato la perdita del posto nei
confronti di Michele D., capo reparto del settore macelleria di un
supermercato milanese, che era solito mortificare le tre lavoratrici
sottoposte al suo potere gerarchico con frasi del tipo "bastarde, figli
di p..., toglietevi dai c..., vi faccio licenziare".

La società
datrice di lavoro - la Standa - venuta a sapere di questo comportamento
aveva licenziato il caporeparto ma il Tribunale di Milano aveva
ritenuto eccessiva la sanzione e lo aveva reintegrato nel posto di
lavoro. La Corte d'Appello di Milano, invece, con sentenza del 2005,
aveva convalidato il licenziamento sottolineando che "per quanto
l'ambiente di lavoro possa essere informale, nel comportamento e nel
lessico usato non ci si può spingere fino alle maniere rozze ed
eccessive e ad usare la voce alta, peraltro nelle vicinanze degli spazi
frequentati dalla clientela, per richiamare i dipendenti ad una più
esatta osservanza dei loro obblighi". Questo punto di vista è stato
pienamente condiviso dalla Suprema Corte - con la sentenza 4067 - che
ha aggiunto che un simile comportamento lede "la dignità e l'amor
proprio del personale, oltretutto sottoposto a vincolo di gerarchia nei
confronti del capo che commette tali scorrettezze". Così il ricorso del
capo scurrile è stato rigettato da piazza Cavour.

22 febbraio 2008

Divertente...

( i nomi e la classe sono fittizi. la lettera è vera)

------

Prof. Marco Marchi
..........

Spett.le Istituto Beppe Beppi
c. a. Preside Prof.ssa Nerina Nerini
Data, ..........

Nota informale: comportamenti riscontrati nella classe 1ª Z

Gentile Preside,

ritengo di doverLe riferire – sia pure in maniera informale – alcuni comportamenti anomali riscontrati fra gli alunni della classe 1ª Z.

Mercoledì 20 febbraio scorso, alla 4ª ora di lezione, le alunne Bianca Bianchi e Bruna Bruni hanno messo in atto i comportramenti di seguito sinteticamente riassunti.
1) Hanno decisamente rifiutato di essere interrogate accampando scuse fragili e inconsistenti.
2) Sono risultate prive del materiale scolastico specifico, in particolare del libro di testo e del quaderno.
3) Tranquillamente si sono dapprima ben pettinate, truccate, ritoccate le labbra.
4) Hanno poi consumato pizza bianca farcita, tramezzini, qualcosa di molto gustoso prelevato da una vaschetta (tipo gelato da passeggio o yogurt) con il dito indice.
5) Verso la fine dell’ora, hanno pensato di dedicarsi a ginnastica artistica ed hanno improvvisato, in classe, un semplice balletto sincrono cantando “siamo i watussi”.
6) Prima della fine dell’ora si sono precipitate nei corridoi a svolgere indagini sulla salute dei prof. delle ore successive.

Ovviamente, durante tutta la loro variegata performance sono state da richiamate ripetutamente e fermanente a un comportamento consono alla scuola e al rispetto dei compagni. Non c’è stato verso di essere ascoltato.

Forse avrei dovuto mettere un’ulteriore nota sul registro di classe, ma non l’ho fatto. L’esperienza sembra dire che non serve, è inefficace. Infatti, a volte, le note vengono contate con compiacimento dalle interessate (o interessati) quasi fosse un vanto averne tante. Del resto le note provocano, al più, un’ammonizione o un 7 in condotta entrambi, di fatto, innocui o quasi.

Cordiali saluti,

Prof. Marco Marchi

20 febbraio 2008

Caro Ciriaco,

  a parte che non è mai carino che qualcuno si autoincensi, definendosi "intelligente"....hai ottanta anni, stai da più di cinquanta in politica, sicuramente sarai ricco di pensione e di nipoti...non ricordo quali leggi o quali proposte tu possa vantare...a parte una certa storia di abruzzesi infilati alle Poste e Telegrafi (Eri tu? non ricordo neanche...), non pensi proprio che sia più dignitoso, piuttosto che spostarsi in un altro partito, starsene comodi comodi nella tua casa, sicuramente non "parva" come quella dell'Ariosto, con i tuoi cari, lasciando posto ai più giovani????


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17 febbraio 2008

Ho appena finito di leggere...

..."Gomorra". Mi è costato molta fatica, perchè, per me, il libro deve esserre sogno, evasione verso luoghi lontani, nell'anima o nel mondo, lontano dalle brutture, raccontate in maniera così cruda...Ma di questo libro mi sono piaciute molto tre parti, quella che racconta del rapporto della camorra o della mafia con il cinema hollywoodiano, quella che spiega l'origine del casino dei rifiuti in Campania ed il riferimento a questo scritto di Pasolini....la riflessione, che, per chi sa, per chi conosce tante oscure trame e tante illegalità, sia poi quasi impossibile essere più felici....

17 febbraio 2008

Bassezze di una certa parte politica...

Dopo l'affermazione del Cavaliere che la lotta all'evasione fiscale aveva ridotto i consumi, riflessione per la quale rimando a lui, questa ultima affermazione mi fa veramente inorridire...come gettare fango gratuito su un personaggio della cultura, che non ha avuto altra arma in mano che la sua penna ....Ripeto, non mi dite che tutti i politici sono uguali, perchè queste sue, e di nessun altro, sono affermazioni gravissime......


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17 febbraio 2008

Sacrosanta verità

 

Perché le donne stanno così tanto nei bagni pubblici?

Il grande segreto di tutte le donne rispetto ai bagni è che da bambina tua mamma ti portava in bagno, puliva la tavolozza, ne ricopriva il perimetro con la carta igienica e poi ti spiegava: 'MAI, MAI appoggiarsi sul gabinetto' e poi ti mostrava 'la posizione' che consiste nel bilanciarsi sulla tazza facendo come per sedersi ma senza che il corpo venga a contatto con la tavolozza.
'La posizione' è una delle prime lezioni di vita di una bambina, importantissima e necessaria, deve accompagnarci per il resto della vita. Ma ancora oggi, da adulte, 'la posizione' è terribilmente difficile da mantenere quando hai la vescica che sta per esplodere.
Quando 'devi andare' in un bagno pubblico, ti ritrovi con una coda di donne che ti fa pensare che dentro ci sia Brad Pitt. Allora ti metti buona ad aspettare, sorridendo amabilmente alle altre che aspettano anche loro con le gambe e le braccia incrociate. È la posizione ufficiale di 'me la sto facendo addosso'.
Finalmente tocca a te, ma arriva sempre la mamma con 'la bambina piccola che non può più trattenersi' e ne approfittano per passare avanti tutte e due!
A quel punto controlli sotto le porte per vedere se ci sono gambe. Sono tutti occupati. Finalmente se ne apre uno e ti butti addosso alla persona che esce. Entri e ti accorgi che non c'è la chiave (non c'è mai); non importa...
Appendi la borsa a un gancio sulla porta, e se non c'è (non c'è mai), ispezioni la zona, il pavimento è pieno di liquidi non ben definiti e non osi poggiarla lì, per cui te la appendi al collo ed è pesantissima, piena com'è di cose che ci hai messo dentro, la maggior parte delle quali non usi ma le tieni perché non si sa mai. Tornando alla porta... dato che non c'è la chiave, devi tenerla con una mano, mentre con l'altra ti abbassi i pantaloni e assumi 'la posizione'... AAhhhhhh... finalmente...
A questo punto cominciano a tremarti le gambe... perché sei sospesa in aria, con le ginocchia piegate, i pantaloni abbassati che ti bloccano la circolazione, il braccio teso che fa forza contro la porta e una borsa di 5 chili appesa al collo. Vorresti sederti, ma non hai avuto il tempo di pulire la tazza né di coprirla con la carta, dentro di te pensi che non succederebbe nulla ma la voce di tua madre ti risuona in testa 'non sederti mai su un gabinetto pubblico!', così rimani nella 'posizione', ma per un errore di calcolo un piccolo zampillo ti schizza sulle calze!!! Sei fortunata se non ti bagni le scarpe.
Mantenere 'la posizione' richiede grande concentrazione. Per allontanare dalla mente questa disgrazia, cerchi il rotolo di carta igienica maaa, cavolo...! non ce n'è...! (mai). Allora preghi il cielo che tra quei 5 chili di cianfrusaglie che hai in borsa ci sia un misero kleenex, ma per cercarlo devi lasciare andare la porta, ci pensi su un attimo, ma non hai scelta. E non appena lasci la porta, qualcuno la spinge e devi frenarla con un movimento brusco, altrimenti tutti ti vedranno semiseduta in aria con i pantaloni abbassati. NO!! Allora urli 'O-CCU-PA-TOOO!!!', continuando a spengere la porta con la mano libera, e a quel punto dai per scontato che tutte quelle che aspettano fuori abbiano sentito e adesso puoi lasciare la porta senza paura, nessuno oserà aprirla di nuovo (in questo noi donne ci rispettiamo molto) e ti rimetti a cercare il keenex, vorresti usarne un paio ma sai quanto possono tornare utili in casi come questi e ti accontenti di uno, non si sa mai. In questo preciso momento si spegne la luce automatica, ma in un cubicolo così minuscolo non sarà tanto difficile trovare l'interruttore! Riaccendi la luce con la mano del kleenex, perché l'altra sostiene i pantaloni, conti i secondi che ti restano per uscire di lì, sudando perché hai su il cappotto che non avevi dove appendere e perché in questi posti fa sempre un caldo terribile.
Senza contare il bernoccolo causato dal colpo di porta, il dolore al collo per la borsa, il sudore che ti scorre sulla fronte, lo schizzo sulle calze... il ricordo di tua mamma che sarebbe vergognatissima se ti vedesse così; perché il suo culo non ha mai toccato la tavolozza di un bagno pubblico, perché davvero 'non sai quante malattie potresti prenderti qui'.
Ma la debacle non è finita... sei esausta, quando ti metti in piedi non senti più le gambe, ti rivesti velocemente e soprattutto tiri lo sciacquone!
Se non funziona preferiresti non uscire più da quel bagno, che vergogna!
Finalmente vai al lavandino. È tutto pieno di acqua e non puoi appoggiare la borsa, te la appendi alla spalla, non capisci come funziona il rubinetto con i sensori automatici e tocchi tutto finché riesci finalmente a lavarti le mani in una posizione da gobbo di Notredame per non far cadere la borsa nel lavandino; l'asciugamani è così scarso che finisci per asciugarti le mani nei pantaloni, perché non vuoi sprecare un altro kleenex per questo! Esci passando accanto a tutte le altre donne che ancora aspettano con le gambe incrociate e in quei momenti non riesci a sorridere spontaneamente, cosciente del fatto che hai passato un'eternità là dentro. Sei fortunata se non esci con un pezzo di carta igienica attaccato alla scarpa o peggio ancora con la cerniera abbassata!
Esci e vedi il tuo uomo che è già uscito dal bagno da un pezzo e gli è rimasto perfino il tempo di leggere Guerra e Pace mentre ti aspettava. 'Perché ci hai messo tanto?' ti chiede irritato. 'C'era molta coda' ti limiti a rispondere.
E questo è il motivo per cui noi donne andiamo in bagno in gruppo, per solidarietà, perché una ti tiene la borsa e il cappotto, l'altra ti tiene la porta e l'altra ti passa il kleenex da sotto la porta; così è molto più semplice e veloce perché tu devi concentrarti solo nel mantenere 'la posizione'. E la dignità.

*Questo è dedicato alle donne di tutto il mondo che hanno usato un bagno pubblico e a voi uomini, perché capiate come mai ci stiamo tanto.  



 

17 febbraio 2008

Devo dire che uno di quarantadue anni che si fa gli spinelli di nascosto, non fa un bell'effetto neanche a me.....

 MARITO DROGATO, NOZZE NULLE PER SACRA ROTA. ANCHE PER LO STATO

Cresciuta in una famiglia 'all'anticà, in un piccolo comune di poco più
di 15muila abitanti. Nozze in abito bianco, il coronamento di un sogno
e poi la scoperta: il marito faceva uso di droghe leggere. Da qui la
scelta: annullare tutto, attraverso lo Stato e la Chiesa. E' così che
si sono unite e poi divise le vite di O.P., originaria di Eboli
(Salerno), e R.M., 42 anni. Era il 4 luglio del 1993, quando si
sposarono. Un matrimonio tradizionale, celebrato col vestito bianco e
la chiesa piena di fiori e tanti invitati, scelti tra gli amici e i
parenti. Un matrimonio celebrato nel cuore dell'entroterra salernitano,
a Campagna, comune di 15 mila abitanti dove i valori che contano sono
ancora quelli di una realtà rurale fortemente orgogliosa della propria
storia e delle proprie usanze. Del resto, anche lei, O.P., che
all'epoca delle nozze aveva 24 anni ed era cresciuta in una famiglia
"all'antica", legata alle tradizioni della sua terra di origine,
all'interno della quale dominava la figura del padre, autentico modello
di "pater familias", rigido e autoritario, era certa che quelle nozze
sarebbero state il suggello di un amore, ma soprattutto la nascita di
una nuova e numerosa famiglia. Ma con il passare dei mesi, lei ha
scoperto, un po' alla volta, che il suo uomo frequentava strani giri e,
soprattutto, faceva uso di droghe leggere. Una scoperta inconciliabile
con l'educazione che suo padre le aveva trasmesso fin da piccola.

Da
qui, la decisione di separarsi e la scelta di rivolgersi alla Sacra
Rota, per annullare un matrimonio macchiato da un segreto tenutole
nascosto per troppo tempo. Dopo la sentenza del Tribunale Ecclesiastico
Interdiocesano Salernitano- Lucano, il 27 marzo del 2004, e la ratifica
del Tribunale Ecclesiastico Regionale Campano, la sentenza veniva alla
fine dichiarata esecutiva con decreto del Supremo Tribunale della
Segnatura Apostolica alla fine del 2007.

In seguito, la coppia,
ancora sposata per lo Stato Italiano, decideva, di comune accordo, di
richiedere l'efficacia, da parte della Repubblica Italiana, della
sentenza di nullità del matrimonio concordatario. Si rivolgeva così
alla Corte di Appello di Salerno, che, con una decisione di cui non
risulterebbero precedenti specifici, si è uniformata all'annullamento
del Tribunale ecclesiastico, dichiarando esecutiva nello Stato italiano
la sentenza pronunciata dall'ente ecclesiastico. Secondo le motivazioni
dei giudici salernitani, nonostante l'errore sulle qualità personali
del coniuge non sia incluso dall'Ordinamento statale come causa di
nullità del matrimonio, la Corte ha però confermato che la nullità del
Tribunale ecclesiastico non è "in contrasto con l'ordine pubblico".

La donna, "ragazza di provincia cresciuta in una famiglia all'antica -
si legge nella sentenza del Presidente relatore Angelo Rossi - voleva
che il marito fosse un uomo integro sotto ogni aspetto". "E' una
sentenza storica e coraggiosa che crea un precedente importantissimo -
ha commentato l' avvocato Gian Ettore Gassani, presidente
dell'Associazione Matrimonialisti Italiani - Si tratta di un momento
importante di apertura dello Stato italiano rispetto ai principi della
Chiesa. La serietà del vincolo matrimoniale non può essere minata da
atteggiamenti, come la tossicodipendenza in malafede nascosta, di
un'unione tanto significativa".

15 febbraio 2008

Ah, ah, ah, ah, ah, ah!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!



 http://notizie.alice.it/cronaca/savoia_scuse_politica.html?pmk=hpppstr2_4

Non può essere vero...non possono avere questa faccia tosta!!!!

15 febbraio 2008

La prova concreta del progressivo riscaldamento globale....


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permalink | inviato da Gattara il 15/2/2008 alle 14:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

15 febbraio 2008

Me lo concederanno un mutuo così????

 Londra: in vendita casa dei Beatles

E' una mansarda a Mayfair, il
costo e' di 2, 3 mln di euro

(ANSA) - LONDRA, 14 FEB - L'unico
appartamento dove i Beatles hanno vissuto insieme e' in vendita a
Londra per 1,75 milioni di sterline, circa 2,3 milioni di euro. Si
tratta di una mansarda in Green Street, Mayfair - la zona piu'
esclusiva di Londra. 'L'attuale proprietario', hanno rivelato da
Sotheby's, 'e' un finanziere americano che vive in California. Quando i
Beatles ci hanno vissuto, c'erano tre piccole stanze e un bagno. Nel
tempo, il padrone l'ha rimessa a posto, dandogli un tocco piu'
moderno'.

15 febbraio 2008

Una volta non ci si vantava di certe cose....

 

da LASTAMPA.it

Gara sul web per le pagelle peggiori

PADOVA
Si era inventato un blog satirico su internet dedicato ai professori della sua scuola: alla fine uno studente del prestigioso Liceo di Padova Tito Livio, dove ha studiato anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha raccolto un sei in condotta tutt’altro che virtuale. Nasce da questa vicenda la nuova campagna del sito scuolazoo.it per la raccolta di pagelle con il voto più basso.

A dare il via a questa competizione il giovane coinvolto nella vicenda che, nel contempo, si è diplomato e la faccenda si è risolta a tarallucci e vino ma, come vendetta finale, lo scolaro, ha consegnato la copia della sua pagella al portale che ha pubblicato l’immagine di quel sei in condotta: mai visto un voto cosi basso, tenuto conto che già con il sette si spalancano le porte della bocciatutra.

Adesso spazio a chi, nella sua carriera scolastica, ha fatto peggio. Intanto oscurando il blog il ragazzo sembra sia poi riuscito a farsi rialzare il voto e venire promosso nonchè diplomato.

14 febbraio 2008

Secondo me...


 
...chi organizza rapine o furti, è più onesto di una persona così...


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permalink | inviato da Gattara il 14/2/2008 alle 15:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

12 febbraio 2008

BLOGACTION!

2 aprile 2008

http://blogaction.wordpress.com/

Anch'io ci sto...smettiamo di piangerci addosso, dicendo:"Sono tutti uguali!" e proviamo a far partire qualcosa di concreto!


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12 febbraio 2008

Cinque ragioni per non discutere con i bambini

 

Una bimba sta discutendo con la maestra delle balene

L'insegnante dice che é fisicamente impossibile per una balena inghiottire un uomo, perché nonostante questa sia un mammifero enorme la sua gola é molto stretta. La piccola replica che peró Giona era stato inghiottito da una balena.

Irritata l'insegnante ripete che una balena NON puó in alcun modo inghiottire un uomo perché fisicamente impossibile.

Allora la bimba risponde: "Quando andró in paradiso lo chiederó a Giona"

L'insegnante chiede "Cosa farai se Giona é andato all'inferno?

La piccola replica: "Allora glielo chiederá lei"

Una maestra d'asilo sta osservando la classe mentre disegna. Si avvicina un po' a tutti i bambini per vedere i loro disegni e si ferma accanto ad una bambina, chiedendo che cosa stia disegnando. La bimba risponde:"Sto disegnando Dio

L'insegnante dice:"Ma nessuno sa com'é fatto Dio"

E la bimba risponde: "Tra un minuto lo sapranno"

Un'insegnante di Catechismo sta spiegando i 10 Comandamenti a bambini di 6 e 7 anni. Mentre sta spiegando il comandamento "Onora tuo padre e tua madre", chiede "Ce n'é uno che ci insegna come si trattano i nostri fratelli e sorelle?" Senza batter ciglio un bimbo risponde prontamente "Non uccidere".

I bambini sono stati fotografati in classe e l'insegnante tenta di persuaderli ad acquistare una foto di gruppo. "Pensate che bello quando guarderete la foto e direte: 'Toh c'é Jennifer, ora é un avvocato, oppure 'guarda Michael, ora é un medico'. Una vocina dal fondo dell'aula aggiunge: 'E guarda la maestra, adesso é morta’"

I bimbi di una classe delle elementari di una scuola cattolica vengono fatti allineare per il pranzo: c'é un vassoio di mele esposte con un bigliettino che dice: "Prendetene solo UNA. Dio vi guarda"

Lungo la fila ad un altro tavolo c'é una pila di dolcetti al cioccolato. Un bimbo mette un bigliettino con scritto: "Prendete tutti quelli che volete. Dio sta guardando le mele"


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11 febbraio 2008

Moccia ha rovinato una generazione...





Ieri siamo andati a vedere lui...non quello spocchioso, ciccione, con la vocetta chioccia, ma l'altro. Divertente, irriverente, completamente pazzo. Ha ragione: leggiamo solo quello che la pubblicità ci propina e Moccia è quanto di più deteriore ti può proporre il panorama letterario...Lo dico sempre ai miei alunni, io che consiglio di leggere qualsiasi cosa, dico:"se dovete leggere lui, è meglio andarsi a fare una bella passeggiata..." Rivera ricordava, invece, il grande Italo Calvino, Elsa Morante. Di lui mi ha colpito anche il ricordo di Giorgiana Masi, quella giovane diciannovenne, che morì, colpita dalla polizia, in alcuni scontri succedutisi all'indomani della vittoria del referendum sul divorzio. Ma come mai sente il bisogno di parlarne lui, che è così giovane? Io c'ero, ero al liceo...Cossiga ce l'ha sulla coscienza quella morte....Ma la battuta più bella è stata:"E' morto Andreatta!" "Porca miseria, per due vocali...."

11 febbraio 2008

Già qualcuno dice che non facciamo niente...non vorrete mica regalarci tutti questi giorni di festa!!!!

 

da Tecnica della Scuola

La scuola tifa per l’election day: gli istituti non possono chiudere 9 giorni
di Alessandro Giuliani

Ideato per scongiurare il pericolo astensionismo, il voto di politiche e amministrative in contemporanea il 13 e 14 aprile sarebbe la soluzione auspicabile: gli istituti che costituiscono seggio elettorale verrebbero chiusi due volte anziché tre. In questo modo avrebbero maggiori chance di completare il minimo di 200 giorni di scuola previsti dalla legge per validare l’anno scolastico.
Le inaspettate elezioni politiche potrebbero creare non pochi problemi a molte scuole: andare tre volte alle urne metterebbe in seria crisi tutte quelle scuole individuate sedi di seggio elettorale. In queste sedi, infatti, si rischia fortemente di scendere al di sotto dei 200 giorni minimi di lezione, individuati come soglia minima dal comma 3 dell’art. 74 del decreto legislativo n. 297 del 16 aprile 94 (più noto come Testo unico).
Ecco che allora l’election day, ideato per scongiurare il pericolo astensionismo attraverso la creazione di un decreto apposito e su cui nei prossimi giorni dovrebbe pronunciarsi il Consiglio dei Ministri, sarebbe la soluzione auspicabile anche dal mondo della scuola: qualora, infatti, dovesse andare in porto l’ipotesi di accorpare il 13 e 14 aprile elezioni politiche e amministrative (per rinnovare le amministrazioni di Friuli Venezia Giulia, Valle d'Aosta, Sicilia, 13 province e 539 comuni), gli istituti che costituiscono seggio elettorale verrebbero chiusi due volte anziché tre. In questo modo avrebbero maggiori chance di completare il minimo di giorni di scuola previsti dalla legge per validare l’anno scolastico.
La soluzione sembra davvero difficile da trovare: ogni chiamata alle urne obbliga le scuole a sospendere le lezioni dai due ai tre giorni; questo perché la commissione si insedia il sabato ed il giorno successivo allo scrutinio viene dedicato alla disinfestazione.
Qualora passasse l’ipotesi dell’election day gli studenti rimarrebbero a casa tra i cinque e i sei giorni, contro gli otto-nove se invece non si trovasse l’accordo. E tenere chiuse le scuole otto-nove giorni potrebbe diventare “pericoloso”, soprattutto se qualche studente bocciato, ma esperto di normativa scolastica, decidesse di avvalersi di questo ‘appiglio’ per fare ricorso: il calendario scolastico è stato infatti già da tempo fissato da ogni singola regione in accordo con gli uffici scolastici regionali e non sembrano esserci spiragli o margini.
Quasi tutte le regioni hanno predisposto un numero di giorni che va dai 210-215, ma all’inizio dell’anno scolastico i collegi dei docenti hanno sottratto tra i cinque e dieci giorni per allungare i periodi di sospensione o crearne altri: da alcuni anni gli studenti si sono così visti prolungare le vacanze natalizie o pasquali, festeggiare il carnevale, allungare i ponti a cavallo del 25 aprile, del 1 maggio, del 2 giugno o della festa del santo patrono.
E’ un dato di fatto che non si possono nemmeno far slittare le elezioni amministrative: anche in questo caso il vincolo è la legge, secondo cui vanno svolte improrogabilmente entro il 15 giugno.
Un periodo in cui le scuole saranno impegnate nelle lezioni: quasi tutte le regioni concluderanno le lezioni il 7 giugno, ma con alcune eccezioni come gli studenti dell’Abruzzo e della provincia di Bolzano che dovranno andare in classe fino al 14. Ed in ogni caso gli istituti saranno in fibrillazione per lo svolgimento degli scrutini, l’allestimento dei nuovi corsi di recupero e l’organizzazione degli esami di Stato. Insomma la matassa è davvero difficile da sciogliere.


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11 febbraio 2008

E sarebbe a dire....????????????????

 

Francia: il 'flexiprof' di Sarkozy

http://www.tuttoscuola.com/cgi-local/disp.cgi?ID=8871


L’incontenibile presidente francese Sarkozy, che ha trovato anche il tempo per sposare Carla Bruni (auguri), fa sapere che intende restituire agli insegnanti la loro "respectabilité d’antan" modificandone in profondità la figura e i compiti.
Secondo quanto riferisce la stampa francese, Sarkò ha invitato il ministro dell’educazione Xavier Darcos a inserire in un apposito libro bianco, che sarà ampiamente discusso nei prossimi mesi, alcune risultanze emerse in un rapporto sulla condizione docente recentemente presentato da una commissione di studio sulla valorizzazione del mestiere di insegnante presieduta da Marcel Pochard, consigliere di Stato.
Nel rapporto n on si prende posizione, ma si registra l’ampia gamma di comportamenti e di disponibilità personali che si manifesta tra gli insegnanti, soprattutto di scuola secondaria. Su questa base il presidente vorrebbe che si procedesse a ridefinire non solo i compiti ("missions") degli insegnanti, ma anche la loro condizione professionale, modulando il loro compenso in rapporto alle attività svolte al di là delle ore dedicate all’insegnamento.
L’insegnante ideale insomma, capace di risalire nella considerazione sociale, ma anche nell’autostima, sarebbe l’insegnante "flessibile", il "flexiprof" al quale il numero di febbraio di "Le Monde de l’Education" dedica la copertina e un ampio dossier. Un insegnante "più reattivo, più collettivo, più mobile nella carriera, più presente a scuola, mobilitabile in funzione delle esigenze e sottoposto alla pressione dei risultati". Ma molto dipenderà, dicono i commenti, da quanti soldi Sarkozy deciderà di mettere sul piatto: ce ne vorranno tanti per dare corpo alle promesse di riscatto della figura sociale dell’insegnante
.


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8 febbraio 2008

Mi fa indignare....

  1. Chi dice che Berlusconi ha dieci punti di vantaggio (E NON PUO' ESSERE VERO!!!!)
  2. Chi dice:"Non vado a votare, perchè tanto sono tutti uguali"
  3. Chi dice "election day" e accampa che più schede fanno solo confusione (come mai noi Italiani siamo cretini in certi casi, come questo, e molto intelligenti quando, invece, dobbiamo capire alcuni "inghippi" dell'appena passato governo??)
  4. Chi non gliene importa niente
  5. Chi, dopo essersi sputati in faccia e detti un sacco di improperi, si rimette insieme, come se niente fosse alla facciaccia della strafaccia tosta (leggi Fini e compagnia bella)
  6. Chi rianima i bambini malformati contro il volere dei genitori
  7. Chi doveva 112 milioni di euro per evasione fiscale allo Stato, ne paga soltanto 20 e, nel frattempo continua a fare il cretino sulle pubblicità, mentre, in un paese serio, marcirebbe in galera
  8. Chi deve andare sul satellite e non ci va
  9. Chi non ha voluto portare a compimento alcune riforme, sulle quali avrebbero dovuto essere tutti d'accordo (se gliene importasse qualcosa del benessere dei cittadini e non solo di quello dei loro c.....)
  10. Chi attacca gli avversari con sputi e beffe e insulti gratuiti e sarcasmo da strapazzo

8 febbraio 2008

Anche per la scuola la caduta del governo non promette niente di buono...

 

La scuola preda dei vincitori:
chi governa detta le sue leggi.

Pasquale Almirante, da La Sicilia del 3.2.2008

 

Se torniamo al governo della Nazione sarà rilanciata la riforma Moratti che è stata il fiore all'occhiello della legislatura del centrodestra: parola di Cavaliere, ma che dimostra come la democrazia sia appollaiata paradossalmente sulla bilancia di Brenno dove al posto della spada si mettono i voti per affermare dittature. Il vecchio Gentile, che era fascista e ministro di un dittatore, anche lui cavaliere, spiegava agli oppositori che la sua granitica riforma della scuola si era avvalsa del contributo di socialisti come Giuseppe Lombardo Radice o di intellettuali come Salvemini mentre l'esame di stato era stato ripreso dalla proposta di un liberale come Benedetto Croce.

Il meglio dunque della cultura d'inizio secolo per erigere una architettura educativa e formativa che ha resistito come roccia alla guerra, al sessantotto, alla prima e alla seconda repubblica. Ma Gentile, prima di essere fascista, era un filosofo e sapeva bene che certe leggi, che riguardano il futuro della Nazione, devono avere fondamenta profonde che solo l'apporto di esperti qualificati e di qualunque formazione ideologica possono scavare. Nel terzo millennio invece, il libero campo della democrazia parlamentare è preda della squadra che lo invade per dettarne le regole, seminando personali Ogm per assicurare una lunga discendenza alla propria corporazione di braccianti e che prende nello stesso tempo a randellate i precedenti colonizzatori. E infatti, dopo anni di dibattiti e di disegni di leggi andati a male, come la mortadella fuori dal frigorifero, fin dagli anni ottanta, ecco la riforma della scuola di Belinguer che, caduto sul concorsone, viene gettato a mare da Moratti che a sua volta viene smontata come un giocattolo d'epoca da Fioroni perché non ha il coraggio o la forza di prendere un trattore per abbattere del tutto e ricostruire.

In mezzo i professori, perplessi e disorientati, in attesa dell'ennesima tegola sul loro groppone: che ne sarà di loro? Ma soprattutto: che ne sarà della scuola del futuro? Mugugnano tanti, pochi s'incazzano, altri sospendono il giudizio in attesa che la piena passi per risollevare il giungo che s'è calato per farla passare. Si dimentica però che con lo scorrere degli anni scorre pure la credibilità europea della nostra scuola, agli ultimi posti nella graduatoria mondiale dopo anni di successi. Il concime per darle vigore poteva essere la formazione universitaria dei docenti la cui regolamentazione era stata avocata direttamente dal ministro che però, cadendo, ha portato con sé le norme necessarie per attuarle. Le fatidiche graduatorie a esaurimento dunque rischiano di non essere più tali, mentre i precari, ai quali sarebbe aspettata la metà dei posti disponibili, possono accaparrarseli tutti dal momento che i concorsi ordinari con la crisi di governo sicuramente salteranno.

Ma salterà pure il disegno di legge sulla educazione permanente e rimane in bilico il decreto sugli Istituti tecnici e i professionali che da competenza delle Regioni, come stabilito da Moratti, sono poi passati di nuovo allo Stato e per i quali si stavano elaborando i regolamenti di attuazione: che ne sarà di loro? Passeranno, così assicura Fioroni, gli in fase sperimentale nuovi programmi della primaria e delle secondaria di primo grado: ma fino a quando? Queste le norme a rischio immediato e per il futuro se torna il centrodestra?

Se le dichiarazione del cavaliere sono pietre Fioroni sarà lapidato e con lui gli esami cosiddetti di riparazione, compresi quelli di stato con commissione mista e ritornerà pure la liceizzazione della istruzione e un solo ministero per la scuola e per l'università. Tutto da rifare allora se una nuova invasione scalza i precedenti occupatori del governo in una contrapposizione scambista scandalosa dove però manca la logica e la ragione. Tranne che lo scontro sia tra due visioni del mondo differente e allora bisogna solo rassegnarsi e blandire i vincitori. E i vinti? Guai ai vinti, disse Brenno. Ma vinta per ora è solo la scuola.
 


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1 febbraio 2008

Ricevo e inoltro ( e che mi devo inc...solo io????)

 

Il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella e sua moglie Sandra
Lonardo hanno due figli, Elio e Pellegrino. Pellegrino è sposato a
sua volta con Alessia Camilleri. Una bella famiglia come le altre,
ma con qualcosa in più.

Per sapere cosa, partiamo dal partito di Clemente che, come i più
informati sanno, si chiama Udeur. L'Udeur, in quanto partito votato
dall'1,4% degli italiani adulti, ha diritto ad un giornale
finanziato con denaro pubblico.

Si chiama "Il Campanile", con sede a Roma, in Largo Arenula 34. Il
giornale tira circa 5.000 copie, ne distribuisce 1.500, che in
realtà vanno quasi sempre buttate. Lo testimoniano il collega Marco
Lillo dell'Espresso, che ha fatto un'inchiesta specifica, sia un
edicolante di San Lorenzo in Lucina, a due passi dal parlamento, sia
un'altro nei pressi di Largo Arenula.

Dice ad esempio il primo:
"Da anni ne ricevo qualche copia. Non ne ho mai venduta una, vanno
tutte nella spazzatura!".

A che serve allora -direte voi- un giornale come quello?
Serve soprattutto a prendere contributi per la stampa.

Ogni anno Il Campanile incassa 1.331.000euro. E che fara' di tutti
quei soldi, che una persona normale non vede in una vita intera di
lavoro?
Insisterete ancora voi. Che fara'?
Anzitutto l'editore, Clemente Mastella, farà un contratto robusto
con un giornalista di grido, un giornalista con le palle, uno di
quelli capace di dare una direzione vigorosa al giornale, un
opinionista, insomma. E così ha fatto. Un contratto da 40.000 euro
all'anno. Sapete con chi?

Con Mastella Clemente, iscritto regolarmente all'Ordine dei
Giornalisti, opinionista e anche segretario del partito. Ma è sempre
lui, penserete!
Che c'entra? Se è bravo! Non vogliamo mica fare discriminazioni
antidemocratiche.

Ma andiamo avanti.

Dunque, se si vuol fare del giornalismo serio, bisognerà essere
presenti dove si svolgono i fatti, nel territorio, vicini alla
gente. Quindi sarà necessario spendere qualcosa per i viaggi.

Infatti Il Campanile ha speso, nel 2005, 98.000 euro per viaggi
aerei e trasferte. Hanno volato soprattutto Sandra Lonardo Mastella,
Elio Mastella e Pellegrino Mastella, nell'ordine.
Tra l'altro, Elio Mastella è appassionato di voli. Era quello che fu
beccato mentre volava su un aereo di Stato al gran premio di F1 di
Monza, insieme al padre, Clemente Mastella, nella sua veste di amico
del vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli. Ed Elio
Mastella, che ci faceva sull'aereo di Stato?
L'esperto di pubbliche relazioni di Rutelli, quello ci faceva!

Quindi, tornando al giornale. Le destinazioni. Dove andranno a fare
il loro lavoro i collaboratori de Il Campanile? Gli ultimi biglietti
d'aereo (con allegato soggiorno) l'editore li ha finanziati per
Pellegrino Mastella e sua moglie Alessia Camilleri Mastella, che
andavano a raggiungere papà e mamma a Cortina, alla festa sulla neve
dell'Udeur.

Siamo nell'aprile del 2006. Da allora -assicura l'editore- non ci
sono più stati viaggi a carico del giornale. Forse anche perché è
cominciata la curiosità del magistrato Luigi De Magistris, sostituto
procuratore della Repubblica a Catanzaro, il quale, con le inchieste
Poseidon e Why Not, si avvicinava ai conti de Il Campanile.
Ve lo ricordate il magistrato De Magistris? Quello a cui il ministro
della Giustizia, Clemente Mastella, mandava tutti quei controlli,
uno ogni settimana, fino a togliergli l'inchiesta? Ve lo ricordate?

Bene, proprio lui!

Infine, un giornale tanto rappresentativo deve curare la propria
immagine.

Infatti Il Campanile ha speso 141.000euro per rappresentanza e
22.000euro per liberalità, che vuol dire regali ai conoscenti. Gli
ordini sono andati tra gli altri alla Dolciaria Serio e al
Torronificio del Casale, aziende di Summonte, il paese dei cognati
del ministro:Antonietta Lonardo (sorella di Sandra) e suo marito, il deputato
Udeur Pasquale Giuditta.

Ma torniamo un attimo agli spostamenti. La Porsche Cayenne (4000 di
cilindrata) di proprietà di Pellegrino Mastella fa benzina per 2.000euro al
mese, cioè una volta e mezzo quello che guadagna un metalmeccanico.

Sapete dove? Al distributore di San Giovanni di Ceppaloni, vicino a
Benevento, che sta proprio dietro l'angolo della villa del Ministro,
quella con il parco intorno e con la piscina a forma di cozza. E
sapete a chi va il conto? Al giornale Il Campanile, che sta a Roma. Miracoli dell'ubiquità.

La prossima volta vi racconto la favola della compravendita della
sede del giornale.
A quanto è stata comprata dal vecchio proprietario, l'Inail, e a
quanto è stata affittata all'editore, Clemente Mastella. Chi l'ha
comprata, chiedete?

Due giovani immobiliaristi d'assalto: Pellegrino ed Elio Mastella.



Mauro Montanari-Corriere d'Italia/News ITALIA PRESS

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