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Blog aperto il 16/08/2005


GEMELLI
Chiacchiera, scrive, legge, parla ingrese, domanna, vede, compera, sbaratta,
svolazza, guida, interpreta, contatta, telefona, s'empiccia ma è cortese.
Facile, svelto, fino testa matta, sorte, ritorna, gioca, va' pe' spese,
se fa cinque, sei viaggi drent'un mese, quarziasi cosa già l'ha vista e fatta.
Cammia lavoro, donna, veste, umore, tie' le fette in du' staffe:
è opportunista; nun je chiede costanza ne l'amore.
È spiritoso, ironico, ballista, giovanile, ne fa d'ogni colore.
Si s' ammala è ai pormoni e se rattrista
.



In Italia è molto duro essere un intellettuale di destra.
Quelli di sinistra non ti leggono
perchè sei di destra,
quelli di destra non ti leggono
perchè non leggono niente!!!
Marcello Veneziani
 


Scriviamo per farla finita con noi stessi, ma con il desiderio di essere letti, non c’è modo di sfuggire a questa contraddizione. E come se annegassimo urlando: “Guarda, mamma, so nuotare! “. Quelli che gridano più forte all’autenticità si gettano dal quindicesimo piano, facendo il tuffo d’angelo: “Vedete, sono soltanto io!”. Quanto a sostenere di scrivere senza voler essere letti (tenere un diario, per esempio), significa spingere fino al ridicolo il sogno di essere contemporaneamente l’autore e il lettore. (D.Pennac)

"Amo: la parola più pericolosa per il pesce e l'uomo"
Groucho Marx

Livietta: la nuova arrivata!

Cesare: il mio ex-attempato amante
(ci ha lasciato alla veneranda età di diciotto anni!)

Diva: la gatta della mia adolescenza:trovatella, un po' furastica.

Conan: il mio bellissimo, completamente
 pazzo, gatto americano (stroncato dalla leucemia  a soli due anni)
Benigni dixit:" Se su dieci persone ci sono sei operai, tre impiegati e un ricco. Perchè alle elezioni vince sempre il ricco? Allora o ci sono brogli elettorali o il popolo è stupido"

Paolo Rossi: "La fuga dei cervelli. Un bel problema: i cervelli fuggono e i corpi rimangono qui a fare il ministro o il politico..."

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, nè più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perchè con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perchè sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
(E.Montale)

Messico 1984: il più bel viaggio della mia vita

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16 novembre 2010

Grazie, signore, grazie!!!!!





Oggi una signora accanto a me in piscina durante la lezione di acquagym (si parlava di donne/uomini di una certa età con uomini/donne molto, ma molto più giovani - amena discussione nata dalla constatazione delle grazie di un giovane nuotatore di 23 anni): "Ahhh, a me, una volta Berlusconi mi piaceva tanto per quel suo modo di fare di essere...(io in preda a un conato di vomito), ma ora mi fa proprio schifo!!!" .....Grazie signore, grazie!!!!

20 aprile 2010

Vi prego, salvate la miosfera di Stefano Benni

ALLEGRETTO 

Vi prego, salvate la Miosfera 

di STEFANO BENNI


UN preistorico vulcano islandese erutta e tutto il modernissimo traffico aereo è bloccato. Ma l'Italia sembra far parte di un'altra galassia e pensa solo alle sue piccole beghe. Il fifone schiva-processi dice che la mafia è un'invenzione dei media e Dell'Utri è un cartone animato. Bossi dà la colpa della nube alla crisi monetaria islandese e reclama le banche del Polo Nord.

Bertone è alla ricerca di un'analogia tra i crateri e i sodomiti. Bersani dice, si sciolgano pure i ghiacciai, basta che non si vada al voto. E alla fine il ministro Matteoli se ne esce con una proposta geniale: nessuno viaggi. Abbiamo capito perché è ministro.

Il terremoto di Haiti dopo una settimana è sparito dai media, ma al suo posto impazza una catastrofe ben peggiore: Minzolini e colleghi che si accapigliano sul milione di telespettatori perduti. Intanto abbiamo nuovi sismi in Nuova Guinea Afghanistan e Cina, ma l'argomento è logoro, non interessa più.
E dire che di problemi ambientali ne abbiamo anche noi. La penisola italica sembra snella ma è obesa. Con l'Alta Velocità possiamo schizzare da Roma a Milano in tre ore e due pacchetti di biscottini. Ma attraversarla per il largo da Roma a Cesena è come affrontare il Sahara. I cantieri della Salerno-Reggio Calabria sono patrimonio archeologico, al posto degli autogrill potrebbero avere dei nuraghi. Le autostrade a pagamento sfavillano di asfalto drenante, ma quando piove un terzo delle strade normali frana o è inagibile.

L'acqua sarà il business del futuro, è già pronta la privatizzazione con relativa spartizione. Ci sarà l'acqua Padana, metà Po metà Tevere, perché la Lega ha il cuore a nord ma l'esofago a Roma. Poi avremo Pidiella, l'acqua che combatte la renella e gli avvisi di garanzia. L'Acquafini che fa digerire i magoni e ripristina l'obbedienza. L'acqua Centrorosso, con lieve percentuale alcolica per far finta che le elezioni siano state un trionfo. Infine l'Acqua del sud, che essendo la mafia un'invenzione televisiva, sarà imbottigliata da Maria De Filippi.


In quanto all'aria le nostre città sono avvelenate dallo smog ma è tutto un fiorire di Ecomaratone, Vivilabici, Corricheseisano, Domenica Respira. Una o due volte all'anno migliaia di cittadini in tuta e scarpette testimoniano la loro volontà di sopravvivere. Ma il giorno dopo Domenica Respira c'è già Lunedì Ansima e poi Martedì Strozzati. È uscito anche un decalogo "per attraversare bene una città", come a dire, la colpa non è dell'inquinamento, ma dei cittadini idioti che non sanno respirare. In quanto alla Fiat, ha le auto elettriche pronte ma finché c'è il petrolio mancano le prolunghe.

E tra poco riavremo il nucleare. Verranno costruite solo centrali della moderna terza generazione. Vuole dire che ci devono guadagnare almeno tre grosse industrie. Nessuno ha proposto di costruire una nuova generazione di edifici scolastici, non si guadagna abbastanza.

Tutto questo testimonia che, di fronte a un emergenza ambientale senza precedenti, l'Italia continua a mostrare scarsissima conoscenza e coscienza ecologica. Ci sono singoli parlamentari, associazioni benemerite, comitati di cittadini, qualcuno come Grillo o Vendola che ci sta provando. Ma il partito verde italiano è sempre stata la cenerentola dei partiti verdi europei.

Tutti sentiamo parlare di pale eoliche e pannelli solari, ma le pale restano ferme, e sul fotovoltaico c'è un caos di leggi, di certificazioni improvvisate e di confusione sui costi. Sui nostri tetti l'unica cosa che trionfa è la parabolica.

Camion e navi con rifiuti tossici non hanno smesso un istante di attraversare i nostri territori e il nostro mare. Basta pagare una multa e si riparte. E la nostra prevenzione incendi è al livello di quella degli eschimesi.
Forse c'è una spiegazione. Forse l'Italia si è affezionata all'immagine di qualcosa di sporco, franante, disordinato, e guasto. Le nostre bellezze devono avere un contrappunto fetente, per venire incontro alle aspettative ai turisti. Che infatti fotografano con la stesso interesse i nostri quadri e la spazzatura per strada.

Eppure la parola "pulito" salta fuori in ogni nuovo slogan, iniziativa, e palingenesi. Berlusconi si è promozionato ripulendo una parte di Napoli, poco importa che adesso tutto stia tornando come prima. Le gallerie ferroviarie "ecostabili" della Roma-Bologna hanno distrutto i torrenti dell'Appennino, ma non sentirete mai un'amministrazione rossa protestare per questo scempio. Andate sullo Jonio e vedrete che per un ecomostro abbattuto, un altro sta spuntando.

Chi ci difende da questo massacro mafioso-cementizio? I geologi, i sismologi, i metereologi sono ormai post-esperti. Nel senso che vengono ascoltati solo dopo i disastri. Sarebbe bellissima una trasmissione televisiva in prima serata col titolo "Io l'ho visto" in cui si denunciano i pericoli e i guasti del dissesto idrogeologico e si indica come intervenire subito. Ma i disastrologi devono constatare, non inquietare. E i più furbi tra loro hanno un argomento rassicurante, che garantisce un nuovo passaggio in televisione: dicono "è vero, è un disastro ma è già successo nel 1937". Verrebbe voglia di farsi trovare a letto con la loro moglie dicendo "quello che lei pensa è vero ma non si arrabbi, è già successo nel 1998".

Il vulcano, dicono gli scienziati, non è una malvagia anomalia, ma un motore della biosfera. In questo caso il prefisso "bio" viene usato seriamente: ma ormai non c'è prodotto che non esibisca queste tre lettere come pennacchio. Da biogas si è passati a bioyogurt, biomassaggio, biodentifricio e anche biopannolino per bioculi grandi e piccini. Quando si tratta di vendere, sono tre lettere magiche. Quando però si parla di biosfera, cioè di un organismo che non si può vendere, ma che si dovrebbe difendere dalla sfrenatezza economica, il discorso cambia. Ogni istanza ecologica diventa biochiacchiera apocalittica. E i giapponesi con cinica serietà scientifica ci informano che la crisi totale della biosfera è già in atto, e scommettono chi sul 2013 chi sul 2050. Non è un dubbio cosmico come "chi vincerà lo scudetto", ma varrebbe la pena di rifletterci.
Fortunatamente per i dirigenti italiani le tre lettere sacre non sono bio, ma "mio", la miosfera del privilegio e dell'impunità. Quel vulcano è un rompiballe, che probabilmente ha dentro al cratere un ritratto di Che Guevara. Dimentichiamolo in fretta.

Recentemente Obama ha detto che entro il duemilatrenta l'uomo deve assolutamente andare su Marte. Ci viene un dubbio: lo ha detto per desiderio scientifico o sta preparando un'arca di Noè? Sarebbe bello se l'inevitabile nube islandese ci spingesse a pensare alle nubi evitabili del nostro futuro. Ma la fine del mondo sembra ormai l'ultimo grande spettacolo che ci è rimasto. Non conviene rinviarla, abbiamo già venduto tutti i biglietti. 


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permalink | inviato da Gattara il 20/4/2010 alle 9:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

17 gennaio 2010

Quanto mi fanno schifo!!!

Il ricco sovrano e i sudditi disoccupati

di Diego Tomasoni

Merita decisamente attenzione il recente dossier pubblicato dal settimanale L’Espresso in questi giorni. Mai troppo indulgente nei confronti delle politiche dell’attuale Governo, questo settimanale noto per la sua serietà e per la criticità quasi anglosassone delle sue pubblicazioni, ha redatto un’analisi dei conti della cosiddetta “reggia” del Presidente del Consiglio. A pochi mesi dalle elezioni regionali che vedranno di nuovo in azione anche il Premier, sempre presente quando c’è da infiammare le piazze con promesse elettorali quali il taglio delle tasse (poi smentito), credo sia doveroso rendere note le spese effettuate da Palazzo Chigi per informare i cittadini (ed elettori) sul modello di governo che persegue il Cavaliere e i suoi sottoposti.



Un milione di euro bruciati all’anno e 1.400 persone di troppo. E’ questa l’impietosa conclusione con cui l’articolo dell’Espresso spalanca gli occhi dei lettori su uno scenario imbarazzante. Cerchiamo di fare un breve riassunto delle parti più importanti in modo tale da sottolineare la gravità di questo scandalo tutto italiano.

1.Le spese della reggia: dai 3 miliardi 621 milioni del 2006 siamo passati ai 4 miliardi e 294 milioni del 2008, in attesa del possibile record per il 2009. Circa il 70% di queste spese va ad alimentare gli organi della politica ordinaria, mentre il restante 30% è invece destinato al funzionamento dell’apparato. Cifre del genere farebbero impallidire perfino Buckingham palace, dove i “reali” esistono per davvero.

2.Retribuzioni anomale: nella vita di tutti i giorni ogni operaio, impiegato o collaboratore sogna di avere lo stipendio da dirigente. Nell’organico del Cavaliere questo sogno è realtà. Ecco come segretarie dell’esecutivo percepiscono stipendi da dirigenti, gentilmente offerti dal contribuente. E’ il caso della storica segretaria di Silvio, Marinella Brambilla, che per fare un esempio è assunta con lo stesso titolo di Manlio Strano, autore di saggi su riviste giuridiche e persino del regolamento interno del Consiglio dei Ministri, nominato dal governo consigliere della Corte dei Conti. Con lei anche altre collaboratrici sono state elevate al livello di superdirigenti generali, come Lina Coletta, segretaria di Gianni Letta, Maria Serena Ziliotto, assistente del sottosegretario alle Politiche per la famiglia Giovanardi, Patrizia Rossi, curatrice dell’agenda del sottosegretario allo Sport Rocco Crimi. Strano che Brunetta non dica nulla in contrario.

3.Incarichi operativi inutili: L’Espresso ha reso noto che dei 4.500 collaboratori presenti a Palazzo Chigi, un vero esercito, almeno 1.400 sarebbero impiegati in attività di dubbia utilità e pagati fior fior di soldi con stipendi sulla linea di quelli sopracitati, da veri nababbi. Anche in questo caso, lo stesso Brunetta dedito a “sculacciare” i lavoratori del servizio pubblico dovrebbe strapparsi i capelli per la coerenza.

4.Assunzioni e stipendi fuori controllo: il bilancio di Palazzo Chigi è indipendente e nutrito dal ministero dell’Economia attraverso un apposito fondo. Ecco dunque che in pochi anni si è passati da un organico di 3.063 persone (368 dirigenti e 2.695 impiegati) ad un esercito di ben 4.542. Tra questi collaboratori del nostro Governo spiccano poi alcune figure che, rivestendo ruoli cuciti su misura per loro, costano al contribuente un’enormità. I cosiddetti “dirigenti top” arrivano a percepire mediamente 180 mila euro l’anno, con alcune eccezioni. Una di queste è il famosissimo capo dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso, che porta a casa ben 280 mila euro in ottima compagnia e con il segretario generale Manlio Strano, 297 mila euro lordi in busta paga.

5.In tv a spese degli italiani: nota è la famelica presenza del Presidente del Consiglio in TV, anche solo per il semplice fatto che è il proprietario di ben 3 di esse. Meno note sono le spese che deve coprire lo Stato per soddisfare l’esigenza mediatica del Premier. Un esempio arriva dalle recenti vicende del terremoto abruzzese. Sono oltre 300 mila euro i soldi spesi per l’operazione mediatica a l’Aquila, tra computer presi incomprensibilmente in affitto a 250 euro al giorno e staff strapagati. Con quella cifra si potevano costruire immediatamente altri sei di quegli appartamenti da 50 metri quadri consegnati ai primi terremotati. Secondo le stime dei documenti verificati dall’Espresso, in soli 17 mesi di governo questi eventi mediatici sono costati circa 5 milioni di euro contro i 150 mila spesi da Romano Prodi in 25 mesi del suo governo. E pensare che Prodi non poteva di certo chiedere uno sconto a Mediaset.
Questi sono dunque solo alcuni dei punti su cui riflettere. Mentre l’Italia è sempre di più attanagliata da pressanti esigenze generate da una realtà lavorativa allo sbando, con migliaia di padri di famiglia senza impiego e in stato di povertà, apprendere delle esose spese del Cavaliere per i suoi bisogni mediatici e politici lascia quanto mento perplessi. In questi giorni nel quale anche 3 ministri erano concentrati nell’evento commemorativo di Bettino Craxi ad Hammamet, probabilmente qualche malizioso potrebbe aver consigliato loro di cercare in zona una bella casa da affittare. Non sia mai che qualche italiano voglia emulare quelli che lanciarono le monetine contro il latitante socialista. Ma erano altri tempi con altri programmi TV.

17 dicembre 2009

Clima di violenza? Secondo me è un'invenzione"

Clima di violenza? Secondo me è un'invenzione"

di Claudio Sabelli Fioretti (http://www.sabellifioretti.it)
 
Che cosa si intende per gettare acqua sul fuoco? Generalmente vuol dire ammorbidire le tensioni, non rispondere alle provocazioni, evitare di alzare il livello dello scontro. Dire che in Italia c’è la guerra civile è abbassare il livello dello scontro? Dire che in Italia c’è violenza è ammorbidire le tensioni? Ci sono molte trasmissioni televisive in cui vengono invitati noti mestatori e poi ci si lamenta se tutto finisce in rissa. Oppure basta invitare due che si odiano. Vuoi casino? Inviti Di Pietro e Bondi e hai l’audience assicurata. E se proprio vuoi la prima guerra mondiale chiami anche Travaglio, Ghedini, Feltri, Donadi e Castelli.Questo lo pensavo fino a ieri.
 
Poi ho visto Ballarò e mi sono ricreduto. Si parlava ovviamente di Tartaglia e di Berlusconi. Per il fronte berlusconiano c’erano i soliti: Belpietro, Castelli, Gelmini. Per il fronte avversario c’erano Concita De Gregorio, Stefano Rodotà, Nicki Vendola e Enrico Letta. Gente pacata, aplomb britannico, toni sommessi. Anche troppo. Mi dicevo: oggi niente rissa. Sbagliavo. Il berlusconiano è rissoso di suo. Riesce a litigare anche senza nessuno davanti. Alza la voce anche nel silenzio più assoluto. Non c’è bisogno di Di Pietro per scatenare gli animi.
 
Il trio Gelmini-Castelli-Belpietro si è scatenato come alla battaglia di Trafalgar. Ma vediamo il discorso sul clima di violenza. Secondo me è un’invenzione. Certo, c’è una forte contrapposizione politica, c’è un’Italia spaccata in due, c’è una polarizzazione esasperata. Ma violenza è un’altra cosa. Il fatto che uno squilibrato abbia colpito il premier è gravissimo. Soprattutto perché tutto questo è stato possibile. Bisognerebbe aprire il dibattito sulle scorte e sulla sicurezza. Ma già una volta uno squilibrato tirò un oggetto, un cavalletto, contro Berlusconi. Il Cavaliere disse: “Ahia”. Non si fece male e non si scatenò la buriana che si è scatenata in questi giorni. Allora il problema è: c’è violenza solo quando il colpo riesce e non quando fallisce? E se gli uomini della scorta fossero stati più efficienti e avessero bloccato il matto? C’è violenza solo quando le guardie del corpo falliscono il loro compito?
 
Insomma gli italiani non stanno preparando la guerriglia urbana. Lo stanno facendo solo i politici, i conduttori televisivi, i direttori dei tg. Lo stanno facendo quelli che, come Cicchitto, piduista, dall’alto della sua cattedra morale, in Parlamento fanno le liste di proscrizione e accusano Marco Travaglio di essere “un terrorista mediatico”. Lo stanno facendo quelli che “demonizzano” Di Pietro accusandolo di tutti i mali del mondo. E anche quelli che se la prendono con una persona dotata di buonsenso come Rosy Bindi. E pensare che finora si diceva che la sinistra demonizzava Berlusconi. Qui tutti demonizzano tutti. Ma la cosa peggiore non è la demonizzazione. E’ la questione odio-amore. Questione che sta in questi termini.
 
Berlusconi non fa altro che dirci che gli italiani lo amano. Ma l’altro giorno ha lanciato il drammatico interrogativo: “Perché mi odiano”. E’ proprio così. Berlusconi non crea indifferenza. O lo amano o lo odiano. E’ una storia bruttissima in politica. Soltanto nei Paesi a basso tasso di democrazia si ama e si odia il leader. Solo nelle dittature un leader desidera l’amore del suo popolo e si incazza quando scopre che non tutti lo amano e molti lo odiano. Solo nei regimi duri i Paesi vengono spaccati da un nome e da un volto. Nessuno vuole che Berlusconi muoia ma certo lui non fa nulla, tranne diffondere sondaggi, perché le tensioni svaporino. Nemmeno io, ovviamente, desidero che facciano del male al Cavaliere, ma rivendico, anche in questi momenti di tensione, il diritto di continuare a criticarlo, di dire che anche lui contribuisce ad alimentare il clima di tensione senza per questo essere definito un “terrorista mediatico”.
 
E se, come ha fatto Di Pietro, dico che se il clima non si svelenisce, c’è il pericolo che qualcuno passi all’azione violenta, non voglio che qualcuno mi indichi come il “mandante” di qualsiasi ignominia. Qualcuno potrebbe dire: ma in che senso il Cavaliere che vuole essere amato da tutti può essere indicato come responsabile del clima di tensione? Io ricordo bene: Berlusconi è sceso in campo, disse, per impedire che i comunisti andassero al potere. Che razza di programma è? Non è forse un progetto di polarizzazione politica? Non è indicare nemici invece che avversari? E la paranoia dei “comunisti”? Accusare chiunque lo critichi di essere comunista, orribile offesa nel pensiero del premier, non è demonizzare l’avversario? E dare del coglione a chi non lo vota che c’entra con il desiderio di essere amato? E perdere il tempo a criticare l’opposizione invece che governare serve ad abbassare i toni? Perfino Confalonieri, il suo amico di sempre, che lo conosce bene, quando l’ho intervistato, ha ammesso che i comunisti non esistono più, che Berlusconi lo sa benissimo e che si tratta di una strategia di marketing politico.
 
16 dicembre 2009

 

26 ottobre 2009

Perchè...

...per Marrazzo si profila anche il reato di peculato se, per andare dal trans, ha usato l'auto blu e per Berlusconi che caricava su voli di Stato Apicella e ballerine di flamenco diretti a Villa Certosa no?????

28 giugno 2009

Il politico più ingenuo del mondo....

Siccome siamo tutti inesperti, noi per primi, ci siamo appuntati tutti i dubbi, le perplessità e i quesiti dei vostri commenti, li abbiamo sottoposti a chi si sta occupando della campagna abbonamenti e abbiamo preparato qualche risposta che speriamo esaustiva...



Signornò
da l'Espresso in edicola


Da quando, in via del tutto ipotetica, il suo on. avv. Niccolò Ghedini l’ha definito “utilizzatore finale” di prostitute a sua insaputa, Silvio Berlusconi si staglia come il politico più ingenuo o più sfortunato della storia dell’umanità. Dal 1974 al 1976 ospita nella villa di Arcore un noto mafioso, Vittorio Mangano, intimo del suo segretario Marcello Dell’Utri e già raggiunto da una dozzina fra denunce e arresti, ma lo scambia per uno stalliere galantuomo: anche quando glielo arrestano due volte in casa. Dal 1978 (almeno) al 1981 è iscritto alla loggia deviata P2, convinto che si tratti di una pia confraternita. Dal 1975 al 1983 le finanziarie Fininvest ricevono l’equivalente di 300 milioni di euro, in parte in contanti, da un misterioso donatore, ignoto anche al proprietario: infatti, dinanzi ai giudici antimafia venuti a Palazzo Chigi per chiedergli chi gli ha dato quei soldi, si avvale della facoltà di non rispondere.

Negli anni 80 l’avvocato David Mills crea per il suo gruppo ben 64 società offshore nei paradisi fiscali, ma lui non sospetta nulla, anzi non sa nemmeno cosa sia la capofila All Iberian. Questa accumula all’estero una montagna di fondi neri che finanziano, fra gli altri, Bettino Craxi (23 miliardi di lire) e Cesare Previti (una ventina). Previti, avvocato di Berlusconi, ne gira una parte ai giudici romani Vittorio Metta (nel 1990) e Renato Squillante (nel 1991), ma di nascosto al Cavaliere. Il quale però s’intasca il gruppo Mondadori grazie a una sentenza di Metta, corrotto da Previti con soldi Fininvest. Nei primi anni 90 il capo dei servizi fiscali del gruppo, Salvatore Sciascia, paga almeno tre tangenti alla Guardia di finanza. E nel 1994, quando la cosa viene fuori, il consulente legale Massimo Berruti tenta di depistare le indagini dopo un incontro a Palazzo Chigi col principale. Ma questi non si accorge di nulla (“giuro sui miei figli”). Nemmeno quando Sciascia e Berruti vengono condannati, tant’è che se li porta in Parlamento. Nel 1997-’98 Mills, testimone nei processi Guardia di Finanza e All Iberian, non dice tutto quel che sa e lo “salva da un mare di guai” (lo confesserà al commercialista). Poi riceve 600 mila dollari dal gruppo di “Mr. B”. E Mr. B sempre ignaro di tutto (rigiura sui suoi figli).

Di recente si scopre che il Nostro, nell’ottobre scorso, prese a telefonare a Noemi, una minorenne di Portici, proprio mentre il suo governo varava una legge per stroncare la piaga delle molestie telefoniche (“stalking”). Ma lui scoprì che era minorenne solo quando fu invitato al suo diciottesimo compleanno. Ora salta fuori che Patrizia D’Addario, che trascorse con lui una notte a Palazzo Grazioli, è una nota “escort” barese, pagata da un amico del premier (l’”utilizzatore iniziale”?). Ma lui non ne sapeva nulla, tant’è che in quel mentre il suo governo varava una legge per arrestare prostitute e clienti. E’ sempre l’ultimo a sapere. Può un uomo così ingenuo, o sfortunato, o poco perspicace, fare il presidente del Consiglio?
(Vignetta di Natangelo)

2 giugno 2009

A pensar male, ci si azzecca sempre!

Sarò maligna , ma i servizi sui tg nazionali, oggi all'ora di pranzo, grondavano propaganda pro-berlusconiana. Silvio si getta con il suo sorriso a quarantaquattro denti, in un bagno di folla ,che lo acclama e che grida: "Resisti! Non mollare!". E poi la scena imabarazzante del bambino, che, guarda caso, chiede a Papi Silvio se andrà alla sua festa di compleanno, offrendogli un assist di tutto rispetto. Egli, infatti, non si attarda a rispondere che ultimamente per lui andare a feste di compleanno e di battesimo è diventato un po' difficile...e chiosa:"Comunque fai il bravo. Come ti chiami?" "Francesco" risponde il piccolino. E ancora lui:"Beh, se ti va scrivimi, non si può mai sapere!".
Mio padre stasera, commentando la scena ha solo detto:"Anche Mussolini faceva così!". E mio padre è uno che se ne intende!.

23 marzo 2009

Sono preoccupata...

In questo articolo de "La stampa" si annuncia un dramma, di cui poi non si dà nessuna ulteriore spiegazione (Com'è? Non c'era più posto nell'impaginazione?): Berlusconi,nell'ultima dichiarazione, ha dichiarato redditi dieci volte inferiori rispetto alla precedente denuncia. La crisi colpisce anche lui? Dovremmo preparare una questua??? Come mai il giornalista non si è preoccupato di questo dato catastrofico appena accennato nel titolo???

25 febbraio 2009

Come mai di questo governo non mi piace proprio niente??

Invidio l'America. Oggi maggioranza ed opposizione hanno applaudito il primo discorso di Obama in Parlamento: e d'altronde come si può non essere d'accordo con chi parla di ecologia, finanziamenti a favore di scuola e sanità pubblica?
Stamattina sono stata a fare il solito controllo di prevenzione oncologica ed ho scoperto che, per i tagli alla sanità ("nel Lazio" ha tenuto a precisare il medico che aveva "Libero" in bella vista sulla propria scrivania) probabilmente dovrò continuare a fare controlli in un'altra struttura, perchè lì il servizio è stato eliminato. Altre strutture dove si allungheranno le liste di attesa per ecografie, mammografie etc.etc.
E' triste così pensare che non c'è una sola decisione che mi piace di questo governo: domani probabilmente sulle intercettazioni chiederanno la fiducia (ma non erano loro che strillavano tanto le poche volte che l'ha chiesta anche Prodi?); Berlusconi ha firmato con Sarkozy un accordo sul nucleare senza ricordarsi minimamente che gli Italiani hanno votato contro in un referendum; la scuola...che ne parliamo a fare ancora?????

20 febbraio 2009

SE IL CASO MILLS FOSSE SCOPPIATO IN USA....

Repubblica — 19 febbraio 2009 pagina 1 sezione: PRIMA PAGINA
«ALLORA, fammi capire - mi ha scritto un mio collega giornalista americano - viene condannato per corruzione il coimputato del primo ministro ma si dimette il capo dell' opposizione. Che strano Paese, l' Italia». Poi, mi chiama più tardi un' altra collega americana che chiede, «ma è possibile che non avrà conseguenze gravi la condanna di David Mills?». «DOPO tutto - aggiunge - se Berlusconi non avesse fatto passare il Lodo Alfano sarebbe stato condannato anche lui? Come spieghi il fatto che cose di questa gravità passano come se nulla fosse?». Prima, ricapitoliamo i fatti principali. Nel febbraio 2004, David Mills, l' avvocato britannico di Berlusconi che si occupava dei conti "off-shore" della Mediaset, i conti cosidetti "very discreet," per operazioni finanziarie segrete e forse illegali, mette penna su carta. Impaurito dalla possibilità di essere colto in fallo con un pagamento di 600.000 dollari non dichiarato al fisco inglese, decide di spiegarne l' origine al suo fiscalista. Spiega che i soldi erano un regalo o un prestito a lungo termine per il silenzio nei vari processi di Berlusconi che chiama sempre B.o Mr. B. Il fiscalista, per non essere complice di un reato, passa la lettera alle autorità britanniche, le quali a loro volta, informano la magistratura italiana. Quindi, il processo nasce non da una caccia alle streghe dei giudici italiani ma da una comunicazione di un reato denunciata nel Regno Unito alla quale la magistratura ha dovuto rispondere. Mills conferma ai magistrati italiani il contenuto della sua lettera. Solo in un momento successivo, quando si accorge forse di essere in guai ancora più gravi, ritratta le sue dichiarazioni e dice di aver avuto i soldi da un' altra parte. Evidentemente il tribunale di Milano ha trovato più convincente la prima versione e l' ha condannato. Nel processo originario, Berlusconi era coimputato con Mills e con buona probabilità, dato l' esito del processo, sarebbe stato condannato anche lui se il suo governo, con grande tempestività, non avesse varato il Lodo Alfano che protegge il primo ministro da qualsiasi processo penale durante il suo mandato. Che un caso così grave (un primo ministro che rischia la condanna per aver corrotto un testimone al fine di evitare, forse, altre condanne - falsando completamente il sistema giudiziario - e poi si toglie dai guai usando il Parlamento per farsi leggi ad personam) passi quasi inosservato, desta stupore e incredulità nel pubblico americano. Dopotutto, quando il governatore democratico dell' Illinois viene scoperto a promettere favori in cambio di denaro, viene espulso dall' assemblea sia dai democratici che dai repubblicani. Quando l' uomo scelto da Barack Obama per riformare la sanità americana, Tom Daschle, viene scoperto nei guai con il fisco, il presidente è costretto ad allontanarlo. Allora, come si spiega la mancanza di risposta in Italia? In parte, bisogna partire da lontano; con l' unità d' Italia, lo Stato visto come un' imposizione; l' abitudine di guardare la legge con sospetto come strumento di potere, evitata dai potenti, interpretata per gli amici e applicata ai nemici. Ma questo è solo lo sfondo, non spiega tutto. Ricordiamoci, l' opinione pubblica era massicciamente a favore della magistratura ai tempi dell' inchiesta Mani Pulite quando Berlusconi è sceso in campo. Ma in un paese normale, non avrebbe mai potuto farlo essendo ancora proprietario di tre grandi reti televisive. Sarebbe stato messo fuori gioco dai soldi a Craxi, dalle tangenti alla Guardia di Finanza, anche se i processi non hanno portato a condanne. O dal caso Previti: per conto di chi l' avvocato Previti ha corrotto il magistrato Renato Squillante? O dal caso Dell' Utri: per chi ha lavorato Marcello Dell' Utri in tutti gli anni in cui ha intrattenuto rapporti con esponenti importanti della mafia? Si potrebbe andare avanti per molti paragrafi. Ma ovviamente, la risposta è più complessa. Una delle più grandi prestazioni di Berlusconi (se le possiamo chiamare cosi) è di aver sistematicamente smantellato Mani Pulite. Per ogni guaio giudiziario del Cavaliere e della Mediaset, partiva un attacco feroce contro i giudici. Venivano fatte sistematicamente delle accuse gravissime - che andavano dalla corruzione all' assassinio, contro Di Pietro, Borrelli, Caselli, contro altri magistrati di punta come Piercamillo Davigo e Gherardo Colombo. E poi i vari casi Mitrokhin e Telekom con le accuse di megatangenti a Romano Prodi e Piero Fassino. Il fatto che queste accuse siano tutte crollate non importa. Creava l' apparenza, falsa, di un' equivalenza morale. Così fan tutti. La raffica di accuse e contro-accuse crea una tale confusione che l' elettore medio ha deciso di non tenere conto delle questioni giudiziarie e morali. La retorica antipolitica di Berlusconi ha aggravato il già diffuso cinismo degli italiani da cui trae beneficio politico. Con abilità brillante, riesce a governare il paese per anni in una fase di netto declino ma riesce a presentarsi come l' uomo dell' opposizione alla politica. Peggio va, meglio è per lui, un sistema perfetto - per ora. In tutto questo ha un ruolo estremamente pesante il mondo dell' informazione. Appariva in prima pagina e all' inizio dei telegiornali la conferenza stampa in cui Berlusconi ha dichiarato, cimice in mano, di essere stato spiato - il delitto politico più grave dopo il Watergate. Ma la notizia che era tutta una bufala è stata riportata come una notizietta. Ho suggerito un piccolo esame alla mia collega americana che chiedeva perché il caso Mills non avrebbe inciso nel dibattito italiano: vediamo se il Tg1 o il Tg2 riportano o citano la lettera di David Mills, la pistola fumante del processo. Qualsiasi resoconto del processo avrebbe l' obbligo di spiegare su quale base un tribunale della Repubblica ha condannato qualcuno di un reato molto grave. Se c' è un' informazione libera in Italia i tg menzioneranno almeno l' esistenza della lettera. Ma i due grandi Tg della Rai hanno sepolto la notizia con dei brevi servizi in mezzo al programma e nessuno ha spiegato sulla base di quali prove è stato condannato l' avvocato Mediaset. Ho saputo che il servizio ha rischiato addirittura di non esserci. La sede di Milano della Rai non ha neppure mandato una troupe al tribunale per fare un servizio. Hanno spiegato i dirigenti che senza Berlusconi come imputato non aveva nessuna importanza nazionale, aggiungendo figuriamoci dopo i risultati in Sardegna. Solo dopo la protesta dei giornalisti e il loro sindacato - e per evitare uno scandalo - si è fatto qualcosa, ma a quell' ora la Rai ha dovuto comprare il filmato da una troupe privata. Ormai i giornalisti dei tg sono talmente condizionati che diventa prassi normale tacere su notizie imbarazzanti o sgradevoli. Berlusconi ha detto un giorno a Marcello Dell' Utri: "Non capisci che se qualcosa non passa in televisione non esiste? E questo vale per i prodotti, i politici e le idee." E' anche per questo che in Italia il caso Mills non esiste o quasi. - ALEXANDER STILLE

24 novembre 2008

Grillo ha iniziato così...

 




Discorso di Robert Kennedy, 18 marzo 1968, Università del Kansas
:

"Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.
Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto nazionale lordo (PIL).
Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti.
Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese.
Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere Americani
."

Non conoscevo questo discorso di Kennedy: ora mi è più chiaro perchè l'hanno ammazzato.
Poi un Grillo in piena ha proseguito, facendo vedere quanto fosse falsa la notizia dei fischi, che avrebbe ricevuto a Bologna, chiarendo poi che non gli è stato detto che le firme ai suoi referendum non sono valide, ma solo che si deve presentare per un "contradditorio" ( e si è chiesto cosa voglia dire). Poi ha proseguito con le sconvolgenti mappe dei poteri forti, le banche, ma anche gli immani guadagn, che vengono dall'industria della "mondezza", da Roma alla Campania, e dalla costruzione degli inceneritori.
La parte più interessante è stata quella dedicata ai temi ambientali: dall'incredibile costo (e inutilità) delle centrali nucleari all'inefficenza termica delle nostre case ( giustamente dice che le nostre auto sono all'avanguardia, ma le nostre case sono ancora molto indietro), mostrando tutta una serie di sistemi (diffusi in Europa, ma non qui da noi) che fanno risparmiare energia, acqua e, addirittura, detersivi (a questo proposito mostra una palla in vendita  su internet e dà la ricetta per fare il detersivo per la lavastoviglie con limoni e sale grosso). Insomma, al di là di tutto, una vera miniera di informazioni su come difendersi dai loschi giri delle banche, rispettare l'ambiente e risparmiare. Riguardo i partiti esprime ormai la sua totale disillusione: PD è un PDL senza L e l'unica vera opposizione è quella di Di Pietro, l'unico a sollevare il problema costituzionale del Lodo Alfano, l'unico a tuonare contro il processo Mills. Tutto il resto sono "pizzinni" che sinistra e destra si passano, perchè, come diceva mia nonna, "tra cani non si mozzicano".
In conclusione una serata educativa, alla quale tutti gli Italiani dovrebbero assistere per svegliarsi da questo torpore e disillusione che non li fa più scandalizzare riguardo a nulla!

19 novembre 2008

La prima foto con il suo amico Obama....

11 novembre 2008

Striscioni.....


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7 novembre 2008

Da un lato parole al vento, dall'altro (io) senza parole

 

Allora non è solo la sinistra che ce l'ha sempre e solo con lui....ah, scordavo: i giornali sono tutti comunisti!


Parole Berlusconi su Obama, sul New York Times 1.200 commenti

Il quotidiano riporta parole del premier, i cittadini protestano
.
© APCOM
Roma, 7 nov. (Apcom) - Il primo ministro italiano Silvio Berlusconi "lo ha fatto di nuovo". Il New York Times inizia così il suo articolo di oggi in cui riporta il commento su Barack Obama che il premier ha fatto a Mosca a margine del suo incontro con il presidente Dmitri Medvedev. "E' bello, giovane e abbronzato", ha detto Berlusconi del neo presidente statunitense.
Dichiarazioni che hanno provocato la reazione stizzita dell'opposizione in Italia, mentre sul sito del New York Times sono stati pubblicati i commenti di quasi 1.200 persone.
"Gli americani non hanno bisogno di alcun cittadino straniero che faccia commenti sulla razza del presidente eletto", scrive tra l'altro un utente che si firma 'Roz'. "La razza di Obama non dovrebbe essere mai oggetto di alcuna battuta. Serve rispetto", si aggiunge. "Berlusconi dovrebbe fare in modo che Dio lo salvi da sé stesso; è stato un imbecille tutto il tempo", scrive invece 'Kindame', mentre 'Cicero' afferma che "il fatto che Berlusconi pensi che 'giovane, bello e abbronzato' siano le sole qualità necessarie per avere un buon rapporto di lavoro con Dmitri Medvedev è una cosa più che bizzarra, e la dice lunga".
Dello stesso tenore anche i commenti lasciati da 'cremedelacreme' e 'Marco'. Nel primo si legge, tra l'altro, che "Berlusconi è uno dei politici più corrotti di tutti i tempi", mentre nel secondo si spiega che "il problema non è il vostro (degli americani, ndr) presidente, Obama. Il vero problema è il nostro presidente, Silvio Berlusconi. Dio benedica Obama".
Cep

5 novembre 2008

Sarò di parte, ma il suo discorso mi ha commosso



Un giovane di 43 anni. Di colore. L'America, come sempre nella storia, stupisce per la capacità di rinnovarsi completamente. Le sue parole sono state travolgenti, cariche di speranza e di energia. Speranza che la politica possa cambiare (anche qui) e non agire solo e soltanto in nome del dio Denaro. Che possa occuparsi dei deboli, dei diversi. Che possa offrire Salute e Scuola pubblica ad ognuno (le vere pari opportunità). Che possa salvaguardare sempre e come obiettivo primario l'ambiente.
Mi è piaciuto molto anche il suo avversario: ve lo immaginate qui un Berlusconi o un La Russa, che dice che Prodi è il suo Presidente? Che bisogna essere "orgogliosi" del nuovo presidente? Come al solito sembra proprio che anche gli uomini di destra all'estero siano migliori dei nostri politici(basti veder l'attacco di Sarkosy a Berlusconi per le sue querimonie riguardo le nuove regole europee sull'ambiente), chiusi nelle logiche bieche di partito, negli interessi corporativistici, nell'individualismo più sfrenato.....
Vedremo mai un Obama italiano? In questo momento, per noi, sono molto pessimista....

28 ottobre 2008

Un prof facinoroso si racconta

  Mi presento: sono un fannullone  al cubo. Dipendente statale, insegnante e, pure, napoletano.  
 È venerdì 24 ottobre, sono le 8,00 e mi trovo nel corridoio  di uno dei più prestigiosi licei cittadini. I miei passi rimbombano nel  totale silenzio. Gli fanno eco i tacchi e le suole dei miei colleghi che  s’affrettano a raggiungere le proprie aule. Su tutto la voce del preside  che ci invita a prendere le assenze entro le 8,10. A quell’ora i cancelli  – come ogni mattina – chiudono. E chi c’è c’è.
 Sono davvero sfaccendato. Penso che se mi vedesse Brunetta  crescerebbe di tre spanne per l’orgoglio d’avermi etichettato come merito.  Esco nel cortile della scuola a prendere una boccata d’aria. Fuori si  sente il vociare eccitato dei ragazzi che si organizzano. Su tutti un  megafono che impartisce disposizioni, poi partono i cori anti-Gelmini,  pro-scuola pubblica e così via. Lentamente i suoni s’affievoliscono e il  gruppo s’allontana. Una collega mi chiede che succede. «E’ la lotta,  bellezza!», le rispondo ironico. Qui i ricordi dello studente che fu e del  prof che sono si mescolano. In fondo – rifletto - è cambiato poco. In  compenso – però - è peggiorato tutto. Lo sguardo si smarrisce e la mente  si lancia in analisi impietose sulle cause di tanto sfacelo. È un  groviglio di cause, concorsi e sensi di colpa. D’improvviso l’analisi del  passato è interrotta dal presente che incombe. Al di là del cancello, due  miei alunni discutono animatamente col custode. Loro chiedono d’entrare  alla seconda ora, l’altro si appella al regolamento - quello del chi c’è  c’è - e dice no. Qui entra in azione il facinoroso, il comunista ed il  fannullone che – secondo chi ci governa – è in me. Intercedo col preside e  chiedo che ai ragazzi sia concesso di entrare. Riprendo il registro,  trascrivo il ritardo e inizio a fare lezione. Per un attimo penso a  Brunetta e mi rattristo per lui.
 All’intervallo – visto che il bar è chiuso - condivido i miei  crackers con gli studenti. È l’occasione per chiedere come mai hanno  cambiato idea e sono entrati. Il più audace mi confessa che la sera prima  ha sentito Santoro e si è convinto che la riforma è giusta. La compagna di  classe, che l’ha seguito per non lasciarlo solo, gli chiede: «ma, la  conosci?». «No, ma i comunisti non mi piacciono. Io sono di destra»,  chiosa lui. «Ma sai cos’è la destra», gli chiedo. E il ragazzo:  «Berlusconi!». Incalzo: «e poi?». «Il fascismo ed Hitler», prosegue.  «Allora sei fascista?», mi inalbero. «No, che c’entra…» mi risponde.  «Allora ti convince Berlusconi?», insisto. «Sì! Assolutamente», dice.  «Perché?», domando. «Perché se ha fatto tanto per sé, potrà fare qualcosa  anche per noi», afferma deciso. Proseguo: «Ma cosa ha fatto per noi?».  «Non so. Ma di certo ha tolto la monnezza da Fuorigrotta!», replica col  sorriso di chi ha assestato il colpo da match point. «Ma, questo, secondo  te …». La domanda resta sospesa, coperta ed interrotta dalla campanella.  L’intervallo è finito ed i crackers pure. Per mio conto torno a fare il  fannullone. Ripenso con tenerezza a Brunetta e lo immagino cresciuto di  sei spanne: oggi mi sono arricchito come sempre e sono stato pure più  fannullone che mai.

Lettera firmata
 
 27/10/2008

14 settembre 2008

Esuberi

 

La vignetta è della scorsa settimana e andrebbe aggiornata: ora si parla di 6000  esuberi in Alitalia. Nessuno ricorda che il governo Prodi all'inizio del 2008 aveva quasi concluso un accordo con Air France che prevedeva 2500 esuberi, ma che fu bloccato dal Berluskaiser (allora all'opposizione) che, con la scusa dei troppi esuberi, millantava tra l'altro di avere una fantomatica cordata italiana pronta a rilevare la nostra compagnia di bandiera. Viste le disavventure degli scalatori di quest'estate, possibile che non ci sia nessuno disposto ad accompagnare il nostro caro presidente del consiglio per una rilassante escursione sul K2? La cordata je la preparo io....

Questa, con accluso commento, me l'ha inviata per posta stamattina un mio corrispondente telematico. Devo dargli atto che è uno tra i pochi Italiani a farsi un po' due conti e ad avere un po' di memoria (al contrario della massa che sembra averla molto corta!). Di fronte a questa situazione e a quella della scuola vorrei chiedere a questa parte politica fortemente cara all'imprenditoria e con a cuore soprattutto l'economia del paese, come pensa, viste anche le ultime dichiarazioni della Gelmini ("il futuro degli 87.000 precari della scuola non è affar mio"), che l'economia del paese possa ripartire con una massa di gente che non ha lavoro sicuro e con un'altra massa di persone che teme (visti i precedenti) per quello che ha!

9 agosto 2008

Meno male che non mi trovavo a passare da quelle parti.....

 

incontro casuale nella piazza romana, poi i saluti di «buone vacanze»

Berlusconi galante con la Gelmini:
«Come sei bella, sembri una bambina»

I complimenti del premier al ministro dell'Istruzione in posa per un servizio fotografico a Campo dei Fiori

Il ministro Mariastella Gelmini (Afp)
Il ministro Mariastella Gelmini (Afp)
ROMA - Non perde la sua proverbiale galanteria il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, neanche in occasioni informali. Un esempio? Incontrando per caso a Campo dei Fiori, famosa piazza romana, il l ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, tra un abbraccio, una foto per l'occasione, e un reciproco «buone vacanze», il premier apostrofa il ministro con un «come sei bella, sembri una bambina».

SERVIZIO FOTOGRAFICO - Gelmini non si trova nella famosa piazza della Capitale per doveri istituzionali, ma, con i capelli raccolti, un vestito colorato stretto in vita, un po' anni '60, e scarpe con tacco alto, si ta facendo fotografare per un servizio giornalistico di un settimanale. A sorpresa si presenta anche il premier, lì per una passeggiata tra le bancarelle del mercato. Il ministro va incontro al premier augurandogli «buone vacanze». «Ma guarda un po', dai banchi di scuola alle piazze» esclama il Cavaliere. Poi, notando il look inusuale del ministro, aggiunge: «Guarda come sei bella, sembri una bambina». Prima di salutarsi, i due si prestano a una piccola passeggiata in favore di fotografi.



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5 agosto 2008

E allora...sotto il grembiule niente!






05 agosto 2008 - Gianfranco Pignatelli
Ci sono immagini ed azioni politicamente eloquenti. Prendete Palazzo Chigi. Nella sede istituzionale del governo, gli addetti alla comunicazione del premier hanno pensato bene di esporre un Tiepolo taroccato e manipolato.

Dov'è lo scandalo? Non nella copia: falso più, falso meno… Forse nella contraffazione che ha velato il seno? Non di certo. Nella città della Sistina oltraggiata dal bigottismo becero dell' Inquisizione un po' di restauratio moraleggiante non fa scalpore. Più, molto più eloquenti, sono la scelta dell'opera, il suo titolo ed il pittore. E chissà se non siano tutti lapsus freudiani. Nell'ordine: quel titolo, "la Verità svelata dal Tempo"; l'effimero autore, capace di destrezze ed inganni d'ogni sorta; la sua origine, guarda un po', rigorosamente del nord-est. Ancora una volta siamo di fronte ad una mera apparenza, una verità falsa e manomessa. Indicativa, poi, la sua collocazione: la sala per le conferenze stampa. Il luogo per i monologhi di comodo e dei negati contraddittori. Delle verità taroccate e manipolate, appunto. Eccone una.

Un ministro a caso - e per caso -, quello dell'istruzione, presenta un ddl con delle vecchie novità: grembiule, esami di riparazione e sette in condotta. Attenzione, però. Dietro tutto questo c'è ben altro. Intanto, tutti a chiedersi se abbia un senso un bullo bello in divisa o se un alunno prepotente potrà essere fermato da un sette in condotta. Qui il falso decoro ipocrita del pudico reggiseno alla Verità del Tiepolo fa il paio, sempre più, col grembiulino. Perché la deriva è la stessa: vacua, reazionaria, cattolica. Una pezza, una toppa, un paravento. Come se un autentico nudo d'arte o una classe di piccoli in jeans e felpe variopinte fossero, solo per questo, più indecorosi ed impresentabili di una verità manipolata ed irregimentata. Passi che abbia cercato di farsi ricordare con la più banale delle rime Gelmini-grembiulini.

Ma da una giovane di belle speranze si poteva anche pretendere di più. Invece, sotto il grembiule, niente. Né risorse, né progetti, né impegni. Nessuna presa di posizione contro il decreto n.112 che ha tagliato 8 miliardi di euro (un terzo dell'intera manovra statale). Nessuna opposizione al subappalto dell'istruzione preteso dal vaticano come ricompensa per l'appoggio elettorale. Non un battito di ciglia sul linciaggio del personale operato con livore dal collega della funzione pubblica. Non una presa di posizione sulla dismissione e privatizzazione della scuola di tutti e per tutti. Nulla per impedire che la scuola statale fosse piegata alle ingordigie delle lobby. Da quella clericale, che succhia l'8 per mille e pretende pure il travaso di finanziamenti dalla scuola statale, a quella confessionale.

Fino ad arrivare alla casta dei dirigenti scolastici. A loro l'art.5 del ddl "grembiulini", presentato al CdM il 1° agosto, concede, in maniera surrettizia, di scegliersi i docenti, con la facoltà esclusiva di conferire incarichi annuali sottraendoli alla trasparenza della gestione degli ex provveditorati provinciali. E, come se non bastasse, attribuisce loro la facoltà di rinnovare le nomine per due anni, in pieno dispregio delle priorità acquisite con i titoli e i servizi riconosciuti dalla normativa vigente. Un altro modo per sovrapporre alla certezza dei diritti acquisiti dagli insegnanti precari, il potere dei presidi di spadroneggiare nella scuola, imponendo favoritismo, nepotismo, clientelismo.

E c'è di più. Si prevede il taglio di 90.000 addetti e 2000 scuole, quelle dei piccoli centri e per l'infanzia. Proprio quegli istituti che scongiurano la dispersione scolastica nelle zone più disagiate del Paese. Anche in questo caso – statene certi - non se ne accorgerà nessuno. Ancora una volta ci propineranno una pseudoverità, una verità velata.


 

19 giugno 2008

Campagna di vaccinazione, è solo l'inizio

 Fare clic con il pulsante destro del mouse qui per scaricare le immagini. Per motivi di riservatezza, il download automatico dell'immagine da Internet non è stato eseguito.

Di Vincenzo Brancatisano


18 GIUGNO 2008 – Campagna di vaccinazione con prime reazioni allergiche. Molti tra coloro che hanno voluto-fortissimamente-voluto Brunetta, Gelmini e Berlusconi al timone ora piangono per la bua. Ma la vaccinazione profetizzata da Indro Montanelli deve ancora essere iniettata a dovere. Siamo ancora agli inizi, ai primi test. L'anima bella Finocchiaro si straccia le vesti, oggi, dopo avere scoperto, oggi, la vera natura dell'avversario. Servivano le prove naturalmente. Serviva l'ennesima legge sporcacciona per riprendersi dal sonno. Dopo aver additato Beppe Grillo così come lo sciocco osserva il dito del saggio che indica la luna, l'Anna invita i suoi ad abbandonare l'aula. Aula che sarà abbandonata, almeno nelle intenzioni più nefaste di chi sta mettendo su un bel regime, da centomila insegnanti precari. Che pagheranno per primi e più di tutti il regalo fatto dal Grande Popolo Italiano (anche da loro e dalle loro famiglie) a Cavalieri, nani e ballerine. Un Paese che esorcizza la propria mediocrità non solo calcistica prendendosela (Noi!) con la presunta mafiosità degli olandesi, senza sentire il dovere di chiedere scusa a quel popolo, non può andare da nessuna parte. Vietare la pubblicazione di atti pubblici e preconfezionare la galera per chi si macchierà di simili delitti non può che aizzare verso l'obiezione di coscienza: ha ragione Marco Travaglio. Non posso che ricordare la grande profezia del professor Ugo Rescigno che nel 1991 durante un incontro pubblico sulle gravi esternazioni dell'allora presidente Cossiga per il quale la sinistra sprecava energie, tempo e chiacchiere chiedendone l'incriminazione: state perdendo tempo in cazzate, spiegò con altre parole il profeta Rescigno, mentre sta per scendere in campo il proprietario delle televisioni private. Ancora non lo conosceva nessuno. Il regime andava cercato da un'altra parte. Caro regime, hai raccontato balle e t'han creduto, hai regalato cinquanta euro di Ici che trasformerai in ticket, hai fatto passare per aiuto ai mutuatari un'intesa con le banche che rischia di travolgerli perché li svia dalla più proficua via della portabilità però sei un po' stupido: invece di tagliare 100.000 cattedre avresti dovuto promettere 200.000 assunzioni ai precari della scuola, sfruttati e abusati da decenni di lavoro a termine e che in queste ore si stanno leccando le ferite. Ti avrebbero coperto di voti fino al prossimo ventennio. Non solo in Sicilia. Puoi rimediare, però: assesta un calcio nel sedere a chi ha redatto la traccia del tema di Italiano agli esami di Stato, e rassicura chi lavora davvero nelle scuole: prometti che non farà parte (almeno questo!) del plotone di esecuzione.


9 maggio 2008

Ha già ricominciato a prenderci per i fondelli....

 ANSA) - MILANO, 8 MAG - Con una lettera, pubblicata dal sito
ufficiale del club rossonero, Silvio Berlusconi si e' dimesso dalla
carica di presidente del Milan. ''L'assunzione dell'incarico di
Presidente del Consiglio dei Ministri mi impone, ai sensi della legge
215/2004, di rassegnare le dimissioni dalle cariche sociali. Con vivo
rammarico, pertanto, rassegno con effetto immediato le dimissioni dalle
cariche di Presidente e di Consigliere della Societa' A.C. MILAN S.p.A.
Cordialmente Silvio Berlusconi''.
__._,_.___


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11 aprile 2008

Meno male che prima o poi la mezzanotte arriva…ovvero le ultime boutade(s)





Innanzitutto mi ha scritto: chiamandomi cara D. (forse dovrò mandargli l’indirizzo del blog), dandomi del tu ( e come si permette???), proseguendo con un enorme svarione sintattico degno dei miei alunni (soggetto al singolare e verbo successivo al plurale. Chi è che non è laureato? Lui o Di Pietro?), concludendo con un caldo abbraccio….Poi nell’ordine :

  1. Ha detto che Bossi è malato e non potrà avere un ministero;
  2. Ha attaccato Napoletano e Ciampi;
  3. Ha detto che i magistrati dovrebbero essere sottoposti a test sulla sanità mentale (soprattutto quelli che hanno condannato i poliziotti che hanno massacrato i manifestanti di Genova, durante il G8 e, invece, i politici no??????);
  4. Ha affermato che Mangano è un eroe;
  5. Ha insultato Totti, dicendo che sta fuori di testa per aver mandato un augurio a Rutelli (poi oggi, come al solito, ha ritrattato tutto, dicendo che è stato strumentalizzato);
  6. Ha definito Veltroni “grullo” e persino “comunista” (invece Ciarrapico non è mai stato fascista! E perché”comunista” è un insulto e fascista no????)
  7. Ha ritirato fuori la storia dei brogli elettorali (come mai nessun giornalista gli ricorda che due anni fa, alla proclamazione del risultato che vedeva vincente Prodi, dopo mesi di smaronamenti con questa storia, i voti sono stati ricontati e si è scoperto, se non ricordo male, che la sinistra aveva diritto a circa 175.000 voti in più di quelli che erano stati attribuiti???);

8. Ha taciuto quando Dell’Utri ha sentenziato che "Se vinciamo, via dai libri di storia retorica Resistenza", ma d’altronde lui è l’unico capo di Stato europeo, anche tra quelli di centro destra, a non aver mai voluto partecipare ai festeggiamenti del 25 Aprile

9. Ha dileggiato Fini (quanto mi fa pena quest’uomo condannato ad essere delfino di qualcun altro!!!) ieri sera, al Colosseo, dicendo che aveva “intrattenuto il pubblico” durante il suo ritardo (e poi, prima volta nella sua storia, è stato fischiato dai suoi elettori per essersi vantato di aver comprato Ronhaldino per il Milan). Per finire in bellezza faceva le mosse del Duce con le mani sui fianchi e la Mussolini, accanto a lui, rideva come una matta (Che tristezza!!!!)

Sicuramente avrò dimenticato molte cose. Non è facile tenerle a mente tutte. Ma oggi, ancor di più, mi chiedo come si faccia a dare un voto ad un personaggio, che, se vincerà, ci meriterà lo scherno di tutta Europa. Rispetto molto di più chi voterà Casini, nonostante abbia candidato delle coscienze non proprio pulite. E’ sicuramente agli antipodi rispetto alle mie convinzioni, ma almeno non è patetico.

Gli unici che potrebbero votarlo a ragione sono gli evasori fiscali, quelli che hanno problemi con la giustizia o quelli che ridono alle battute del Bagaglino (vd.trasmissione televisiva “Gabbia di matti”). Non credo che cittadini onesti e intelligenti possano essere ancora elettori del Pdl.

4 aprile 2008

No, le tre "i", no, vi prego, chiamate l'esorcista!!!!

 

Unità: Allarme scuola: Berlusconi rispolvera le «tre i»
02-04-2008

Marina Boscaino

Allarme per tutti gli insegnanti - di ruolo e non di ruolo - per il personale Ata, per i bambini e i ragazzi, per le famiglie: «Dopo la nostra vittoria la riforma della scuola voluta dal sindaco di Milano tornerà in auge, dopo che la sinistra ha voluto metterla da parte». Proprio durante un comizio tenuto nel capoluogo lombardo, Silvio Berlusconi ha definitivamente confermato che il programma sulla scuola del Partito delle Libertà coincide con la cosiddetta (contro)riforma Moratti. La legge 53, neutralizzata temporaneamente dal "cacciavite" del ministro Fioroni che - prevedendo una maggior durata del governo Prodi e non volendo abrogare l'ennesima riforma, cominciò, due anni fa, a depotenziarla - potrebbe ritornare ad essere la puntuale concretizzazione dell'idea arbitraria e mercantile che Berlusconi & C propagandarono sin dallo slogan più famoso della campagna elettorale: la scuola delle "tre i". Dove, assieme a Inglese e Internet (tributi ad un'idea di modernità ed efficienza solo di facciata, considerato il modo in cui vennero formati gli insegnanti) la faceva da padrona l'impresa; privata, naturalmente.
Per rinfrescarci la memoria, una veloce carrellata sulle più violente prevaricazioni imposte dalla legge Moratti alla scuola pubblica: dove le famiglie potevano decidere se assecondare l'orgoglio per i propri bimbi precoci e iperstimolati, mandandoli a scuola - dell'infanzia e primaria - in anticipo. Anticipo possibile solo nelle zone "bene", impossibile in quelle ad alta densità demografica: una prima divaricazione su base sociale, che sottolineava destini diversi fin dai primi anni di vita. Destini disomogenei sempre in deroga a quei principi che dovrebbero essere fondanti della scuola pubblica: il portfolio (quasi una parodia, nell'inopportuno uso del linguaggio bancario), vademecum dell'alunno con tanto di attestazioni e interviste ai genitori a base di incursioni nella vita privata, livelli culturale, sociale, economico; il tutor - figura non prevista dal contratto degli insegnanti - ritorno al maestro unico in una logica di risparmio e di pensiero unico, con la repressione di qualunque criterio di collegialità tra gli insegnanti; la soppressione del tempo pieno; i tagli agli insegnanti di sostegno; la laborialità intesa come raggruppamento di bravi con bravi, somari con somari. Infine le Indicazioni Nazionali, i programmi, improntati all'"antropologia cristiana", contro ogni istanza di laicità della scuola pubblica. Dopo la selezione e l'indottrinamento indotti dal passaggio nella scuola dell'infanzia, elementare e media, il colpo di grazia veniva assestato alla conclusione di questo ciclo: al termine del quale famiglie e ragazzi erano chiamati a decidere se proseguire gli studi o andare a lavorare. In una definitiva, odiosa divaricazione dei destini individuali, determinata dalla provenienza sociale, economica e culturale: gli "sfigati" a lavorare, i nati bene a curare il proprio pedegree, che li avrebbe naturalmente condotti alla laurea. Il tutto condito dall'ipocrisia delle definizioni: si propagandò alla stampa l'innalzamento dell'obbligo, là dove la scelta del "diritto-dovere" alla formazione rappresenta qualcosa di terribilmente differente. Perché obbligo scolastico significa tutti a scuola, senza se e senza ma: qualunque cosa si farà nella vita, cultura ed esercizio critico creano cittadini e lavoratori più autonomi e consapevoli. Al progetto ulteriore previsto dalla Moratti, per fortuna, non abbiamo potuto assistere: le elezioni del 2006 allontanarono l'incubo. Che rischia - una vera e propria minaccia, quella di Berlusconi - di riabbattersi rapidamente sulla nostra scuola. Un motivo di più perché il mondo della scuola non diserti l'appuntamento del 13 e 14 aprile. E confermi la centralità di principi come democrazia e pluralismo che ne hanno da sempre orientato il voto

4 aprile 2008

Di nuovo sui veri problemi della scuola italiana

 

02-04-2008

Il caso Il numero due del Pd favorevole alla proposta. La Gagliardi: sono intristita, la scuola è trattata in modo sciocco e ridicolo

«È un gesto intelligente e dovuto». No da Mussi: idea di Sarkozy, ma l'autorità non si impone

ROMA — Tutti in piedi, entra il professore. A proporre di tornare a una certa formalità a scuola è Silvio Berlusconi, intervistato nella videochat del
Corriere. È una questione di «rispetto », per l'ex premier e candidato del Pdl, che però precisa di non sentirsi un «parruccone».
L'idea di tornare al saluto solenne non è una novità. Fece scalpore in Francia Nicolas Sarkozy che propose, durante la campagna elettorale, di ritornare al «lei» tra insegnanti e alunni. A Parigi stanno mettendo a punto un vero e proprio piano per i ragazzi che prevede oltre alla Marsigliese anche alcune regole di comportamento.
La proposta di Berlusconi sembra avere un appeal bipartisan. Questione di un po' di educazione, secondo il vicesegretario del Pd Dario Franceschini, che — interrogato a Porta a porta
sull'idea del Cavaliere — si sbilancia: «Alzarsi in piedi è una cosa intelligente e dovuta nei confronti di chi come il maestro o il professore, in molti casi, è una personalità importante nella formazione di un ragazzo». Anche se, ammette Franceschini, «non si può introdurre con decreto». Non è così propenso a metter gli alunni sull'attenti il ministro dell'Università Fabio Mussi, candidato con la Sinistra Arcobaleno: «Lo propose Sarkozy e ora mi sembra che persino quando entra lui non si alza in piedi più nessuno. L'autorità non si impone e l'autorevolezza neppure, in una società in cui la scuola ha perso il senso della sua missione, della nobiltà del suo compito». Ma Mussi non è contrario solo alla proposta berlusconiana. È anche più seccato per «la disinvoltura con cui tutti i candidati lanciano i loro fuochi d'artificio»: si riferisce all'idea veltroniana di abolire le tasse universitarie. «Mi sono battuto per mantenerle come sono, nella media europea peraltro, e per avere più soldi per la ricerca e l'Università. Valgono un miliardo e mezzo di euro, come pensa di recuperarlo Veltroni, in un Paese dove non si riescono neppure a pagare tutte le borse di studio dovute?».
Anche Rina Gagliardi, storica firma di Liberazione e senatrice di Rifondazione, è «intristita» da come la scuola viene trattata in questa campagna elettorale: «Sciocca e ridicola. Bisogna che gli insegnanti tornino a essere rispettati dalla società per il loro ruolo, bisogna ricostruire un clima culturale di ammirazione nei confronti della scuola e di quanti hanno in mano la testa dei nostri figli».
Sono polemici i sindacati: se si vuole ridare credito e autorevolezza alla scuola «la cosa più urgente da fare è riconoscere il valore del lavoro degli insegnanti, anche attraverso l'incremento degli stipendi», chiede Massimo di Menna, della Uil. Silvio Berlusconi ha una «visione da fiaba della scuola », protesta Enrico Panini della Cgil. Mentre la Gilda è più possibilista: «C'è bisogno di rimettere a posto l'educazione e il rispetto, senza ovviamente tornare all'autoritarismo — dice Rino Di Meglio, coordinatore della Gilda— ma ogni maestro e professore può scegliere i mezzi e le forme migliori per insegnare l'educazione».
Gianna Fregonara

8 marzo 2008

Per tutti gli amanti della letteratura italiana.......

 In morte del fratello Clemente 1(*)

 di Beppe "Alighieri" Grillo

Un dì, s'io 2(*) non andrò sempre fuggendo
di partito in partito, me vedrai seduto
su la tua pietra, o fratel mio, gemendo
il fior de' tuoi gentil anni caduto.
La Madre 3(*) or sol suo dì tardo traendo
parla di me col tuo cenere muto 4(*),
ma io deluse a voi le palme tendo
e sol da lunge i tetti di Ceppaloni 5(*) saluto.
Sento gli avversi numi 6(*), e le secrete
cure che al viver tuo furon tempesta,
e prego anch'io nel tuo porto quiete.
Questo di tanti voti oggi ti resta!
Gentil Clemente, almen le ossa 7(*) rendi
allora al petto degli italiani mesti.

Testo liberamente tratto da: "In morte del fratello Giovanni <http://it.encarta.msn.com/sidebar_221635205/Foscolo_In_morte_del_fratello_Giovanni.html> " di Ugo Foscolo <http://it.wikipedia.org/wiki/Ugo_Foscolo> .

1(*) L’autore, con sottile eufemismo,si riferisce alla morte politica dello statista italiano Clemente Mastella (Ceppaloni 5 febbraio 1947, vivente)
2(*) La poesia è attribuita al famoso compagno di merende Pierferdinando Casini (“Ferdy”) che ha condiviso le battaglie politiche di Clemente Mastella (“Clem”) per decenni
3(*) Il significato da attribuire alla “Madre” è fonte di discussione per gli studiosi. Se molti la riferiscono a Silvio Berlusconi, alcuni propendono a una allusione a donna di facili costumi
4(*) “Cenere muto” è il soprannome del Governatore Antonio Bassolino. La cenere infatti non parla e neppure Bassolino ha mai detto nulla ai giudici sul disastro ambientale in Campania
5(*) Città natale di Mastella di cui è sindaco a vita. E’ rimasta celebre la fiaccolata dei suoi abitanti a sostegno della moglie Sandra Lonardo costretta agli arresti domiciliari perché accusata di concussione
6(*) Gli “avversi numi” sono le percentuali di voto previste per il suo partito di ricatto e di governo, detto UDEUR. Infatti, nel 2008, per la prima volta un partito italiano registra intenzioni di voto negative. Fa perdere tra il 10 e il 12% dei voti a chi se lo prende
7(*) “Le ossa” sono in realtà i famosi torroncini natalizi autoprodotti da Mastella con i soldi del finanziamento pubblico al suo partito. Tutti gli italiani ne vorrebbero un etto.

7 marzo 2008

Croci e delizie della campagna elettorale

Berlusconi ha ricominciato con le lavagnette, i pennarelloni e i contratti con gli Italiani nel salotto di Porta a Porta;

L'Udc ha candidato
COSTUI: ma inquisiti, pregiudicati, condannati, processati etc.etc.non dovevano restare fuori dagli incarichi politici??????

Almeno
questo e questo sono tornati sui loro passi.......


Lei (per la quale avevo tanta stima ed ammirazione) ha scelto di schierarsi con lui: come può essere???? Alla fine è stata più degna di rispetto la sua scelta......

Insomma il solito teatrino senza dignità, senza contenuti, senza rispetto per le idee e per le vere necessità della gente. Parole, parole, parole, atteggiamenti e recite, scoop e gesti ad effetto (Bonaiuti negli ultimi tempi, poi, si deve essere adeguato: in ogni sua intervista sciorina enfasi ed atteggiamenti da teatrante navigato. Fateci caso, ogni piccolo cameo televisivo è accuratamente studiato per pose ed intonazioni...)

17 febbraio 2008

Bassezze di una certa parte politica...

Dopo l'affermazione del Cavaliere che la lotta all'evasione fiscale aveva ridotto i consumi, riflessione per la quale rimando a lui, questa ultima affermazione mi fa veramente inorridire...come gettare fango gratuito su un personaggio della cultura, che non ha avuto altra arma in mano che la sua penna ....Ripeto, non mi dite che tutti i politici sono uguali, perchè queste sue, e di nessun altro, sono affermazioni gravissime......


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permalink | inviato da Gattara il 17/2/2008 alle 12:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

31 gennaio 2008

Troppo impegnata o troppo depressa???

 

Sono stata assente da queste pagine un po’ per gli impegni degli scrutini: correggere gli ultimi compiti, contare assenze e fare le medie sono operazioni che non sopporto e cerco di sbrigare nel più breve tempo possibile, anche se con molti rimorsi, perchè, invece, vedo i colleghi affannarsi con molta precisione intorno ai 5,75 o ai 7,25. io faccio sempre tutto molto alla Sturm und Drang e poi covo terribili angosce sull’essere stata o no veramente equa. In effetti noi insegnanti non dovremmo avere un registro, la valutazione di un essere umano, nella sua complessità non può passare dalle frazioni di numeri che, almeno per me, che ho avuto sempre una vera idiosincrasia per la matematica, non significano niente. Io valuterei il loro impegno, la loro costanza, la loro testardaggine, la loro umanità, la solidarietà, con cui si comportano con i compagni, la curiositas nel senso che attribuivano a questa parola i padri latini, l’onestà intellettuale verso se stessi e gli altri, il senso del rispetto, l’amore per la conoscenza, ma non certo il nozionismo.

Ma in verità, sono stata assente, perché dire qualcosa, in questi giorni, sarebbe stato un po’ sparare sulla Croce Rossa: cosa dire di quel deputato che sputava ad un collega più e più volte e poi negava tutto di fronte ai giornalisti (è un gesto che credo nessuno di noi, né operaio, né insegnante, né casalinga, né medico etc.etc., insomma uomo medio, mediamente educato, farebbe mai)? E di quell’altro con maglioncino rosso, gettato sulle spalle ed occhiali da sole, calati sugli occhi, durante una seduta così importante - come mi sarei vestita io per andare a fare una gita al mare - che gridava i più bassi e volgari e scontati (per offendere veramente ci vorrebbe una cultura diversa dalla sua) improperi verso lo stesso Cusumano e poi si infilava in bocca fette di mortadella e spruzzava spumante sui suoi vicini e festeggiava ( un personaggio così inquietante neanche lo stesso Pirandello sarebbe riuscito ad inventarlo) e che poi diceva che è un po’ come quando uno ritrova allo stadio e fa il tifo per la propria squadra (e allora io dire che, come si fa con un tifoso scorretto, in quell’aula non dovrebbe più entrarci)????

Ed ora quale sarebbe la soluzione migliore? Modificare il sistema elettorale? Per spianare la strada a Berlusconi (ma poi può essere veramente vero che gli Italiani lo voterebbero di nuovo in massa??? Lui che proprio ieri viene assolto, non perché è innocente, ma perché il fatto non costituisce reato, dopo una legge votata da lui stesso). Oppure vedere (cosa che reputo tra l’altro impossibile) un governo con lui, il suo ormai tornato fido Casini (ma quest’uomo farà mai pace con il cervello??? A me sembra davvero incoerente o è solo un furbo, che prima si allontana dal Berlusca, perché pensa di sconvolgere i sondaggi e salire sulla cresta dell’onda, poi, quando vede che non è così, che vincere senza il Cavaliere non è possibile, torna a fargli da paggetto)???

E poi vedere mi fa orrore vedere la gente, che si accalca ad aspettare (ma questi non lavorano? Sono tutti pensionati o casalinghe? Anch'io pensavo:"Adesso vado a chiedere un permesso alla Preside per andare là!" Che dite, me lo concederà????) la fine degli arresti domiciliari della moglie di Mastella, che poi viene convertito con l'obbligo di dimora e lei si permette di arringare pure giornalisti e folla, paragonandosi ad un esiliato, ad uno al confino politico....ed altra gente al processo di Erba e quei due, Olindo e Rosa, che si scambiano tenerezze e ridono dentro una gabbia  (anche se poi mi fa orrore anche vederli ripresi come due bestie allo zoo, lui ha anche lo sguardo da gorilla triste)


Insomma, come non essere depressi???

23 gennaio 2008

E-mail ad un'amica di vecchia data...

 

Cara B.,
Anch'io sono senza parole, dopo tutte le proteste contro il comportamento dei politici, vedi V-day e simili promosse da Grillo, se ne impipano totalmente del benessere dei cittadini e dello Stato e pensano solo alle proprie beghe. Mastella è proprio un vigliacco, detto tra noi, che ha fatto del suo potere un uso sempre molto personale. Stupido Prodi a metterlo lì dove l'ha messo! Guarda, se torna il governo dei condoni fiscali ed edilizi, delle leggi ad personam, della propaganda a mezzo reti Rai e Mediaset, chiedo asilo politico all'Uganda!!! La gente poi è di un'ottusità...stamattina sentivo due vecchietti al mercato, uno diceva all'altro:"Hai visto ieri sera a Ballarò la Bindi e Pecoraro??? Erano pietosi!". Come fanno a riconoscersi in quel pagliaccio di Berlusconi??? Gente che si puzza di fame e pensa che sarà lui a rappresentarli! L'hai sentito ieri nell'intervista sulla mamma malata, della quale ha dovuto lasciare il capezzale per far cadere il governo??? Ha detto che la mamma è ben contenta della fine di Prodi come l'83% degli Italiani!!!! Ma smetterà mai di dire queste str....???? Beh, ora ti lascio..potrei continuare ore ad inanellare improperi.....Un abbraccio G.

4 dicembre 2007

Scusami, Fausto, ma stavolta non sono d'accordo con te...

 ...le tue dichiarazioni di oggi, mi sono sembrate davvero ingiuste ed inopportune: nonostante numeri risicatissimi questa maggioranza ha comunque preso decisioni che toccano gli interessi dei cittadini comuni ( il bonus per gli incapienti, lo sconto sull'ici della prima casa e, nonostante il totale silenzio dei mass-media, che invece annunciavano provvedimenti molto meno cospicui con la grancassa, quando c'era la Moratti, una massiccia immissione dei precari nella scuola, i soldi per i contratti statali, la politica finalmente un po' più efficace contro l'evasione fiscale, le liberalizzazioni, in parte avviate, per medicinali e benzina e sicuramente qualcos'altro che ora non ricordo...).

Sfido chiunque a ricordarmi leggi del governo Berlusconi, che abbiano migliorato la vita dei cittadini meno abbienti (a parte l'aumento di pochissime pensioni minime). Semmai in quegli anni era cresciuta a dismisura proprio a danno dei più giovani per colpa del pacchetto"Biagi".

Tuttavia di una cosa mi hai convinto (alla quale prima ero un po' contraria) che, nell'attuale panorama politico, sarebbe necessario un ritorno al proporzionale con lo sbarramento al 5% (che sollievo non vedere più Dini- a proposito farà ancora l'uomo senza macchia, nè paura al Senato dopo la condanna della sua first lady?-, Mastella (come mai è un po' di tempo che se ne sta buono buono???) e Di Pietro!!!!



P.S.= L'idea della "Cosa Rossa", come ha anche detto la Litizzetto, è veramente pietosa!!!!

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