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Blog aperto il 16/08/2005


GEMELLI
Chiacchiera, scrive, legge, parla ingrese, domanna, vede, compera, sbaratta,
svolazza, guida, interpreta, contatta, telefona, s'empiccia ma è cortese.
Facile, svelto, fino testa matta, sorte, ritorna, gioca, va' pe' spese,
se fa cinque, sei viaggi drent'un mese, quarziasi cosa già l'ha vista e fatta.
Cammia lavoro, donna, veste, umore, tie' le fette in du' staffe:
è opportunista; nun je chiede costanza ne l'amore.
È spiritoso, ironico, ballista, giovanile, ne fa d'ogni colore.
Si s' ammala è ai pormoni e se rattrista
.



In Italia è molto duro essere un intellettuale di destra.
Quelli di sinistra non ti leggono
perchè sei di destra,
quelli di destra non ti leggono
perchè non leggono niente!!!
Marcello Veneziani
 


Scriviamo per farla finita con noi stessi, ma con il desiderio di essere letti, non c’è modo di sfuggire a questa contraddizione. E come se annegassimo urlando: “Guarda, mamma, so nuotare! “. Quelli che gridano più forte all’autenticità si gettano dal quindicesimo piano, facendo il tuffo d’angelo: “Vedete, sono soltanto io!”. Quanto a sostenere di scrivere senza voler essere letti (tenere un diario, per esempio), significa spingere fino al ridicolo il sogno di essere contemporaneamente l’autore e il lettore. (D.Pennac)

"Amo: la parola più pericolosa per il pesce e l'uomo"
Groucho Marx

Livietta: la nuova arrivata!

Cesare: il mio ex-attempato amante
(ci ha lasciato alla veneranda età di diciotto anni!)

Diva: la gatta della mia adolescenza:trovatella, un po' furastica.

Conan: il mio bellissimo, completamente
 pazzo, gatto americano (stroncato dalla leucemia  a soli due anni)
Benigni dixit:" Se su dieci persone ci sono sei operai, tre impiegati e un ricco. Perchè alle elezioni vince sempre il ricco? Allora o ci sono brogli elettorali o il popolo è stupido"

Paolo Rossi: "La fuga dei cervelli. Un bel problema: i cervelli fuggono e i corpi rimangono qui a fare il ministro o il politico..."

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, nè più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perchè con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perchè sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
(E.Montale)

Messico 1984: il più bel viaggio della mia vita

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2 novembre 2009

Dopo aver dato inizio allo smantellamento della scuola elementare italiana - la quinta del mondo per qualità prima dell'arrivo di Gelmini - il ministro si appresta a smantellare la scuola superiore

Manifesto: Gelmini due, smantellare le scuole superiori
01-11-2009
Giuseppe Caliceti

Dopo aver dato inizio allo smantellamento della scuola elementare italiana - la quinta del mondo per qualità prima dell'arrivo di Gelmini - il ministro si appresta a smantellare la scuola superiore. Data prevista del patatrac: il prossimo settembre. Ma già filtrano dallo stesso ministero alcune notizie, come al solito ben poco confortanti. Per esempio, quelle che riguardano l'assetto dei piani di studio, delle singole materie, degli orari settimanali contemplate dei nuovi licei. Tutte le scuole infatti si chiameranno licei: classico, scientifico, musicale, delle scienze umane, linguistico, artistico, eccetera. Alcuni sono nuovi di zecca, altri sono rivisitati e, se si può dire così, "corretti" al peggio.
Naturalmente è ancora troppo presto per le oltre 500.000 famiglie italiane che dovranno scegliere un indirizzo per i propri figli. Sapere già oggi cosa studieranno gli studenti a partire dal prossimo anno scolastico? Ci mancherebbe! La scelta dovrà avvenire rigorosamente al buio per tutti e sulla pelle degli studenti, come nelle più spumeggianti tradizioni italiane. Eppure una cosa è certa, per stessa ammissione del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini: le materie diminuiranno. Perché? Gelmini non lo dice, ma è chiaro che lo si fa non certo per aiutare gli studenti, ma per risparmiare soldi. Perché non è giusto che la crisi la paghino solo i bambini delle elementari, ci sono anche quelli delle medie e delle superiori....
Altra certezza ben poco confortante: diminuite le materie di studio, naturalmente diminuiranno drasticamente anche le ore di insegnamento, cioè il tempo in cui uno studente se ne sta a scuola. I nuovi licei saranno 11. Tre le opzioni per il liceo artistico (Arti figurative, Architettura / Design / Ambiente e Audiovisivo / Multimedia / Scenografia), che passa a 5 anni. Ma stando ai giudizi espressi dagli addetti ai lavori le materie di indirizzo vengono ridimensionate, per un carico settimanale che non andrà oltre le 34 ore al biennio e le 35 al triennio. Il liceo classico manterrà la sua struttura, ma confrontandolo con la sua versione moderna (la sperimentazione in lingua straniera) perderà parecchie ore di inglese, francese e spagnolo. Stesso discorso per il liceo scientifico dove parte delle ore di latino verranno sostituite dalle scienze. E che vedrà la opzione dello scientifico-tecnologico senza latino ma con l'informatica. Al liceo linguistico, finora solo sperimentale, si studieranno 3 lingue straniere negli ultimi tre anni, e saranno sufficienti 27 ore a settimana nei primi due anni e 30 ore poi. Impegno orario che resterà identico anche al liceo delle Scienze sociali, evoluzione del socio-psicopedagogico e del precedente istituto magistrale. La novità, ma solo in alcune province, è rappresentata dal liceo musicale e coreutica, che prevede le due specializzazioni; per imparare a cantare, danzare (liceo coreutico) e a suonare (liceo musicale) occorrerà però impegnarsi qualche ora in più.
Bambini o ragazzi che siano, l'idea base sull'educazione pubblica di questo governo è sempre, tristemente e drammaticamente, la stessa: tagliare tutto il possibile dall'offerta formativa. Non solo: far pagare chi ha voglia di studiare veramente e vuole una scuola di qualità. Per il resto degli studenti o per chi non ha una famiglia economicamente robusta alle spalle, invece, basta fornire il minimo indispensabile, cioè una parvenza di scuola, più che una scuola pubblica vera e propria.
È il discutibilissimo modello di scuola anglosassone di cui già parlò l'allora ministro Berlinguer che sta per essere attuato, nel peggiore dei modi, da questo governo. Senza che i genitori degli studenti, ma fino in fondo neppure i docenti, sappiano nulla. Si accorgeranno dello scadimento dell'offerta formativa solo a cose già fatte, nel corso del prossimo anno scolastico. Quando sarà troppo tardi.


8 settembre 2009

Quando la Gelmini....

...pronuncia le parole "ammortizzatore sociale", riferendosi alla scuola, mi viene proprio l'orticaria e il prurito alle mani (gliele suonerei molto volentieri). Sono stata precaria dal 1989 al 2005, ho lavorato sempre in scuole con decine di cattedre affidate a precari e non ho mai avuto meno di venticinque alunni per classe (tranne in un'esperienza devastante a Nemi, dove ne avevo solo dieci). Quindi dov'era tutta questa gente che lavorava anche se non ce n'era bisogno???? E adesso qual'è il vantaggio di tenerli a casa con mesi e mesi di disoccupazione? Veramente c'era bisogno che, nella scuola pubblica, arrivasse una intelligente e preparata come lei!

2 luglio 2009

Sono ufficialmente in vacanza!

In realtà è dal 23 Giugno che non vado a scuola, ma solo oggi, iniziati gli orali della maturità, posso dirmi salva da una convocazione in extremis al posto di qualche malato. Certo fare l'insegnante ha i suoi vantaggi, ma vi prego di ricordare che, mentre io stavo china magari sull'Anabasi di Senofonte (madonna che palle!), voi stavate al mare con la morosa/o o ve ne andavate tranquilli tranquilli a passeggio. Mentre voi vi agitavate in discoteca o vi godevate  un bel film al cinema, io - ahimè - stavo sulle "sudate carte". Oggi, dopo ben sedici anni di precariato, guadagno una miseria, ma posso starmene qui a scrivere, a leggere, a chattare......Insomma me lo sono guadagnato!
  Tra un po' partiremo per la solita Sardegna e lo so che anche qui molti diranno:"E pensa che sfiga!", ma, dopo vent'anni, la Sardegna per me è solo un trasferimento da una casa ad un'altra casa e per giunta molto più affollata di questa...meno male che c'è il mare che è davvero bellissimo e che oggi era persino bello a Trovajanica....spero tanto di non sistemarmi il ginocchio appena arrivata come l'altr'anno!
   Dopo l'estate (speriamo non passi in fretta) torneremo tutti in una scuola molto più povera e con gravi problemi provocati dall'infausta gestione Gelmini-Tremonti: cadranno sotto l'accetta della riforma tutte le sperimentazioni, alcune cattedre come la mia e quella di Storia e Filosofia verranno dimezzate, riducendo le ore settimanali di insegnamento, non ci saranno più professori per coprire le classi scoperte a causa di assenze per malattia tra i colleghi, sarà sforato il limite dei trenta alunni per classe e quindi anche tutte le norme di sicurezza. Nel frattempo Maria Star darà soldi a piene mani a chi si iscrive alle private, mentre noi non avremo più soldi per pagare i supplenti (già quest'anno ci sono persone che non percepiscono lo stipendio da Febbraio) e mentre genitori come me, che iscrivono figli alle scuole pubbliche devono pagare un "contributo volontario" che arriva fino a 100€ l'anno...una gabella iniqua visto il mare di tasse che paghiamo (NOI DIPENDENTI) sulle nostre buste paga!
   Ma tant'è...le vacanze si avvicinano e nessuno più penserà alla politica, alle schifezze di questo governo....tutto affogherà in un bell'aperitivo o un bel gelato....ci sentiremo un po' Berlusconi anche noi e magari andremo a cena con il vigile, che ci ha comminato la multa per la doppia file di fronte al bar (visto che lui invita a cena i giudici che devono prendere una decisone sulla costituzionalità del Lodo Alfano)..........Siamo fatti così noi, non ci piace avere troppe preoccupazioni....

23 maggio 2009

Tagli, sempre tagli, fortissimamente tagli

Mentre Fini e Berlusconi si accordano sulla necessità di una diminuzione dei parlamentari, che, però, non arriverà mai, sulla scuola si abbatte la scure Gelmini-Tremonti, che, detta così, per la maggior parte di voi, non significa un bel niente. Per me oggi è significato vedere tre giovani donne, entrate in ruolo solo tre anni fa, dopo una gavetta quasi ventennale di supplenze, precariato, licenziamenti, riassunzioni, giri da nomadi per tutto il Lazio, anche nei posti più lontani come Subiaco e Olevano Romano, con marito, figli (una ha partorito una settimana fa), case, genitori anziani, con un foglio in mano, quello cioè con cui erano costrette a chiedere il trasferimento in un'altra scuola, perchè nella nostra sono diventate soprannumerarie. E questo non sarebbe neanche un dramma in un anno normale a seguito di una normale contrazione di classi, perchè il soprannumerario ha diritto a scegliersi la nuova sede per primo rispetto a tutti gli altri che chiedono il trasferimento per motivi diversi. Ma quest'anno tutte le scuole sono in contrazione visto la furia devastatrice, che si è abbattuta su di noi per risparmiare soldi sulla scuola pubblica (sul Parlamento no, sull'evasione no, sugli aerei che portano Scajola ogni fine settimana a casa no...) e che la Gelmini continua a chiamare riforma. Se tutte le scuole sono costrette a ridurre gli organici, aumentando gli alunni per classe ed occupando interamente le diciotto ore di ogni professore in classe (ora quelli che insegnano al triennio hanno cattedre di circa quattordici ore, ma poi arrivano a diciotto sostituendo i colleghi assenti), tutte le scuole avranno dei soprannumerari da piazzare...e da piazzare dove?
Insomma è molto triste vedere gente, che ha impegnato la vita sui libri prima e facendo la fila delle graduatorie poi e che magari ha frequentato i corsi universitari per avere un'abilitazione a caro prezzo (migliaia di euro per due anni), costretta a diventare un'altra volta un nomade che non sa dove dovrà andare l'anno prossimo, chiedendosi come potrà stare con la sua famiglia e dove abiterà. Penso a quelle migliaia di precari, poi, che si sono dannati anni per aggiornare graduatorie, fare concorsi, fare migliaia di ricorsi, andare, venire da uffici, trattati come bestie da uno Stato che si comportava peggio di un datore di lavoro privato e che ora dovranno solo sperare, qualora abbia una remota possibilità di una supplenza, di avere una parentela o un'amicizia con un Preside, perchè dall'anno prossimo ci sarà la chiamata diretta, personale e non più il reclutamento in base alle graduatorie. Presidi che potranno ricattare tali precari in ogni modo, minacciandoli di non farli lavorare mai più...e con tutti i figli di papà che imperversano qui da noi, chi lavorerà? Magari anche nella scuola pubblica verrà sistemata qualche velina con titoli professionali ineccepibili!

14 febbraio 2009

Qualcuno dovrebbe decidersi a insegnare matematica al ministro Gelmini (ed anche qualche nozione di matematica applicata alle norme di diritto pubblico)

di Pino Patroncini

Beata ignoranza !
14-02-2009

Qualcuno dovrebbe decidersi a insegnare la Matematica al ministro Gelmini (ed anche qualche nozione di Matematica applicata alle norme di diritto pubblico).
Il primo errore di matematica lo commise quando, per arginare le critiche sul maestro unico e sulla scuola a 24 ore settimanali, promise che il tempo pieno non solo sarebbe stato mantenuto, ma anzi sarebbe cresciuto grazie alle risorse liberate. Con una previsione di taglio di 12.000 posti, che all'epoca si faceva e che oggi è lievitata a 15.000, per garantire le circa 34.000 classi di tempo pieno sarebbe stato necessario che ben 24.000 classi (oggi 30.000) su un totale di 136.000 andassero a maestro unico e a 24 ore settimanali. Se non che, applicandosi la cosa solo sulle classi prime, che sono circa 27.000, si può ben capire che questo significava che per il 90% delle classi prime (oggi per tutte!) sarebbe stato necessario andare a maestro unico e a 24 ore, e quindi addio tempo pieno e addio moduli. Questo spiega perché le insegnanti della scuola elementare, che l'aritmetica la conoscono, non si sono lasciate ingannare. E questo, oltre alle motivazioni politiche che la ispirano , spiega anche perché la Gelmini ha dato ordine di requisire tutte le ore delle copresenze in tutti e cinque gli anni.
Il secondo errore lo ha fatto quando ha dato ordine che il voto di condotta facesse media. Un voto dato collegialmente con questa logica aritmetica ha un peso specifico diverso a seconda del numero di discipline che costituiscono un corso. Peserà esattamente il doppio in una prima liceo scientifico dove le discipline sono otto rispetto alle terze di alcuni corsi dell'istituto tecnico agrario dove le discipline sono la bellezza di quindici o sedici. Ma la cosa più divertente è che il suo rigorismo, stile "mi-spezzo-ma-non-mi-piego", finirà a carte quarantotto quando scoprirà che per essere ammessi all'esame di stato occorre avere la media del sei (DM 40/2007) e che perciò un 10 in condotta consentirà a un ragazzo con quattro insufficienze, magari su otto discipline, di entrare all'esame, mentre un otto in condotta per un ragazzo con tre insufficienze, magari su undici discipline, significherà la non ammissione e la bocciatura.
Il terzo errore lo ha commesso nelle dichiarazioni riportate oggi su alcuni giornali per cui coloro che hanno quaranta anni di servizio saranno obbligati ad andare in pensione. Da un lato dispiace che anche stavolta il Ministro abbia sbagliato i suoi calcoli sia perché molti insegnanti sarebbero disposti ad andare in pensione anche prima dei quaranta anni ( allora perché continuare ad insistere sull'innalzamento dell'età pensionabile per tutti e per tutte?) sia perché del ricambio ne potrebbero beneficiare i precari. Ma poi si sa che in realtà l'ostentato giovanilismo del Ministro cela soprattutto l'intenzione di "cambiare il sangue" a una categoria che il Ministro ritiene pregiudizialmente troppo sessantottina. Ed allora la cosa dispiace un po' meno.
Comunque anche stavolta il Ministro sbaglia i calcoli: uno che ha 40 anni di servizio oggi deve avere cominciato ad insegnare almeno nel 1969. Ma per lo più quella generazione si porta dietro anni di precariato ( erano mediamente 4 tra gli immessi in ruolo del 1978, 6 tra quelli del 1982-84 e 8 tra quelli del 1991: tra i precari di oggi sono incalcolabili!) e questi anni di precariato hanno per lo più versamenti all'INPS che vengono ricongiunti e calcolati solo se lo richiede l'interessato. In aggiunta o in alternativa tutti o quasi tutti gli insegnanti delle scuole medie e secondarie superiori raggiungono i 40 anni grazie al calcolo degli anni di università, ma anche per questi bisogna chiedere riscatto e calcolo. In molti casi queste operazioni ( è il caso di Milano) vengono persino fatte solo al momento della pensione. Quindi in realtà l'anzianità ufficiale di cui può disporre il Ministro riguarda oggi ed a maggior ragione nei prossimi anni solo alcuni ultrasessantacinquenni e una minoranza di docenti, per lo più diplomati, che hanno avuto la fortuna di vincere un concorso all'indomani del loro diploma e non hanno anni di precariato alle spalle. Il grosso di quelli che andranno via lo faranno di loro volontà con le ricongiunzioni e i riscatti del caso, spinti più facilmente dall'insostenibilità dello sfascio che le misure tremontesche stanno producendo nella scuola che dai diktat sul pensionamento di Gelmini.
Ma non fa un po' ridere questa gente che a parole dice voler far incontrare offerta e domanda, (sentita appena pochi giorni fa alla presentazione di una ricerca della Fondazione Agnelli per giustificare al posto delle graduatorie albi professionali dove i capi di istituto possano "pescare" ad libitum), che prima vuole alzare la pensione a tutti e taglia i prepensionamenti e poi cerca di obbligare ad andare in pensione? Lo dicano apertamente: così come vogliono assumere e licenziare chi pare a loro, vogliono mandare in pensione chi pare a loro e tenere chi pare a loro!
Con loro lavoro e pensioni cessano di essere diritti ma diventano concessioni, premi, punizioni.
E' per questo che vogliono cambiare la Costituzione.

9 febbraio 2009

Vorrei fare una domanda, posso?

Se un ministro dell'istruzione vero, nella fattispecie Maria Star Gelmini (ma anche tutti quelli prima di lei che non erano certo meglio), avesse visto la puntata di ieri sera di "Presadiretta" di Riccardo Iacona su Rai Tre, stamattina non sarebbe dovuto partire per andare in quella scuola di Caivano, dalla quale la Preside ogni mattina esce per andare a prendere gli alunni, che non frequentano direttamente nelle loro case, e non avrebbe dovuto denunciare tutti (carabinieri, servizi sociali e famiglie), cioè tutti quelli che non fanno sì che l'obbligo scolastico sia rispettato?
 E lo stesso ministro stamattina non avrebbe dovuto mandare ispezioni a tutte quelle scuole private che non pagano i professori, ma concedono loro solo il premio dei dodici punti per anno di servizio e, nel contempo, promuovono tutti senza interrogazioni, compiti in classe, lezioni ed esami basta che paghino rette sostanziose???
E tale ministro, ammesso che fosse sempre un vero ministro, non avrebbe dovuto, invece, sempre da stamattina in poi, non far vedere mai più la sua faccia, dopo aver saputo dalla stessa trasmissione quello che, al contrario, succedde in Svezia, dove vengono investite cifre maggiori proprio nelle scuole delle zone più disagiate, con più extracomunitari, scuole dove tutto è gratis (dalla matita, alla penna, ai libri, alla mensa), la struttura è meravigliosa, i professori sono i lavoratori più pagati (dai 2.100 ai 3.500 euro al mese! SIGH!!!!), la sala docenti è una biblioteca con salotti e un angolo, dove possono cucinarsi e prendersi caffè e thè visto che stanno a scuola tutto il giorno?????
E sempre lo stesso ministro non dovrebbe scomparire, dopo aver visto tutta quella gente dai 45 anni in su che quest'anno, dopo aver dedicato la vita alla scuola come precario, non lavorerà più grazie ai suoi tagli??? E non dovrebbe cambiare città, paese, nazione dopo aver visto che sempre gli stessi precari, oltre ad aver lavorato una vita, hanno versato migliaia e migliaia di euro nelle casse delle Università per un decreto della Moratti, che li costringeva a fare costosissimi corsi universitari ( corsi-farsa, per altro, con esami finali on-line con risposte già date o nelle varie sedi con possibilità di copiare) ogni anno per avere ulteriori tre punti in graduatoria???

4 dicembre 2008

Secondo me è proprio un'automa (Coltellesi docet!)

 

In piedi davanti alla scrivania: «Dobbiamo avere il coraggio di cambiare insieme»

La Gelmini apre un canale su YouTube

Il ministro: «Voglio raccogliere idee, proposte ma anche critiche». Debutto in maglioncino senza tailleur

  •  

Il ministro Gelmini come appare su YouTube
Il ministro Gelmini come appare su YouTube
MILANO - «Ho deciso di aprire un canale su YouTube perchè intendo confrontarmi con voi sulla Scuola e sull'Università. Voglio accogliere idee, progetti, proposte, anche critiche». Parola - e maiuscole - del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini che per stare al passo con i tempi e soprattutto per cercare un canale di comunicazione consono alla stragrande maggioranza degli studenti italiani ha deciso di ritagliarsi una nuova finestra sul web.

IL VIDEODEBUTTO - Lo spazio del ministro, www.youtube.it/mariastellagelmini - che si scopre essere iscritta al portale dal 6 maggio scorso - è andato online solamente oggi. Il primo videomessaggio postato dalla titolare del ministero di viale Trastevere non è altro che un promo di presentazione, un filmato di soli 27 secondi in cui l'autrice della legge che sta mettendo in subbuglio la scuola italiana spiega appunto di essere pronta a raccogliere opinioni, suggerimenti ma anche critiche. «Una cosa però non farò mai - dice la ministra - difendere lo status quo o di arrendermi ai privilegi o agli sprechi. Dobbiamo avere il coraggio di cambiare e lo dobbiamo fare insieme».

LOOK E SCENOGRAFIA - Maglioncino color ciclamino con collo a dolcevita, gonna scura, catenina in vista, occhiali dalla montatura spessa e capelli mossi sciolti - insomma un perfetto look da maestra unica, lontano dalle camicette e dai tailleur della divisa ministeriale - la Gelmini parla in piedi davanti ad una scrivania. Sullo sfondo, le fronde di un ficus benjamin e una finestra inondata di luce. Sul tavolo - ingombro di fogli, quotidiani e perfino un melograno - si nota un computer acceso dal cui monitor campeggia non l'home page del sito del proprio ministero, già ribattezzato «il portale per l'autonomia e l'innovazione», bensì quella di Google.

ASPETTANDO I COMMENTI - Dopo un paio d'ore dalla messa online il video del ministro contava solo 125 visualizzazioni, e nessun voto e nessun commento. Il passaparola tra gli studenti non è ancora incominciato (sempre su youtube sono decine i video di ragazzi e ragazze che spiegano invece perché in questi mesi hanno dato vita a manifestazioni di proteste contro la riforma voluta dall'esponente del Pdl). Ma come sempre accade nel web è solo questione di (poco) tempo. Poi «idee, progetti, proposte e anche critiche» certamente arriveranno. Resta però da vedere se tutto quello che arriverà sarà messo online. Qualcuno nutre forti dubbi: «Non ci sono commenti al video perché sono moderati» spiega nel «Dì la tua» di questo articolo un lettore del Corriere. Che poi aggiunge: «praticamente censurati».

Alessandro Sala
04 dicembre 2008


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permalink | inviato da Gattara il 4/12/2008 alle 14:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

29 novembre 2008

Dio non si taglia ( e buon fine settimana)

 

 

di Roberta Carlini

La scure della Gelmini risparmia gli insegnanti di religione. Che sono 25 mila. E costano 800 milioni l'anno

Il presidente della Cei Angelo Bagnasco

Zona protetta, qui non si taglia. E neanche si riordina. I 25.694 insegnanti di religione nella scuola pubblica italiana sono al riparo dallo tsunami di tagli e proteste che l'ha investita. Anzi, sono destinati ad assumere un peso crescente, essendo le loro ore intoccabili nella generale riduzione dell'orario delle lezioni in classe. Lo dice anche la Gelmini: macché maestro unico, c'è anche l'insegnante di religione. Che alle elementari e alle materne fa due ore a settimana per classe. Solo che adesso sono due su 30 (o 40, se c'è il tempo pieno), dall'anno prossimo saranno 2 su 24: l'8,3 per cento dell'orario curricolare.

Quadro orario a parte, a fare i conti in tasca alla spesa della scuola pubblica per gli insegnanti di religione si trova qualche sorpresa. A partire dal numero complessivo: in aumento costante, per le massicce immissioni in ruolo fatte negli ultimi anni. Tra il 2004 e il 2007 sono stati assunti oltre 15mila tra maestri e professori di religione. Adesso superano i 25mila, e cifra più cifra meno costano 800 milioni all'anno. Ottocento milioni pagati da tutti, incomprimibili e insindacabili. E non solo perché oggetto di un accordo sottoscritto con uno Stato estero: non è che nei patti col Vaticano siano stati scritti anche i dettagli organizzativi e burocratici, e spesso sono questi a fare la differenza. Un esempio: mentre da tutte le parti ci si affanna per razionalizzare, accorpare, risparmiare, l'insegnante di religione è attribuito rigidamente per classe. Questo vuol dire che c'è sempre, anche se solo uno studente di quella classe opta per l'insegnamento della religione. Ma anche senza arrivare al caso estremo, facciamo un'ipotesi vicina alla realtà di molti quartieri delle grandi città: se ci sono due classi con dieci studenti ciascuna che scelgono la religione, queste non si possono accorpare per quell'ora. Un meccanismo che moltiplica le ore e le cattedre. Diventa interessante, a questo punto, sapere quanti studenti scelgono l'ora di religione, per capire perché il numero degli insegnanti è cresciuto e se potrebbero essere utilizzati meglio: senonché la Pubblica istruzione questa informazione non la fornisce. È un dato che gli uffici statistici del ministero hanno, ma non è a disposizione del pubblico.

2 novembre 2008

Stefano Benni, mon amour!

 

Oggi sul Manifesto..:

Il mostro unico

di Stefano Benni

Cari studenti facinorosi, sono la vostra amata ministra Gelmini.

Dopo il cinque in condotta e il maestro unico, ho una nuova idea che potrà risollevare la scuola italiana.

Da dove inizia l’istruzione? Dall’asilo. E proprio qui bisogna intervenire, perché i bambini diventino obbedienti e ligi al dovere.

E le favole, con la loro sovrabbondante fantasia e il loro dissennato spreco di personaggi, li allontanano dal sano realismo e dal doveroso conformismo e alimentano il pericolo del fuori tema, della deboscia, della droga e del bullismo facinoroso.

Perciò per decreto legge istituisco il Mostro Unico.

Sarà proibito leggere favole che contengano più di un mostro o di un cattivo, con relativo aggravio per la spesa pubblica, e soprattutto si dovrà, in ogni fiaba, sottolineare la natura perversa, facinorosa e vetero-comunista di questo mostro.

Secondo il DMU (decreto mostro unico) sono proibiti ad esempio Biancaneve e i sette nani, perché Grimilde e la strega sono un costoso e inutile sdoppiamento di personalità nocivo all’immaginario dei giovani alunni, per non parlare dell’ambigua convivenza tra Biancaneve e i sette piccoli operai, di cui uno, Brontolo, sicuramente della Cgil.

Cappuccetto Rosso è ammesso, ma si sottolinei come il cacciatore è evidentemente della Lega e il lupo di origine transilvana e rumena.

Proibito Ali Babà e i quaranta ladroni, ne basta uno. Abolito Peter Pan, troppi pirati che gravano sulle casse dello stato. Abolito Pinocchio, anche accorpando il gatto e la volpe in un unico animale, restano il vilipendio ai carabinieri e il chiaro riferimento a Mediaset del paese dei balocchi.

Ammesso Pollicino ma dovrà chiamarsi Allucione ed essere alto uno e settanta, per non costituire un palese sberleffo al nostro amato presidente del consiglio.

Proibito Hansel e Gretel, perché i mostri sono due, la madre e la strega, e inoltre si parla troppo di crisi economica.

Proibito il brutto anatroccolo. Se uno è brutto, lo è per motivi genetici e tale resterà. Inoltre Andersen era gay.

Parimenti proibito il gatto con gli stivali per la connotazione sadomaso.

Proibita, anzi proibitissima Cenerentola. Le cattive sono tre e assomigliano tutte a me.

Cioè alla vostra ministra superficiale, impreparata e ciarliera. Ma la vostra Ministra Unica.

28 ottobre 2008

La Gelmini si ispira ad Obama??? Ma la faccia tosta non ha veramente limiti!!!

 

Marina Boscaino

Unità: Gelmini rilegga meglio Obama
28-10-2008

La Gelmini si ispira a Obama? Leggete un po': «Questo è il momento di affrontare il nostro obbligo morale di garantire ad ogni bambino un'educazione di prima livello, perché questo è il minimo che serve per competere in un'economia globale. (...) Recluterò un esercito di nuovi insegnanti, pagherò loro retribuzioni più alte e darò loro maggiore supporto. E, in cambio, chiederò standard educativi più elevati ed affidabili».
9 settembre 2008: un passaggio del discorso di accettazione della candidatura. Basta fare un giro sulla rete, guardare i numerosissimi filmati su youtube, per rendersi conto di come quello dell'istruzione sia un nodo centrale del suo programma: la biografia di Obama stesso è la prova concreta che l'accesso all'istruzione può rimuovere ostacoli di carattere sociale.
La parola «esercito» non è neutra, se si pensa alla spesa per la Difesa negli Usa. Gli insegnanti hanno rappresentato una parte consistente dell'elettorato democratico: spetta a loro il primo posto nel programma di Obama, che guarda ad un consistente investimento nella scuola rigorosamente pubblica (mentre McCain storna fondi per la privata).
Si propone un ripensamento della condizione economica dei docenti, necessario per favorire l'accesso all'istruzione superiore anche delle classi sociali più deboli, incentivando la prosecuzione degli studi anche oltre l'obbligo; che, ricordiamo, negli Usa varia da stato a stato, con un inizio tra i 5 e i 7 anni e una fine tra i 16 e i 18. «Senza una buona educazione prescolastica - ha scritto Obama - i nostri figli non riusciranno a mantenere intatto il loro livello di educazione rispetto ai loro coetanei. Senza un diploma di scuola superiore, servirà almeno il triplo di tempo per trovare lavoro rispetto a un diplomato. E senza una laurea o una certificazione industriale, sarà ancora più difficile trovare un lavoro».
Ma Gelmini non lo sa.

MARINA
BOSCAINO

insegnante


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20 ottobre 2008

Grazie, Litti!!!

20 ottobre 2008

LA GELMINI, UN MINISTRO "IGNORANTE" BISOGNOSO DI "RIPETIZIONI"

 


Il 17 Ottobre resterà una data storica nella storia della scuola italiana.
La scuola italiana, dall’asilo all'università, ha sfiduciato il ministro Gelmini e la sua Riforma: mezzo milione di persone a Roma, trentamila a Milano, cortei di migliaia di persone a Napoli, Genova, Catania, Bologna e Palermo non hanno bisogno di troppi commenti.
Il ministro Gelmini, confermando clamorosamente la sua inadeguatezza al posto che occupa, afferma di non "capire" le ragioni della protesta.
Essendo abituati a spiegare le nostre materie anche a studenti con gravi problemi d’apprendimento, chiariamo subito al ministro che noi protestiamo contro gli 8 miliardi d’Euro ed i 130.000 posti in meno nella scuola pubblica previsti dalla Finanziaria del 2008 fortemente voluti dal ministro dell'Economia Tremonti e dal Premier Berlusconi: il governo ha deciso di far pagare alla scuola la crisi economica del Paese.
Quando il ministro Gelmini afferma che non ci saranno licenziamenti nella scuola evidentemente non "capisce" che 130.000 precari resteranno senza lavoro.
I precari non sono delinquenti o banditi, ma lavoratori che hanno consentito il funzionamento dell’Istituzione Scolastica per molti anni.
Il ministro non "capisce" che con classi di 35, 40 alunni non si riesce ad insegnare, e non "capisce" che il ritorno del maestro unico distruggerà la scuola primaria ritenuta dalle indagini internazionali una delle migliori del mondo.
Il ministro non "capisce" che Scuole Superiori ed Università protestano contro la trasformazione in fondazioni che privatizzeranno la cultura riservandola a pochi e ricchi privilegiati, e non "capisce" che senza il ritiro del decreto legge sul maestro unico ed il totale cambiamento della sua politica scolastica le proteste continueranno e si inaspriranno sempre di più.

Il Presidente della Repubblica Napolitano chiede di essere propositivi, ed il ministro Gelmini invita a dire dove trovare le risorse per assumere 130.000 operatori della scuola.
Dato che abbiamo un ministro che non "capisce", ci pensiamo noi a dare qualche suggerimento che vorremmo girare anche al Presidente Napolitano:

1) Seria lotta all’evasione fiscale
2) Tagliare le Province, gli stipendi dei Parlamentari, i Parlamentari, le comunità montane, gli enti inutili
3) Un taglio del 10% del numero dei rappresentanti negli organi elettivi, dalle circoscrizioni ai comuni, alle province, alle regioni.
4) Drastica riduzione delle consulenze esterne; diminuizione degli stipendi dei dirigenti statali e delle loro pensioni
5) Aumento della tassazione degli alti redditi, dei grandi patrimoni, dei guadagni dovuti alla speculazione finanziaria-borsistica; reintroduzione della tassa di successione per le grandi eredità
6) Tassare i beni ecclesiastici non connessi ad attività di culto; abolire l'otto per mille e qualsiasi altra forma di sovvenzionamento statale alle Chiese
7) Invece di dare aiuti di Stato alle industrie automobilistiche, darli alla scuola
8) Invece di prevedere finanziamenti da dare alle banche in crisi, prevedere finanziamenti per assumere i precari: si otterrà un immediato aumento dei consumi interni che potrà salvare il paese dalla grave crisi economica in corso
9) Riduzione delle spese militari
10) Eliminazione dei finanziamenti alle scuole private a favore della scuola pubblica statale

Siamo pronti a discutere le nostre proposte con il ministro Gelmini, che finora non ci ha mai ricevuti nonostante le nostre richieste, e con il Presidente Napolitano.

FORUM PRECARISCUOLA ( http://precariscuola.135.it )

__._,_.___

9 ottobre 2008

Inoltro l'interessante richiesta di un collega.......

 Facciamo un po' di giornalismo all'americana, quello che fa le pulci ai potenti:
un bel giorno su wikipedia, alla voce Gelmini (ero in pieno trip internettiano), nel cursus honorum del ministro ti leggo che Mariastella nel lontano 2000 è stata sfiduciata dal consiglio comunale di Desenzano del Garda, in quel tempo da lei presieduto, "per inoperosità".
Bene, controlliamo mi sono detto, per quello che si può fare standosene comodamente seduti al pc.
In fondo alla voce c'è il link col suddetto comune in provincia di Brescia; è possibile controllare le delibere dal 1994 in poi (benedetta efficienza padana!).
Effettivamente in data 31/03/2000 risulta approvata una delibera di sfiducia dell'allora presidente, ma non è riportata la motivazione. In effetti su wiki alla causa "per inoperosità" è aggiunta la dicitura "senza fonte".
Ora, non è bello che di un ministro in carica si possa infangare la reputazione, già non troppo limpida per i trascorsi reggini, riportando notizie non suffragate da prove inoppugnabili.
QUINDI: vivendo a Roma e non avendo bimbi da portare a Gardaland mi è un po' difficile, ma per caso, mi chiedo, c'è qualche aitante collega precario/a che abita da quelle parti disposto a fare una capatina al Comune di Desenzano e verificare? Per salvare il di lei onore infangato oppure magari contribuire allo sputtanamento della campionessa della meritocrazia e "del fare"?
Andrea

6 ottobre 2008

Una cartolina per salvare la scuola

 da Apcom

Scuola/ Contro riforma Gelmini 90mila cartoline a
Berlusconi
L'iniziativa del Codacons e Movimento salvare la scuola
italiana

Roma, 5 ott. (Apcom) - Esattamente 90mila cartoline, "tante
quanti i tagli degli insegnanti", contro la riforma della scuola targata
Maria Stella Gelmini, saranno recapitate al premier Silvio Berlusconi,
con la scritta-invito: 'Presidente ascolta il popolo".

E'
un'iniziativa del Codacons e del Movimento salvare la scuola italiana,
che lancia anche un appello ai deputati affinché abbiano "uno scatto
d'orgoglio" e non votino la riforma.

Francesco Tanasi, segretario
nazionale Codacons, lancia infatti anche un appello ai deputati
nazionali "affinché abbiano uno scatto d'orgoglio in sede di votazione
in aula votando contro il disegno di legge che prevede i tagli nella
scuola". "I parlamentari di maggioranza e opposizione - aggiunge -
dovrebbero trovarsi sulla stessa linea opponendosi ad un provvedimento
che produrrebbe notevoli danni sociali".

Tanasi avverte: "E' molto
probabile che il governo ricorrerà al voto di fiducia", in questo caso
il Codacons "chiede con forza ai parlamentari di maggioranza di non
aver paura di andare contro il disegno di legge". Tanasi, infine,
annuncia che in caso contrario pubblicherà i nomi dei parlamentari che
permetteranno che il decreto Gelmini diventi legge.

6 ottobre 2008

Il mondo ci celebra.....

 da repubblica.it

Scuola: Il mondo celebra Giornata mondiale
insegnanti

‘Gli insegnanti contano! ‘: questo lo slogan della
Giornata mondiale degli insegnanti che si celebra oggi, promossa da
Unesco, Unicef, Internationale de l’Education, Pnud (United Nations
Developement Programme) e Oit (Organisation Internationale du
Travail).

“La Giornata mondiale degli insegnanti — si legge nel
messaggio unitario delle organizzazioni promotrici — e’ l’occasione per
celebrare i docenti del mondo intero, in tutti i paesi, in tutte le
città e in tutti i villaggi. Si deve affermare la necessità di fare in
modo che il ruolo degli insegnanti nella realizzazione di un’istruzione
di qualità per tutti sia chiaramente definito ed espresso in politiche
che incoraggino la costituzione di un corpo docente motivato, stimato
ed efficace”. Mentre nel nostro Paese montano le polemiche e le
proteste della categoria contro i cambiamenti e i tagli al personale
annunciati dal ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini,
la Giornata vuole porre l’attenzione sui numerosi Paesi che soffrono la
penuria di insegnanti.

Per realizzare l’obiettivo dell’istruzione
primaria universale entro il 2015 (obiettivo di sviluppo del millennio
n’ 2 stabilito nel 2000 dai capi di Stato e di governo degli Stati
membri dell’Onu) sono necessari 18 milioni di insegnanti in più degli
attuali: in alcuni Paesi si dovrebbe addirittura aumentare il corpo
insegnante del 280, mentre per raggiungere lo stesso obiettivo negli
altri ordini scolastici le cifre degli insegnanti mancanti sarebbero
nettamente superiori. Cifre che salgono ancora se si vogliono
insegnanti con una qualificazione completa e adeguata ai livelli d’
insegnamento.

AGI

4 ottobre 2008

Ho capito cosa c'è che non va

Stamattina, in sala professori, alle undici (ricreazione), ho avuto un'illuminazione. Parlavo con una collega, che ho incontrato più volte durante le mie lunghissime peregrinazioni da precaria. Ora lei ha preso alcune ore nel mio liceo ed ero rimasta al fatto che aveva un problema per un'ora, che doveva prendere del sabato, quando non aveva nessuno che le guardava il bambino, piccolissimo. Le chiedo:"Hai risolto?". Mi dice che ha accettato grazie ad una zia, che le farà da baby-sitter. Così comincio la mia solita disquisizione sull'ingiustizia che il sabato, come giorno libero, viene concesso solo ai prof.in odore di pensione oppure a quelli che sono ammanicati con i collaboratori del Preside che fanno l'orario. Ad esempio, nella mia scuola, c'è un ragazzone che insegna religione e che è sicuramente senza famiglia (uno che ritenevo un simpaticissimo gay, fino  a che oggi una collega mi ha detto che è il Parroco di una chiesetta là vicino. Opssss!!!), che l'altr'anno aveva il sabato libero, quest'anno ha addirittura la prima ora del sabato e poi libero fino alle ultime ore del lunedì. Insomma dicevo che a me questa cosa mi ha creato sempre tanti problemi, perchè S.piccola (mica tanto piccola ora) il sabato non va a scuola e il socio spesso lavora.

Sento una collega che dice:"Ah, io il sabato non l'ho mai chiesto! Figurati è un giorno in cui posso stare a scuola in santa pace a lavorare!". L'avrei dilaniata tipo drago alato del castello incantato! Mi sono girata tipo vipera e le ho detto:"Perchè te lo sei potuto sempre permettere: evidentemente hai le spalle ben coperte da mammine e suocere! Io no!". Lei incautamente aggiunge: "Beh, ma questi problemi ce l'hai anche allora nel resto della settimana..." Ed io mi trovo a doverle spiegare che i bambini, durante la settimana, vanno a scuola, sabato escluso.

Ed allora ho capito: non ho molto feeling con i colleghi di questa scuola (tranne che con alcuni), perchè sono snob, perchè hanno sempre un atteggiamento da primi della classe. Le questioni sindacali e politiche non li interessano, perchè loro pensano solo a lavorare, le imposizioni della vecchia preside non gli pesavano, perchè loro pensano solo a lavorare, le differenze di trattamento e le ingiustizie nei confronti dei singoli, soprattutto nuovi arrivati, che lavorano in questa scuola non li toccano, perchè loro pensano solo a lavorare....Insomma LORO sono molto in sintonia con la Gelmini, che ieri ha detto, a proposito dello sciopero degli insegnanti, che in Italia c'è chi lavora e chi protesta. Eh, no, miei cari, io sono una che lavora, ma proprio per questo ritiene sacrosantamente suo il diritto di protestare!

1 ottobre 2008

Gli indubbi vantaggi dell'asinocrazia

 

Liberazione - martedì 30 settembre 2008 - pag. 1 e 19

Gli indubbi vantaggi dell'essere asini

Franco Berardi Bifo

Gli insegnanti italiani scioperano, scendono in piazza. Ma si può mai sapere per quali ragioni si agitano? Cos'è che non va bene a questi incontentabili fannulloni che prendono uno stipendio sia pure microscopico per un lavoro inutile anzi forse dannoso? Il Ministro Gelmini riduce un po' gli organici, licenzia ottantamila maestri, sbatte fuori dalle loro classi qualche decina di migliaia di professori, costringe i presidi a fare delle classi con trentaquattro allievi, porta via soldi alla scuola pubblica e finanzia le scuole per asini devoti. Ma queste iniziative sono finalizzate al bene del buon popolo italiano, come si fa a non capirlo?

Si deve studiare di meno, questo è il santo principio. Meno professori meno maestri meno ore di scuole, meno giorni meno anni anzi se fosse possibile l'ideale sarebbe che il buon popolo italiano non fosse più costretto ad imparare quelle storie terribili che i marxisti atei pederasti insistono a volergli raccontare: le guerre, gli olocausti, la trigonometria, l'evoluzione della specie e perfino l'antropologia culturale. Che bisogno c'è mai di rovinar l'umore dei nostri adolescenti con lo studio di tutte quelle disgrazie che rischiano di insinuare soltanto dubbi malefici? Non basta imparare il mestiere? non basta quel che ogni sera dice il professor Bruno Vespa? Per essere buone madri, buoni padri e buoni lavoratori non c'è nessun bisogno di tormentarsi il cervello con tutte quelle teorie che inquinano lo spirito.

Del resto, siamo realistici. Un filosofo inglese di certo comunista di nome Francesco Bacone disse un giorno una frase blasfema che ha poi traviato molte generazioni: conoscenza è potere. Così disse quell'ateo.

Ora però, con l'aiuto d'Iddio abbiamo capito che le cose non stanno così. Se volete il potere sarà meglio essere asini.

Prendete quel Barack Obama che (Dio ce ne scampi e liberi) rischia di diventare il Presidente degli Stati Uniti. Certo quel giovinotto parla un inglese raffinato ed elegante, ha studiato nelle università migliori e si è sempre mostrato perfettamente preparato in politica estera, in economia ed in materia di diritti umani. Ma non è forse questa una prova del tutto inconfutabile del fatto che egli è diverso dall'enorme maggioranza dei buoni americani? Non è forse questa una prova del fatto che probabilmente è proprio lui l'Anticristo, il papa nero, addirittura forse islamico o forse ebreo?

Studi recenti dimostrano che proprio per quell'intollerabile pretesa di essere una persona colta e preparata, sta diventando antipatico alla maggioranza degli americani che invece, sembra, adorano quella signora che ammazza quadrupedi con un fucile a pallettoni e non sa proprio niente né della storia né della geografia, per non dire del resto. Non è forse così che ci vuole il Signore Santissimo? Non disse forse il figlio dell'uomo: Beati i poveri di spirito, perché loro sarà il Regno dei Cieli?

Asini. Così dobbiamo essere. Questa è la nuova moda che si è diffusa nel mondo da quando un ex alcolista ex disertore convertito ha vinto le elezioni del paese più importante del mondo convinto che i Talibani fossero un gruppo rock, e ignorando chi era il presidente del Pakistan.

I risultati si vedono, dobbiamo riconoscerlo. Otto anni fa l'America era la più grande potenza militare di tutti i tempi, poi ha perduto una guerra dopo l'altra, e tutti quei fetenti di russi, coreani, iraniani e venezuelani gli fanno le pernacchie, incuranti delle minacce dell'asino presidente. Otto anni fa l'America era la più grande potenza finanziaria del mondo, e adesso deve girare con il piattino a chiedere l'elemosina perché le sue banche d'investimento sono fallite l'una dopo l'altra, e milioni di americani poveracci (che magari avevano votato per il candidato asino) hanno perso la casa e dormono sul marciapiede. Otto anni fa l'America era un paese discutibile ma rispettato. Adesso nessuno al mondo vorrebbe assomigliare a quel popolo di ignoranti che si è scelto un asino come presidente.

Ma questo a Mariastella non gliel'ha detto nessuno. La devota Gelmini non vuole sentire ragioni, il suo unico faro è quel signore di Arcore che da trent'anni, ogni sera ogni mattina ed ogni pomeriggio ci rifornisce il cervello di una sostanza sottile che ci aiuta a non sentirci soli, ed a ragliare insieme tutti quanti all'unisono.

14 settembre 2008

Esuberi

 

La vignetta è della scorsa settimana e andrebbe aggiornata: ora si parla di 6000  esuberi in Alitalia. Nessuno ricorda che il governo Prodi all'inizio del 2008 aveva quasi concluso un accordo con Air France che prevedeva 2500 esuberi, ma che fu bloccato dal Berluskaiser (allora all'opposizione) che, con la scusa dei troppi esuberi, millantava tra l'altro di avere una fantomatica cordata italiana pronta a rilevare la nostra compagnia di bandiera. Viste le disavventure degli scalatori di quest'estate, possibile che non ci sia nessuno disposto ad accompagnare il nostro caro presidente del consiglio per una rilassante escursione sul K2? La cordata je la preparo io....

Questa, con accluso commento, me l'ha inviata per posta stamattina un mio corrispondente telematico. Devo dargli atto che è uno tra i pochi Italiani a farsi un po' due conti e ad avere un po' di memoria (al contrario della massa che sembra averla molto corta!). Di fronte a questa situazione e a quella della scuola vorrei chiedere a questa parte politica fortemente cara all'imprenditoria e con a cuore soprattutto l'economia del paese, come pensa, viste anche le ultime dichiarazioni della Gelmini ("il futuro degli 87.000 precari della scuola non è affar mio"), che l'economia del paese possa ripartire con una massa di gente che non ha lavoro sicuro e con un'altra massa di persone che teme (visti i precedenti) per quello che ha!

9 agosto 2008

Meno male che non mi trovavo a passare da quelle parti.....

 

incontro casuale nella piazza romana, poi i saluti di «buone vacanze»

Berlusconi galante con la Gelmini:
«Come sei bella, sembri una bambina»

I complimenti del premier al ministro dell'Istruzione in posa per un servizio fotografico a Campo dei Fiori

Il ministro Mariastella Gelmini (Afp)
Il ministro Mariastella Gelmini (Afp)
ROMA - Non perde la sua proverbiale galanteria il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, neanche in occasioni informali. Un esempio? Incontrando per caso a Campo dei Fiori, famosa piazza romana, il l ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, tra un abbraccio, una foto per l'occasione, e un reciproco «buone vacanze», il premier apostrofa il ministro con un «come sei bella, sembri una bambina».

SERVIZIO FOTOGRAFICO - Gelmini non si trova nella famosa piazza della Capitale per doveri istituzionali, ma, con i capelli raccolti, un vestito colorato stretto in vita, un po' anni '60, e scarpe con tacco alto, si ta facendo fotografare per un servizio giornalistico di un settimanale. A sorpresa si presenta anche il premier, lì per una passeggiata tra le bancarelle del mercato. Il ministro va incontro al premier augurandogli «buone vacanze». «Ma guarda un po', dai banchi di scuola alle piazze» esclama il Cavaliere. Poi, notando il look inusuale del ministro, aggiunge: «Guarda come sei bella, sembri una bambina». Prima di salutarsi, i due si prestano a una piccola passeggiata in favore di fotografi.



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5 agosto 2008

E allora...sotto il grembiule niente!






05 agosto 2008 - Gianfranco Pignatelli
Ci sono immagini ed azioni politicamente eloquenti. Prendete Palazzo Chigi. Nella sede istituzionale del governo, gli addetti alla comunicazione del premier hanno pensato bene di esporre un Tiepolo taroccato e manipolato.

Dov'è lo scandalo? Non nella copia: falso più, falso meno… Forse nella contraffazione che ha velato il seno? Non di certo. Nella città della Sistina oltraggiata dal bigottismo becero dell' Inquisizione un po' di restauratio moraleggiante non fa scalpore. Più, molto più eloquenti, sono la scelta dell'opera, il suo titolo ed il pittore. E chissà se non siano tutti lapsus freudiani. Nell'ordine: quel titolo, "la Verità svelata dal Tempo"; l'effimero autore, capace di destrezze ed inganni d'ogni sorta; la sua origine, guarda un po', rigorosamente del nord-est. Ancora una volta siamo di fronte ad una mera apparenza, una verità falsa e manomessa. Indicativa, poi, la sua collocazione: la sala per le conferenze stampa. Il luogo per i monologhi di comodo e dei negati contraddittori. Delle verità taroccate e manipolate, appunto. Eccone una.

Un ministro a caso - e per caso -, quello dell'istruzione, presenta un ddl con delle vecchie novità: grembiule, esami di riparazione e sette in condotta. Attenzione, però. Dietro tutto questo c'è ben altro. Intanto, tutti a chiedersi se abbia un senso un bullo bello in divisa o se un alunno prepotente potrà essere fermato da un sette in condotta. Qui il falso decoro ipocrita del pudico reggiseno alla Verità del Tiepolo fa il paio, sempre più, col grembiulino. Perché la deriva è la stessa: vacua, reazionaria, cattolica. Una pezza, una toppa, un paravento. Come se un autentico nudo d'arte o una classe di piccoli in jeans e felpe variopinte fossero, solo per questo, più indecorosi ed impresentabili di una verità manipolata ed irregimentata. Passi che abbia cercato di farsi ricordare con la più banale delle rime Gelmini-grembiulini.

Ma da una giovane di belle speranze si poteva anche pretendere di più. Invece, sotto il grembiule, niente. Né risorse, né progetti, né impegni. Nessuna presa di posizione contro il decreto n.112 che ha tagliato 8 miliardi di euro (un terzo dell'intera manovra statale). Nessuna opposizione al subappalto dell'istruzione preteso dal vaticano come ricompensa per l'appoggio elettorale. Non un battito di ciglia sul linciaggio del personale operato con livore dal collega della funzione pubblica. Non una presa di posizione sulla dismissione e privatizzazione della scuola di tutti e per tutti. Nulla per impedire che la scuola statale fosse piegata alle ingordigie delle lobby. Da quella clericale, che succhia l'8 per mille e pretende pure il travaso di finanziamenti dalla scuola statale, a quella confessionale.

Fino ad arrivare alla casta dei dirigenti scolastici. A loro l'art.5 del ddl "grembiulini", presentato al CdM il 1° agosto, concede, in maniera surrettizia, di scegliersi i docenti, con la facoltà esclusiva di conferire incarichi annuali sottraendoli alla trasparenza della gestione degli ex provveditorati provinciali. E, come se non bastasse, attribuisce loro la facoltà di rinnovare le nomine per due anni, in pieno dispregio delle priorità acquisite con i titoli e i servizi riconosciuti dalla normativa vigente. Un altro modo per sovrapporre alla certezza dei diritti acquisiti dagli insegnanti precari, il potere dei presidi di spadroneggiare nella scuola, imponendo favoritismo, nepotismo, clientelismo.

E c'è di più. Si prevede il taglio di 90.000 addetti e 2000 scuole, quelle dei piccoli centri e per l'infanzia. Proprio quegli istituti che scongiurano la dispersione scolastica nelle zone più disagiate del Paese. Anche in questo caso – statene certi - non se ne accorgerà nessuno. Ancora una volta ci propineranno una pseudoverità, una verità velata.


 

31 luglio 2008

Mi si spezza il cuore per i poveri bambini leghisti....

 

In tre anni il personale dovrà essere ridotto di 129.5000 unità
Previsti interventi strutturali, leggi accorpamenti o tagli di istituti

A rischio circa 2000 scuole
dei comuni più piccoli.

La maggior parte dei centri con meno di 5.000 abitanti si trovano al Nord
Ipotizzabili pesanti ripercussioni sulla vita quotidiana delle famiglie

Salvo Intravaia, la Repubblica 30.7.2008

A RISCHIO le scuole dei piccoli comuni. Nel giro di tre anni circa 2 mila istituzioni scolastiche potrebbero "chiudere o essere accorpate". Risultato: per gli alunni dei centri con meno di 5 mila abitanti frequentare la scuola potrebbe diventare una specie di rompicapo: sveglia all'alba e trasferimento in pullman (bene che vada) a scuola. Se i comuni e le province non potranno mettere a disposizione nessun mezzo di trasporto, del tutto si dovranno far carico le famiglie. E' uno dei tanti effetti del decreto legge 112, collegato alla manovra finanziaria per il 2009, già varato dalla Camera e in attesa soltanto dell'ok da parte del Senato.

Un comma dell'articolo 64, dall'innocuo titolo "Disposizioni in materia di organizzazione scolastica", parla chiaro: "Nel caso di chiusura o accorpamento degli istituti aventi sede nei piccoli comuni, lo Stato, le Regioni e gli enti locali possono prevedere specifiche misure finalizzate alla riduzione del disagio degli utenti". Possono. Ma se non possono, l'eventuale chiusura del plesso scolastico si ripercuoterà sul menage familiare. Come la prenderà il leader della Lega, Umberto Bossi - che nel giro di pochi giorni ha tuonato prima contro il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, e successivamente contro gli insegnanti meridionali - questa volta? Già perché le regioni nelle quali il provvedimento rischia di stravolgere la vita a milioni di persone sono proprio quelle del Nord.

Ma andiamo con ordine. Nei prossimi tre anni, per alleggerire la spesa della Pubblica amministrazione, la scuola dovrà lasciare sul campo 87 mila posti di insegnante e 42 mila e 500 di Ata (personale amministrativo, tecnico e ausiliario). Sono previsti alcuni interventi strutturali non ben definiti (il ritorno al maestro unico alle elementari?) e non viene esclusa una nuova "razionalizzazione della rete scolastica italiana" che tradotto dal burocratese significa tagliare e accorpare scuole. L'obiettivo è quello risparmiare riportando all'interno del "intervallo virtuoso" il numero di alunni delle singole scuole: tra 500 e 900 alunni, appunto. Per via della situazione geografica italiana sono parecchie le scuole dei piccoli centri che assicurano il servizio a "pochi alunni": basti pensare a Ustica.

Nel 2002, l'allora ministro dell'istruzione, Letizia Moratti, fece compilare una "lista nera" di 2 mila istituzioni scolastiche fortemente sottodimensionate (con meno di 500 alunni) che suscitò le vibranti polemiche dei sindacati e delle associazioni. Non se ne fece nulla, ma questa volta il governo Berlusconi sembra più deciso.

In Italia, secondo l'ultimo censimento, i piccoli comuni sono 5.836: il 72 per cento del totale. Sono poco più di 10 milioni gli abitanti che risiedono nei piccoli centri e nella maggior parte di essi (nel 60 per cento, secondo un calcolo di Legambiente) c'è almeno un plesso di scuola primaria (elementare) e di scuola media che rendono la vita meno complicata a milioni di famiglie. Ma in futuro potrebbe non essere più così perché per ridurre drasticamente le cattedre occorre tagliare le classi e alcune scuole potrebbero appunto chiudere.

Anche la distribuzione dei piccoli comuni lungo lo Stivale non è omogenea. La maggior parte (il 59 per cento) si addensa nelle otto regioni del Nord. Quelli ubicati nelle regioni del Centro sono appena 642 (l'11 per cento) e al Sud se ne contano poco meno del 30 per cento (1.740 per la precisione). Il provvedimento, così, rischia di penalizzare soprattutto le regioni settentrionali che, essendo le più "montuose", sono più ricche di piccoli centri.

25 luglio 2008

Insomma le vacanze....

...sono state davvero un disastro. In Sardegna (come al solito!), dopo solo quattordici giorni (e appena quattro prima del mio previsto rientro per gli esami di recupero del debito) con già il biglietto aereo in mano e tanti progetti in mente (tipo sfruttare il tempo libero dagli esami per andare a fare shopping con i saldi e vedere la mia amica C. e il suo cane Tatù), appena dopo  essere riuscita a riprendere tutta una serie di attività motorie, che mi erano tanto mancate quest'inverno ( passeggiate in bici e nell'acqua e lunghe nuotate), mentre una sera mi mettevo semplicemente il pigiama (parenti ed affini tutti ci hanno rivolto la maliziosa domanda:"Ma che stavate facendo in camera da letto?), ho sentito un CLAC terribile. Era il ginocchietto destro, che usciva e rientrava nella sua abituale sede, forse stanco di una vita un po' monotona....Così notte terribile di dolori atroci, difficoltà enormi anche soltanto per arrivare al bagno e giorno dopo guardia medica e lunghissime ore al Pronto Soccorso con un codice bianco che mi faceva passare avanti tutti. Insomma niente di rotto e venti giorni di riposo. Telefono alla Preside e vengo sommersa da una valanga di insulti (che ho sempre problemi, che non ho serietà professionale e mi riattacca pure il telefono!). Brunetta nel frattempo prolunga gli orari del medico fiscale (ma tanto non sarei stata in grado di schiodare le chiappe da sotto la veranda di casa....) e così ho tutto il tempo (cosa positiva di leggermi la biblioteca che mi sono portata dietro ed anche tutti i quotidiani, giorno per giorno, cosa che aggrava di gran lunga il mio pessimo umore....................................

Così ora, ancora con il ginocchio che non vuole stendersi pienamente ed una risonanza fissata per il 29 Ottobre(!!!!!!!!!!!), leggo i vostri blog e trovo questo giochino molto serio su lei e lei, al quale aderisco.
Sarebbero da elencare SOLO tre cose che vi hanno disgustato nella politica negli ultimi giorni ed io ho pensato a queste (ma sarebbero molte di più):

1) Ritengo disgustoso il fatto che, mentre si parla tanto di legalità e giustizia, questa sembri doverci essere solo per gli extracomunitari e gli zingari, poichè i primi atti del governo hanno tolto la rintracciabilità delle parcelle dei professionisti, la penalità per i datori di lavoro che fanno firmare dimissioni in bianco, i limiti per il rinnovo dei contratti a tempo determinato, l'impossibilità di partecipare alla costruzione dell'alta velocità per tutti le ditte che non avevano vinto regolare gara d'appalto, le regole varate dal governo Prodi per evitare il riciclo di danaro sporco tramite il nuovo sistema di emissione degli assegni (tutti provvedimenti a avore dell'illegalità di una certa parte e passati quasi totalmente sotto silenzio);
2) Ritengo disgustosi i tagli a sanità e scuola pubblica per favorire i privati e quelli che si possono permettere il privato;
3) Ritengo disgustoso l'attacco e lo smantellamento delle agenzie fiscali (per cui anche ieri si protestava in piazza, ma solo il Tg3 ha dato brevissima notizia) a favore di una nuova ondata di evasione (con la lotta contro la quale il precedente governo era uscito dalle procedure di infrazione della comunità europea.
E ne aggiungo anche altri due: 4) Ritengo deplorevole che un ministro della Repubblica Italiana offenda l'inno e soprattutto quanti lavorano a prezzo di gravi sacrifici al Nord pur essendo del Sud (vedi i professori precari);
5) Ritengo indegno che mentre si parla di "principio di merito" per professori ed impiegati statali siedano al Governo tre "Galline" come la Gelmini, la Carfagna e la Brambilla che hanno avuto il solo merito di essere chiamate da Berlusconi "le sue bambine"!!!!!!

Ma certo lo sapevo anche dal giorno dopo le elezioni che con questo governo ci sarebbe stato da farsi il fegato grosso!!!!


P.S.= Nessuno mi ha nominato per il "Brillante weblog". Sigh, sigh, sigh e ancora sigh!

19 giugno 2008

Campagna di vaccinazione, è solo l'inizio

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Di Vincenzo Brancatisano


18 GIUGNO 2008 – Campagna di vaccinazione con prime reazioni allergiche. Molti tra coloro che hanno voluto-fortissimamente-voluto Brunetta, Gelmini e Berlusconi al timone ora piangono per la bua. Ma la vaccinazione profetizzata da Indro Montanelli deve ancora essere iniettata a dovere. Siamo ancora agli inizi, ai primi test. L'anima bella Finocchiaro si straccia le vesti, oggi, dopo avere scoperto, oggi, la vera natura dell'avversario. Servivano le prove naturalmente. Serviva l'ennesima legge sporcacciona per riprendersi dal sonno. Dopo aver additato Beppe Grillo così come lo sciocco osserva il dito del saggio che indica la luna, l'Anna invita i suoi ad abbandonare l'aula. Aula che sarà abbandonata, almeno nelle intenzioni più nefaste di chi sta mettendo su un bel regime, da centomila insegnanti precari. Che pagheranno per primi e più di tutti il regalo fatto dal Grande Popolo Italiano (anche da loro e dalle loro famiglie) a Cavalieri, nani e ballerine. Un Paese che esorcizza la propria mediocrità non solo calcistica prendendosela (Noi!) con la presunta mafiosità degli olandesi, senza sentire il dovere di chiedere scusa a quel popolo, non può andare da nessuna parte. Vietare la pubblicazione di atti pubblici e preconfezionare la galera per chi si macchierà di simili delitti non può che aizzare verso l'obiezione di coscienza: ha ragione Marco Travaglio. Non posso che ricordare la grande profezia del professor Ugo Rescigno che nel 1991 durante un incontro pubblico sulle gravi esternazioni dell'allora presidente Cossiga per il quale la sinistra sprecava energie, tempo e chiacchiere chiedendone l'incriminazione: state perdendo tempo in cazzate, spiegò con altre parole il profeta Rescigno, mentre sta per scendere in campo il proprietario delle televisioni private. Ancora non lo conosceva nessuno. Il regime andava cercato da un'altra parte. Caro regime, hai raccontato balle e t'han creduto, hai regalato cinquanta euro di Ici che trasformerai in ticket, hai fatto passare per aiuto ai mutuatari un'intesa con le banche che rischia di travolgerli perché li svia dalla più proficua via della portabilità però sei un po' stupido: invece di tagliare 100.000 cattedre avresti dovuto promettere 200.000 assunzioni ai precari della scuola, sfruttati e abusati da decenni di lavoro a termine e che in queste ore si stanno leccando le ferite. Ti avrebbero coperto di voti fino al prossimo ventennio. Non solo in Sicilia. Puoi rimediare, però: assesta un calcio nel sedere a chi ha redatto la traccia del tema di Italiano agli esami di Stato, e rassicura chi lavora davvero nelle scuole: prometti che non farà parte (almeno questo!) del plotone di esecuzione.


17 maggio 2008

I PEGGIORI SONO I PRIMI

 
di Marco Travaglio

"Vanno premiati il merito e la capacità delle persone". Così parlò Walter Veltroni l'11 aprile, a fine campagna elettorale, tentando di scrostare dal centrosinistra la vecchia muffa assistenziale e parastatale. C'era dunque da attendersi una ferrea coerenza meritocratica nelle scelte del Pd. Sia nei confronti del nuovo governo, il meno meritocratico mai visto nella storia repubblicana. Sia nella selezione interna delle classi dirigenti. Come ha scritto Giovanni Sartori sul 'Corriere', il Berlusconi IV brilla per l'incompetenza di gran parte dei suoi ministri.

Che c'entra la pur avvenente Prestigiacomo con l'Ambiente? E il ragionier condonista Matteoli con le Infrastrutture? E l'avvocata Gelmini con l'Istruzione? E l'autore della peggior legge elettorale del mondo, Calderoli, con la Semplificazione? E la valletta Carfagna, di cui si ignorano le opere ma non le foto, con un ministero purchessia? Con una simile compagnia è difficile dare torto alla Brambilla quando domanda perché gli altri possono andare dappertutto e lei alla Salute no: l'enciclopedica insipienza di molti ministri (per non parlare dei sottosegretari) non ha nulla da invidiare alla sua.

Ma il Pd ha perso l'occasione di affondare il colpo, limitandosi a vacui pigolii sul 'governo deludente' (quando mai un governo soddisfa l'opposizione?). E lasciando al solo Di Pietro il compito di dire la verità: e cioè che trattasi di un governo 'ad personam' in cui Berlusconi farà il bello e il cattivo tempo agli Esteri come alla Giustizia come alle Comunicazioni, dove ha sistemato tre uomini senza qualità: Frattini, Alfano e Romani. Nemmeno l'ombra di meritocrazia pure nella selezione delle classi dirigenti del Pd.

Lì, anzi, vige la perditocrazia. Nei posti che contano vanno i più leggendari perditori mai visti. Al Copaco è candidato Rutelli, reduce dai trionfi romani. Alla Vigilanza è candidato Gentiloni, che non ha combinato nulla sulle tv. E la capogruppo al Senato è Anna Finocchiaro, che vanta una collezione di fiaschi degna di una cantina sociale. Nel suo collegio uninominale non è mai riuscita a farsi eleggere, salvandosi regolarmente grazie al paracadute proporzionale. Nel 2006, capolista alle regionali siciliane, trascina i Ds al minimo storico: 5,5 per cento. Dunque nel 2008 scalza Rita Borsellino alle regionali anticipate per la condanna di Cuffaro. Un'apoteosi: 30,4 per cento, ben 11 punti sotto la Borsellino (che aveva sfondato fino al 41,6).

'Annuzza' che fa? Molla la Sicilia, dove dovrebbe guidare l'opposizione, e fugge a Roma, dove il solito paracadute le garantisce un seggio sicuro. Giusto in tempo per raccogliere il meritato premio: la rielezione a capogruppo. Prima mossa, geniale: gli applausi con bacio al neopresidente Schifani, noto statista. Il merito va premiato, sempre.


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permalink | inviato da Gattara il 17/5/2008 alle 16:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa

28 aprile 2008

La nuova ministra (o la solita minestra???)

 

MariaStella Gelmini al Ministero dell'Istruzione Fare clic con il pulsante destro del mouse qui per scaricare le immagini. Per motivi di riservatezza, il download automatico dell'immagine da Internet non è stato eseguito.

28 aprile 2008 - pd
Dopo quello di Formigoni, Bondi, Prestigiacomo, Carfagna, adesso circola il nome di Gelmini. Qual è la sua visione della scuola? "Meritocrazia", "liberalizzazione della professione" e chiamata diretta dei presidi

Mariastella Gelmini è già su Wikipedia. Giovane, nasce a Leno il 1973. Avvocato, è specializzata in diritto amministrativo e urbanistico. Coordinatrice regionale di ForzaFare clic con il pulsante destro del mouse qui per scaricare le immagini. Per motivi di riservatezza, il download automatico dell'immagine da Internet non è stato eseguito. Italia in Lombardia, è stata eletta alla Camera dei Deputati per la prima volta nel 2006 (XV legislatura).

Il 5 febbraio 2008 ha presentato una proposta di legge che si pone come primo obiettivo "l'attuazione concreta nella societa` italiana del principio del merito". Ed ha ben pensato di partire dalla scuola.

L'obiettivo per la Gelmini dovrebbe essere raggiunto attraverso questi salienti passaggi.

Citiamo dalla proposta di legge

  • rafforzamento dei poteri organizzativi e disciplinari dei dirigenti scolastici e degli organismi di amministrazione che li adiuvano, con compiti di gestione amministrativa e di reclutamento del corpo docente;
  • la promozione di una piena concorrenza tra le istituzioni scolastiche, mediante l'adozione di meccanismi di ripartizione delle risorse pubbliche in proporzione ai risultati formativi rilevati da un organismo terzo tenuto a pubblicare annualmente una classifica regionale delle istituzioni scolastiche fondata su parametri trasparenti e verificabili
  • cancellazione del sistema dei debiti formativi e l'aumento della selettivita` dei meccanismi di avanzamento scolastico, anche attraverso la reintroduzione degli esami di riparazione;
  • valorizzazione del merito dei docenti, mediante:
    • l'eliminazione di ogni automatismo nelle progressioni retributive e di carriera degli insegnanti;
    • la progressiva liberalizzazione della professione, da attuare attraverso la chiamata nominativa da parte delle autonomie scolastiche su liste di idonei, con un periodo di prova di due anni scolastici propedeutico all'assunzione a tempo indeterminato, garantendo comunque la mobilita` dei docenti;
    • la possibilita` , per le singole istituzioni scolastiche, senza oneri aggiuntivi a carico della Stato, di stipulare con i singoli docenti contratti integrativi di tipo
      privatistico.

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