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Blog aperto il 16/08/2005


GEMELLI
Chiacchiera, scrive, legge, parla ingrese, domanna, vede, compera, sbaratta,
svolazza, guida, interpreta, contatta, telefona, s'empiccia ma è cortese.
Facile, svelto, fino testa matta, sorte, ritorna, gioca, va' pe' spese,
se fa cinque, sei viaggi drent'un mese, quarziasi cosa già l'ha vista e fatta.
Cammia lavoro, donna, veste, umore, tie' le fette in du' staffe:
è opportunista; nun je chiede costanza ne l'amore.
È spiritoso, ironico, ballista, giovanile, ne fa d'ogni colore.
Si s' ammala è ai pormoni e se rattrista
.



In Italia è molto duro essere un intellettuale di destra.
Quelli di sinistra non ti leggono
perchè sei di destra,
quelli di destra non ti leggono
perchè non leggono niente!!!
Marcello Veneziani
 


Scriviamo per farla finita con noi stessi, ma con il desiderio di essere letti, non c’è modo di sfuggire a questa contraddizione. E come se annegassimo urlando: “Guarda, mamma, so nuotare! “. Quelli che gridano più forte all’autenticità si gettano dal quindicesimo piano, facendo il tuffo d’angelo: “Vedete, sono soltanto io!”. Quanto a sostenere di scrivere senza voler essere letti (tenere un diario, per esempio), significa spingere fino al ridicolo il sogno di essere contemporaneamente l’autore e il lettore. (D.Pennac)

"Amo: la parola più pericolosa per il pesce e l'uomo"
Groucho Marx

Livietta: la nuova arrivata!

Cesare: il mio ex-attempato amante
(ci ha lasciato alla veneranda età di diciotto anni!)

Diva: la gatta della mia adolescenza:trovatella, un po' furastica.

Conan: il mio bellissimo, completamente
 pazzo, gatto americano (stroncato dalla leucemia  a soli due anni)
Benigni dixit:" Se su dieci persone ci sono sei operai, tre impiegati e un ricco. Perchè alle elezioni vince sempre il ricco? Allora o ci sono brogli elettorali o il popolo è stupido"

Paolo Rossi: "La fuga dei cervelli. Un bel problema: i cervelli fuggono e i corpi rimangono qui a fare il ministro o il politico..."

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, nè più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perchè con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perchè sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
(E.Montale)

Messico 1984: il più bel viaggio della mia vita

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11 maggio 2010

Una notiziola girata veramente poco, ma che a me le fa girare veramente tanto...

BONDI E IL RESTAURO DEGLI UFFIZI: LEONARDO E BOTTICELLI NELLE MANI DI UN COIFFER

Pubblicato da irpinianelmondo su maggio 10, 2010

10.05.2010-Neanche la triplice alleanza fra amore, candore e purezza – di cui Sandro Bondi si sente titolare al punto da voler portare nel Pdl questi nobili valori che «già animarono Gioacchino da Fiore» – è riuscita ad evitare l’accanimento della cattiveria che si sta abbattendo in queste ore sul ministro della cultura. Lui, e magari ha ragione, con i «faccendieri» del G8 dice di non avere nulla a che fare. E tantomeno con i parrucchieri come quello che, secondo l’accusa, avrebbe dovuto (con forbici, henné e bigodini?) rifare l’acconciatura al palazzo degli Uffizi ideato a suo tempo da Giorgio Vasari e magari praticare la messa in piega alle opere, lì contenute, di Giotto, di Cimabue, del Beato Angelico, di Leonardo, di Michelangelo, di Raffaello, di Tiziano…. Su questa vicenda ha ragione James Bond, così lo chiamo gli spiritosi, oppure hanno ragione quelli che tentano di «lordare la mia onestà»? Magari si tratta soltanto di una vendetta, a scoppio ritardato, di Firenze: la città che fece di Savonarola il suo mito e che però il giovane Bondi da Fivizzano (Massa Carrara) osò sfidare dedicando la tesi di laurea al predicatore Leonardo Vallazzana, che di fra Gerolamo fu grande avversario. E poi, sempre a Firenze – che sia di Bondi e non di Dante la celebre invettiva anti-fiorentina: «E per lo ’nferno tuo nome si spande»? – gli studiosi e gli utenti anche stranieri della biblioteca nazionale hanno scritto una furibonda lettera al ministro. Lamentando il mal funzionamento di quel tempio del sapere. E qualcuno, in proposito, s’è pure tolto lo sfizio di dedicare alla vicenda una poesiola sullo stile di quelle che verga Bondi su «Vanity Fair»: «Ignara Biblioteca / Decurtato budget / Tomi impoltigliati / Archiviati lamenti / Con bibliofilo ardore / Il tuo gemito accolgo». Verrà inviato un coiffeur anche per restaurare quel pozzo di scienza? E comunque: di Bondi, secondo Bondi, ce ne sono due. Uno gentile, simpatico, cortese e coerente col suo indimenticabile saggio intitolato: «La civiltà dell’amore». L’altro legittimamente rabbioso quando lo tocchi nell’onore o quando infanghi l’Italia. Il Bondi bis è il Bondi di questi frangenti. Quello che, come se non bastasse la storia del parrucchiere, è costretto a negarsi al festival di Cannes. Pur di non condividere la gita con Sabina Guzzanti e col suo filmetto «propagandistico che rovina l’immagine dell’Italia»: ovvero il trascurabile «Draquila», che sarebbe passato inosservato senza i fulmini che gli ha scagliato addosso James Bond. E se tutto questo accanimento su di lui, e sul buon nome dell’Italia, fosse un complotto? No, «non ci sono congiure – assicura il nostro eroe – ma ci sono poteri forti opachi» in azione. E «il governo appare sempre più impacciato, a causa di un Paese permanentemente sottoposto alla spada di Damocle e di accuse rivolte a uomini politici e a imprenditori, eclatanti quanto prive di riscontri». Questo si vedrà. Intanto, rovinare le giornate a un uomo che sta salvando i Beni Culturali – e rivendica di aver commissariato l’area archeologica di Pompei, Brera, i fatal Uffizi e i Fori Romani che non sembrano in gran salute – non è carino affatto. Anzi, è un’opera da masochisti e da anti-italiani. Visto che anche le celebrazioni dei 150 del nostro Stato sono nelle sapienti mani di Bond – ma non è mano nella mano con la Penisola, come gli capita di venire immortalato durante le interviste tivvù insieme alla fidanzata e deputata Manuela Repetti – il quale promette che farà le cose in grande per i festeggiamenti ma dà anche ragione a Calderoli il quale ha annunciato che non vuole parteciparvi. Chissà, a questo punto, se in cuor suo Bondi non abbia un rimpianto. Quello per la mancata accettazione, da parte del presidente del Turkmenistan, del baratto che gli ha proposto Berlusconi nella recente visita a Roma del collega venuto dall’est: «Io vi do Bondi e voi ci date in cambio una vostra graziosa ministra». L’affare non si fece. E al poetico Sandro è toccato restare qui. In compagnia, se così è, del parrucchiere diventato successore del Vasari.

Il Messaggero

16 settembre 2009

La caduta di Berlusconi

Chi l'ha pensata è un genio!!!

6 gennaio 2009

Previsioni per il 2009. Auguri!!!

 


A gennaio l’economia rallenta, ma tiene.
A febbraio Morfeo Napolitano nutre qualche preoccupazione per il PIL.
A marzo Tremonti implora gli italiani, Geronzi, Profumo e Passera di comprare Bot, Btp e CCT.
Ad aprile lo psiconano garantisce sul futuro dell’Italia.
A maggio Boss(ol)i rassicura che il federalismo è alle porte.
A giugno alle elezioni non ci va nessuno.
A luglio i nuovi disoccupati sono più di due milioni.
Ad agosto Morfeo Napolitano spiega in diretta televisiva che una possibile crisi lo inquieta.
A settembre Tremonti taglia del 30% le pensioni e gli stipendi del pubblico impiego.
Sempre a settembre il debito pubblico supera i 1900 miliardi.
Sempre a settembre lo psiconano si fa riprendere in via Montenapoleone a Milano a fare acquisti per rassicurare gli italiani. Bondi, Cicchitto e Gasparri passano tutti i pomeriggi alla Upim a riempire i carrelli.
A ottobre gli insegnanti non ricevono lo stipendio e le scuole sono chiuse.
A novembre falliscono le amministrazioni pubbliche di Roma, Napoli, Palermo e Bari. Sempre a novembre lo psiconano si reca due settimane alle Barbados per dare l’esempio e dimostrare a tutti che la crisi è un’invenzione dei comunisti.
A dicembre, dall’elicottero, mentre varca il confine austriaco, Tremonti dichiara la bancarotta dello Stato e il federalismo fiscale. Nel senso che ognuno si terrà per sé quello che gli è rimasto in tasca.
A dicembre lo psiconano decide di prolungare per qualche anno le sue vacanze e di farsi assistere dal super consulente Lucianone Gaucci per trattare il suo rientro in Italia ai domiciliari con i tribunali della Repubblica.
Buon 2009!


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permalink | inviato da Gattara il 6/1/2009 alle 17:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

28 aprile 2008

La nuova ministra (o la solita minestra???)

 

MariaStella Gelmini al Ministero dell'Istruzione Fare clic con il pulsante destro del mouse qui per scaricare le immagini. Per motivi di riservatezza, il download automatico dell'immagine da Internet non è stato eseguito.

28 aprile 2008 - pd
Dopo quello di Formigoni, Bondi, Prestigiacomo, Carfagna, adesso circola il nome di Gelmini. Qual è la sua visione della scuola? "Meritocrazia", "liberalizzazione della professione" e chiamata diretta dei presidi

Mariastella Gelmini è già su Wikipedia. Giovane, nasce a Leno il 1973. Avvocato, è specializzata in diritto amministrativo e urbanistico. Coordinatrice regionale di ForzaFare clic con il pulsante destro del mouse qui per scaricare le immagini. Per motivi di riservatezza, il download automatico dell'immagine da Internet non è stato eseguito. Italia in Lombardia, è stata eletta alla Camera dei Deputati per la prima volta nel 2006 (XV legislatura).

Il 5 febbraio 2008 ha presentato una proposta di legge che si pone come primo obiettivo "l'attuazione concreta nella societa` italiana del principio del merito". Ed ha ben pensato di partire dalla scuola.

L'obiettivo per la Gelmini dovrebbe essere raggiunto attraverso questi salienti passaggi.

Citiamo dalla proposta di legge

  • rafforzamento dei poteri organizzativi e disciplinari dei dirigenti scolastici e degli organismi di amministrazione che li adiuvano, con compiti di gestione amministrativa e di reclutamento del corpo docente;
  • la promozione di una piena concorrenza tra le istituzioni scolastiche, mediante l'adozione di meccanismi di ripartizione delle risorse pubbliche in proporzione ai risultati formativi rilevati da un organismo terzo tenuto a pubblicare annualmente una classifica regionale delle istituzioni scolastiche fondata su parametri trasparenti e verificabili
  • cancellazione del sistema dei debiti formativi e l'aumento della selettivita` dei meccanismi di avanzamento scolastico, anche attraverso la reintroduzione degli esami di riparazione;
  • valorizzazione del merito dei docenti, mediante:
    • l'eliminazione di ogni automatismo nelle progressioni retributive e di carriera degli insegnanti;
    • la progressiva liberalizzazione della professione, da attuare attraverso la chiamata nominativa da parte delle autonomie scolastiche su liste di idonei, con un periodo di prova di due anni scolastici propedeutico all'assunzione a tempo indeterminato, garantendo comunque la mobilita` dei docenti;
    • la possibilita` , per le singole istituzioni scolastiche, senza oneri aggiuntivi a carico della Stato, di stipulare con i singoli docenti contratti integrativi di tipo
      privatistico.

22 aprile 2008

Lezione N° 1: impariamo ad apprezzare il nuovo governo

Ovvero "Impariamo a conoscere il nostro nuovo Ministro Della Pubblica Istruzione", vogliate gradire l'intervista da Lui rilasciata a   "Sette" (Corriere della Sera) il 13 Marzo 2002

Bondi, quando pensa a Berlusconi, che cosa pensa?
«Voglio bene a Berlusconi. Ho un sentimento di affetto profondo per lui. È una persona straordinaria».

Vede? È un inguaribile adulatore.
«Tutti sono d'accordo nel dire che Berlusconi è una persona straordinaria. Io manifesto liberamente il mio pensiero. È l'unico modo in cui posso essergli utile. Così penso di avere dato anch'io un piccolo contributo ai suoi successi. Anche se il 95 per cento del merito va allo stesso Berlusconi».

E il suo merito?
«Zero e qualcosa. Diciamo 0,2. In tutta la mia vita ho sempre espresso le mie opinioni, anche quando ero nel Pci. Pagando prezzi molto alti».

Quali prezzi?
«L'emarginazione. Fino all'inevitabile abbandono. Negli anni Settanta assumere posizioni riformiste era un'eresia. Voleva dire andare incontro a ingiunzioni al silenzio da parte dei dirigenti».

La sua carriera?
«Sono stato segretario della Fgci. Poi membro del direttivo provinciale, poi sindaco di Fivizzano».

Mi dice un errore di Berlusconi?
«In questo momento è demonizzato. Io devo difenderlo. Dice bene Ferrara. Berlusconi è come Mozart: pura genialità e candore fanciullesco».

Passi Mozart. Ma lei ha detto che è all'altezza di De Gasperi.
«Ho detto che può essere paragonato a De Gasperi per i suoi rapporti con gli Usa. Io avevo molti dubbi come cattolico su questa guerra. Ma quando ho ascoltato Berlusconi dire a Bush: "Noi vi siamo riconoscenti per averci fatto riconquistare la libertà e la democrazia...", ho avuto un fremito di commozione».

Ha avuto lo stesso fremito per le parole del Papa?
«Ciò che dice il Papa per un cattolico è importante. Io spero che questa guerra si possa evitare, che Berlusconi possa influenzare il corso degli eventi verso la pace. Oggi è l'unico in Europa che, avendo buoni rapporti con Blair, con Putin, con Bush, può fare qualcosa per evitare un conflitto armato».

Torniamo all'errore. Me ne dice almeno uno?
«Berlusconi ha spesso preso delle decisioni che mi sembravano sbagliate. Ma poi ho dovuto ammettere che erano giuste».

Faccia una follia. Mi dica un difetto.
«Un difetto di Berlusconi... un difetto di Berlusconi... è dura».

Passano i minuti.
«Non riesco a trovarlo...».

I minuti diventano ore.
«È imbarazzante... un difetto di Berlusconi... non so...».

Lei ha detto che Berlusconi è un misto di Einaudi, don Sturzo e Rosselli.
«Ho detto che se dobbiamo cercare dei padri per Forza Italia, possiamo trovarli nelle tradizioni cattolica, liberale, riformista. Sento parlare in questi mesi di orgoglio democristiano. Ma siamo ancora lì? Noi dobbiamo avere l'orgoglio di Forza Italia. Nei colloqui privati, quando si parla con alcuni ex democristiani, noto che Berlusconi è ancora visto come un usurpatore, come una persona estranea alla politica. E queste persone si considerano gli unici autentici uomini politici capaci di traghettare l'Italia».

Chi?
«I tantissimi democristiani presenti in Forza Italia».

A lei piace Berlusconi, ma a Berlusconi lei piace?
«Io fisicamente non sono il tipo che a lui piace di primo acchito. Per questo all'inizio ero convinto di non piacergli. Però col tempo...».

Quando si è accorto di piacergli?
«Durante le campagne elettorali. Lavorando accanto a lui giorno e notte, a un certo punto ho capito che mi apprezzava».

Dicono che Berlusconi pecchi di eccesso di decisionismo.
«Berlusconi non è decisionista. È sempre portato alla mediazione. Il contrario di molti dirigenti di Forza Italia».

Critica?
«Alcuni dirigenti di Forza Italia si credono investiti di un potere che li autorizza a fare qualsiasi cosa, in spregio alle regole dell'educazione, del rispetto, del confronto. Se fossero tutti come Berlusconi, Forza Italia sarebbe migliore».

Bisogna fare un partito a immagine e somiglianza di Berlusconi?
«No, bisogna farlo a immagine e somiglianza delle qualità di Berlusconi».

Quando lei ha detto queste cose al Giornale, Berlusconi come ha reagito?
«Mi ha sgridato. Qualcuno ha detto che io parlavo male di Forza Italia. Ma io non parlavo male di Forza Italia, parlavo bene di Berlusconi».

Perché da giovane era comunista?
«I miei genitori erano persone umili. Io ancora oggi mi emoziono quando penso a mio padre socialista che lotta contro le ingiustizie e le disuguaglianze sociali. Emigrò giovanissimo in Francia a fare il boscaiolo, poi andò in Svizzera a fare il muratore. Avrebbe voluto andare in Australia ma gli fu negato il visto perché era socialista».

La passione per la politica?
«Al liceo. Entrai nella Fgci. Erano anni duri. Il Pci era in prima linea contro il terrorismo. Io avevo la scorta».
Università?
«Filosofia. Feci l'assistente del professor Capponnetto, al Magistero di Firenze, occupandomi di Storia religiosa del 400 e del 500. Poi cominciai con la politica attiva, qualche anno alle Asl, fino alla carica di sindaco di Fivizzano. C'era una giunta anomala. La prima di compromesso storico. Io mi adoperai per recuperare i socialisti. Ero affascinato dalla figura di Berlinguer, ma fui uno dei primi nel Pci a criticare il compromesso storico».

Parla mai di queste cose con Berlusconi?
«No, a lui non interessano. Lui è una mente fresca. Per lui il comunismo è stata una delle più colossali e feroci macchinazioni dell'uomo contro l'uomo».

Di cui lei ha fatto parte.
«Quando sento Veltroni o Fassino negare di essere mai stati comunisti provo pena per loro. Per il solo fatto di aver aderito al Pci sento di aver avuto anch'io una parte di colpa. Non è una cosa che si può cancellare così facilmente».

Veltroni e Fassino hanno cancellato?
«Sono personaggi che non hanno né caratura culturale, né spessore morale».
Lei è sposato?
«Da sette anni. Ho un figlio di cinque».

Tra Berlusconi e la famiglia, a chi vuole più bene?
«Spero di non dover mai scegliere».

Che cosa farebbe per Berlusconi?
«Odio l'aereo. Ho paura. Ma per Berlusconi forse lo prenderò».

Come l'ha conosciuto?
«Un giorno accompagnai il maestro Cascella, mio amico, che stava costruendo il mausoleo di Arcore».

Berlusconi che cosa le ha detto?
«Mi regalò un libro su Hitler. Con una dedica bellissima. "A Sandro Bondi, amante dell'utopia, dedico questo libro sull'utopia perversa"».

E poi?
«Poi, sempre Cascella mi fece incontrare Roberto Tortoli, responsabile di Publitalia in Toscana, che cercava candidati per le elezioni. Rifiutai la candidatura ma andai a lavorare al centro studi, a Roma, diretto da Paolo Del Debbio, una persona straordinaria».

Dal Pci a Forza Italia.
«Ho sofferto quando mi accusarono di essere un traditore. E soffrì anche mio padre. Solo chi è stato comunista sa che cosa vuol dire essere indicati al disprezzo morale».

Cossiga non è mai stato comunista ma ha detto di lei: «È uno pronto a tradire di nuovo».
«Mi ha annichilito per qualche ora. Ero distrutto. Poi mi dissi: non posso accettare. E ricordai a Cossiga che quando era stato in difficoltà io gli avevo mandato una lettera di solidarietà».

Ce l'ha ancora con Cossiga?
«No, l'ho perdonato».

Non mi ha risposto. Si sente un traditore?
«No. I veri voltagabbana sono i comunisti che dicono che non sono mai stati comunisti».

I voltagabbana sono più a destra o a sinistra?
«Oggi sono più quelli che lasciano la sinistra. Perché la destra è al potere».

Secondo lei Guzzanti è un voltagabbana?
«Assolutamente no. È l'emblema della coerenza. Mentre tutti gli altri cambiano, lui rimane uguale a se stesso. Come me».

Giuliano Ferrara?
«Ammiro la sua profondità intellettuale e la sua scrittura armoniosa. Lui è la prova che la sinistra italiana non diventerà mai riformista. Perché tutti i veri riformisti del Pci se ne sono andati. Una vera sinistra in Italia non potrà nascere se non sulle macerie di questa sinistra. Ci vorrebbe un Berlusconi di sinistra».

Cofferati?
«Cofferati, sì. Cerca di fare nel campo avverso quello che ha fatto Berlusconi. Copia molti degli stili, dei metodi, delle tecniche di Berlusconi».

Qualche voltagabbana lo troviamo? Mastella?
«Trasformismo. La politica lo legittima. Rimane però il giudizio negativo dal punto di vista morale».

La Pivetti?
«Che fine ha fatto? La mancanza di spessore politico e intellettuale alla fine si paga. La fortuna non basta. Scognamiglio? Nessuno ricorda più chi sia. Senza idee e senza coerenza non si può avere un ruolo. La politica è impietosa».

E Carrara che è venuto da voi cinque minuti dopo essere stato eletto con Di Pietro?
«Ci sono dei fenomeni ancora peggiori. Io le posso raccontare una cosa, però non vorrei che venisse pubblicata».

Stia tranquillo.
«Io sono molto amico dell'ex assistente del presidente, Nicolò Querci. Nel '96 fu eletto in Veneto. Il presidente gli chiese un sacrificio grandissimo: dimettersi per fare passare Luca Danese. Che fu uno di quelli che andò a fare il ribaltone. Doveva avere una riconoscenza infinita. Invece solo ingratitudine».

Quando ha cominciato a lavorare per Berlusconi?
«Nel 1997, nella segreteria del presidente a Roma. Dopo due anni sono venuto ad Arcore».

Che cosa faceva?
«Rispondevo alle lettere. Anche 30 o 40 al giorno. Casi umani, richieste pietose. Avrò risposto a più di 20 mila lettere».

Firmate Berlusconi?
«Solo quelle più importanti, quelle dei politici, degli imprenditori. Le preparo io. A volte aggiunge a penna delle cose sue. E poi me le corregge, sempre. Un supplizio».

Che cosa corregge?
«Io sono troppo retorico. Lui è diretto e semplice. Ha la capacità di andare subito al cuore».

Lei adesso è il suo portavoce. Prima di fare dichiarazioni, lo sente?
«Mai».

E lui?
«Qualche volta mi sgrida».

Bondi, lei è diventato ricco?
«A Roma guadagnavo tre milioni e mezzo. Sto un po' bene adesso con lo stipendio da parlamentare».
Berlusconi è generoso.
«Mi ha regalato un bell'orologio».

Quello del Milan? Varrà 10 mila lire.
«Scherza? È un Cartier. È talmente bello che non lo metto mai».

Lei somiglia a un frate trappista.
«Con Paolo Del Debbio spesso scherziamo. Lui sarebbe stato un domenicano, io agostiniano. Una divisione che attraversa tutta la cultura dell'umanità».

Quindi anche Forza Italia?
«Anche Forza Italia. Gianni Letta potrebbe essere un domenicano. Dell'Utri un agostiniano».

Dà del tu a Berlusconi?
«Non ci riesco. Io gli ho sempre dato del lei. E lui mi ha sempre dato del tu».

Lei criticava Forza Italia che corre il rischio di diventare un partito delle tessere...
«E la critico ancora. Ma sono più prudente adesso. Non voglio fare una brutta fine».

Senza Berlusconi, Forza Italia scompare?
«Sì. Bisogna avere il tempo per creare un soggetto che sia in grado di camminare con le sue gambe».

Chi è in pole position per sostituirlo?
«Molti, ma non c'è un gruppo dirigente. Manca la solidarietà di partito».

Quelli che escono sparano a palle incatenate contro Forza Italia. Sgarbi, Mancuso...
«Succede quando dentro a un partito non c'è dibattito politico».

Che cosa pensa dei leader della sinistra?
«Bertinotti è il meno comunista di tutti. È un massimalista socialista utopico. Una persona coerente, perbene. Non ha mai attaccato personalmente Berlusconi come hanno fatto, con toni sguaiati, D'Alema e gli altri».

D'Alema non le piace...
«È il più comunista di tutti. È l'erede perfetto della tradizione togliattiana italiana. Ho fatto un intervento alla Camera e lui per tutto il tempo mi ha voltato le spalle in segno di dispregio. È un uomo pieno di sé, con una presunzione immensa e mal riposta».

Dal punto di vista dell'interesse di Forza Italia, chi si augura che diventi il leader del centro sinistra?
«Francesco Rutelli o Walter Veltroni. Contro di loro la vittoria sarebbe certa».

Se lei entrasse in possesso delle prove che Berlusconi è colpevole delle cose che gli vengono contestate nei vari processi, che cosa farebbe?
«Penserei che è un brutto sogno. Che sto vaneggiando. Che sono su Scherzi a parte».

Che cosa è disposto a fare per Berlusconi?
«Andare in carcere».

Al posto suo?
«Non solo al posto suo, andrei in carcere per lui».

La tratta mai male?
«No, mai. Conoscendo la mia sensibilità, cerca di evitare i toni aspri, sa che ne soffrirei troppo. Non mi sgrida mai in maniera dura, impietosa».

Facciamo il gioco della torre?
«Sono proprio costretto?».

Travaglio o Maltese?
«Salvo Maltese: almeno ha il dono dell'intelligenza e della bella scrittura. Travaglio ha una specie di perversione: vorrebbe processare tutto e tutti. È veramente un uomo di destra. Un uomo di destra che scrive sull'Unità».

Stefania Craxi o Bobo Craxi?
«Salvo Stefania. Bobo è una persona deliziosa, umanissima ma non riesce proprio ad afferrare i problemi politici».

Di Pietro o Violante?
«Butto Violante. È molto più pericoloso. Di Pietro sta alla Giustizia come io sto alla Fisica».

Prodi o Cofferati?
«Salvo Cofferati. È distante anni luce dalle nostre posizioni e anche da una sinistra moderna e riformista. Però ha una sua credibilità».

Mentre Prodi?
«Come economista è poco più che un dilettante, noto per avere fatto degli studi sulle mattonelle. Il suo eventuale ritorno sulla scena della politica italiana sarebbe una minestra riscaldata». __._,_.___


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permalink | inviato da Gattara il 22/4/2008 alle 8:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

21 aprile 2008

Totoministri

 




Da SkyTG24.
La rubrica "Totoministri" riportava, per ciascun dicastero due dati:

1) i candidati in corsa;
2) lo status (in ascesa, in discesa, stabile) di ciascun candidato.

Per la Pubblica Istruzione viene riportato un solo candidato, cioè Sandro Bondi.
Lo "status" è correntemente "in ascesa".

Iniziamo a familiarizzare con il Bondi pensiero, che al di là del suo pittoresco essere, non conoscevo nel dettaglio.

"Che pena vedere Umberto Eco sfogare la sua acredine verso il capo del governo italiano dalle colonne di un giornale straniero. Peccato perché il suo astio incontenibile è pari soltanto alla sua insipienza politica e intellettuale" (
Sandro Bondi)

E dobbiamo anche ringraziare Dio, se è vero che è tramontata la possibilità dell'altra candidata, cioè
lei: DIO MIO (divento molto religiosa in tali drammatici frangenti) COSA NE SARA' DI NOI??????


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